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Servizio Civile Universale tra sanità,
disagio e cultura: 66 i posti nel Fermano
“I giovani ponte tra generazioni”

ANCONA - Presentato il programma regionale che vede oltre 600 posti disponibili: "Il principio fondamentale resta sì quello di educare i ragazzi all'autonomia, ma anche di accompagnarli in questo percorso senza farli sentire soli"
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di Andrea Braconi

“Coesione Sociale Marche”: è la denominazione del programma di Servizio Civile Universale, presentato dalla capofila Fondazione Grimani Buttari. Oltre 600 i posti disponibili a livello regionale (di cui 53 riservati per l’inclusione sia di ragazzi disabili che svantaggiati in termini di reddito), con la provincia di Fermo che si vedrà assegnata una quota di 66 posti.

Un’occasione di crescita per i giovani ma anche per il territorio, gli enti locali e le associazioni coinvolti, come è stato ribadito da Roberto Pratini. “Ancora non ci sono enti accreditati nel nord delle Marche, ma questo programma è la vera espressione di tutti i territori regionali” ha spiegato. “Il Servizio è rivolto a ragazzi dai 18 ai 28 anni e 364 giorni. Non è previsto alcun requisito su residenza o cittadinanza, ma il nostro consiglio è di andare sui siti dei singoli enti prima di candidarsi per verificare quali sono le attività”.

Fabio Cecconi, presidente della Fondazione, ha parlato di “un’esperienza quasi unica in Italia”, che ha dato la possibilità di partecipare a 131 enti di accoglienza, di cui 104 Comuni (il 46% dei comuni marchigiani), 3 Unioni Montane e altri soggetti che collaborano nella gestione, con un importante coinvolgimento del Servizio regionale di Formazione e del Centro per l’Impiego.

“Il nuovo Servizio Civile Universale va letto come fase propedeutica di avvicinamento al mondo del lavoro – ha tenuto a precisare -. Il nostro è il secondo programma con più progetti, ben 37, oltre ad essere il quindicesimo a livello nazionale per numero di volontari impiegati, 663. Vogliamo partire nel modo migliore e ci affidiamo ad una significativa esperienza acquisita in questi anni”.

Per raggiungere l’obiettivo la Fondazione, ha affermato Cecconi, è capofila di un’aggregazione di 18 enti con i quali è stata affrontata la nuova politica del Servizio Civile Universale. “C’è stata l’esigenza di essere ulteriormente di aiuto e quindi di ulteriori 8 enti con cui si è condiviso questo programma”.

Protagonista anche l’Asur Marche, rappresentata per l’occasione da Flavia Spagna, referente per le pubbliche relazioni ed ex punto di riferimento dell’Urp dell’Area Vasta 4 di Fermo. “Con il Servizio Civile abbiamo potuto dare un contributo da punto di vista sanitario, facendo conoscere queste strutture alle nuove generazioni. I progetti portati avanti sono stati legati ad accoglienza, ascolto, facilitazione agli accessi e ai servizi digitalizzati”.

Un aspetto, quest’ultimo, molto importante in considerazione del fatto che le Marche hanno un’alt percentuale di popolazione anziana. “Utilizzare questi ragazzi come facilitatori e ponte di un’Amministrazione che cambia è una bella esperienza. Per quanto ci riguarda avremo 116 ragazzi nelle nostre strutture di cui 2 volontari sordi: per l’inclusione di questa categoria verranno fatti corsi, tenendo ovviamente presenti gli aspetti legati all’apprendimento della lingua Lis”.

Nonostante le preoccupazioni sulla possibilità che la diffusione del Covid-19 possa condizionare l’adesione dei ragazzi, Spagna ha ricordato come la stessa esperienza di Servizio Civile abbia dimostrato una grande partecipazione in un anno complicato come il 2020. “Le strutture sanitarie tutelano i ragazzi: nei momenti di difficoltà abbiamo bisogno di risorse umane e per loro questa si rivela sempre una grande esperienza”.

Solidarietà e territorio” (con attività di segretariato sociale, assistenza e accompagnamento delle fasce fragili), “Come un libro aperto” (incentrato sui beni culturali), “Accogliere Raccogliere Fattoria Sociale Montepacini” (sull’inclusione di giovani disabili) e “Protezione Civile del territorio” sono invece le 4 progettualità sulle quali verrà incentrata l’azione dell’Ambito Sociale XIX, coordinato da Alessandro Ranieri e che vede coinvolti ben 31 Comuni della provincia.

“L’attività di cooperazione è fondamentale per dare il senso ai giovani di far parte di un sistema molto più ampio, rispetto a quanto percepito da loro stessi. In questa nostra progettazione è prevista l’opportunità di inserire 66 giovani, di cui 14 selezionati per minori opportunità, come il basso reddito Isee. Il principio fondamentale resta sì quello di educarli all’autonomia, ma anche di accompagnarli in questo percorso senza farli sentire soli”.


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