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SI TORNA A SCUOLA
Corsa contro il tempo
per organizzare il rientro anticipato

FERMANO - Dirigenti scolastici al lavoro per decidere se dimezzare le classi o il numero degli studenti di un intero istituto. Solo due giorni per garantire la presenza del 50%, i nuovi orari dei docenti e la contemporanea didattica a distanza per chi resta a casa
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Di Federica Broglio 

Lunedì rientrano a scuola le classi terze, sezione B, F, L, le quarte sezioni D, H e O, martedì le prime sezione A, C e L, le quinte sezione B, D e F….. poi ancora, in un altro istituto metà classe delle prime e delle terze e il giorno dopo l’altra metà. Questo il quadro che si potrebbe presentare lunedì per le scuole superiori.

Un lavoro immane e complesso per i dirigenti scolastici che, ricevuta l’ordinanza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, firmata il pomeriggio di mercoledì scorso, sono all’opera per riorganizzare i rispettivi plessi in tempi strettissimi.

L’ipotesi di un anticipo del rientro a scuola rispetto al termine del 1 febbraio, deciso dalla Regione sulla base dell’andamento pandemico e degli indici Rt, era nell’aria, ma avere due giorni (oggi e domani) per attivare tutte le misure e la riorganizzazione non è compito facile, se si considera che alcuni presidi hanno incarichi in reggenza anche in più istituti contemporaneamente e che l’ordinanza regionale prevede di tenere in considerazione il 50% del numero degli alunni per ogni classe e non solo sull’intero istituto.

C’è piena autonomia decisionale. Ogni scuola potrà stabilire se far ripartire le lezioni con il 50% di presenza in aula degli studenti per singola classe o con il 50% del numero totale degli allievi per istituto, inteso come unico edificio. In quest’ultimo caso, ad esempio, potrebbe accadere che per un polo scolastico come il Carlo Urbani  di Porto Sant’Elpidio entrino in classe la prima settimana tutto il liceo Scientifico, la seconda settimana l’indirizzo Tecnico economico e poi l’Alberghiero.

Ma al di là dell’organizzazione logistica e delle priorità degli ingressi, per i presidi il problema è anche la pianificazione degli orari per i docenti, che dovranno sdoppiarsi tra lezioni in presenza e in Dad. Non potendo dividere la giornata in due, mattina e pomeriggio, i presidi stanno valutando se effettuare collegamenti online con gli studenti che sono rimasti a casa contemporaneamente alla lezione in classe, quindi in tempo reale, o se alternare le ore. L’incognita è anche quella della resistenza del sistema di connessione nel caso in cui si dovessero collegare nella stessa scuola più computer a quel 50% degli studenti che rimane a casa in didattica a distanza.

Questa mattina i dirigenti scolastici erano tutti impegnati in riunioni, consigli di istituto, call e videoconferenze, per riuscire a trovare il bandolo della  matassa con tutti i soggetti coinvolti, con i cellulari dei rappresentanti di classe tempestati di messaggi di genitori che chiedevano informazioni sull’eventuale rientro in presenza del proprio figlio. Le famiglie dovranno fare riferimento alle eventuali comunicazioni entro domani nei siti internet delle scuole, nelle bacheche delle piattaforme online e organizzarsi di conseguenza.

Giovedì inoltre si è svolto un tavolo tecnico a livello regionale anche per discutere del problema legato ai trasporti. Gli studenti delle scuole superiori provengono dall’area montana o dal mare e non è ancora chiaro se il servizio dei pullman possa essere garantito in virtù di un rientro a scuola anticipato e se ci siano i cosiddetti “stuart” alle fermate che garantiscano l’esatto numero di studenti che potranno salire sui mezzi senza creare assembramenti.

C’è chi nei corridoi si domanda se fosse proprio necessario anticipare di una settimana il rientro, visto che la precedente ordinanza regionale prevedeva il termine del 1 febbraio. Vero che gli studenti chiedono a gran voce di tornare in aula, di riprendere in mano la propria normalità e soprattutto di reinstaurare un rapporto diretto e interpersonale con i docenti e i coetanei, con una maggiore garanzia di apprendimento del programma didattico, ma lasciare solo due giorni ai dirigenti per organizzare le lezioni al meglio, rivedere orari dei docenti, ridisegnare la mappatura della Dad è chiedere troppo ad una scuola già molto provata e penalizzata dalla pandemia.


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