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Giornata della Memoria,
da Servigliano con il ‘Montani’ al Consiglio
regionale “per non dimenticare”

RICORDO - Alla Casa della Memoria incontro 'con la storia' per i ragazzi del Montani. In assise regionale il saluto di Liliana Segre, le immagini di Auschwitz e il recital dell’attrice Iaia Forte per le celebrazioni in ricordo della Shoah
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Paolo Giunta La Spada

“Le giovani generazioni sono cresciute, in Europa e in Italia, nella convinzione che la pace e le libertà civili siano valori acquisiti, ormai scontati”. Inizia con queste parole la riflessione del direttore scientifico della Casa della Memoria di Servigliano, Paolo Giunta La Spada, in occasione della Giornata della Memoria 2021 con, in visita, gli studenti del Montani di Fermo che incontrano i testimoni della storia.

“Molti giovani seguono, per mera ignoranza oppure per un costume di malinteso anti-conformismo, le stesse ideologie che nel passato soppressero la pace e ogni tipo di libertà. Nell’Europa e nell’Italia di oggi si è diffusa un’acuta e drammatica perdita di memoria storica. Alle ideologie razziste, aggravate da nuove e sempre più acute forme di espressione, si aggiunge la minaccia del fanatismo terroristico ‘suprematistico’. Vengono minacciati i principi fondamentali a cui si ispira la nostra costituzione repubblicana e la base stessa del nostro vivere civile. La formazione civica appare ancora lontana dai requisiti richiesti da una moderna società liberale e democratica che fonda la sua crescita sulla libertà e sul rispetto, e che non può prescindere da uno studio attento e rigoroso dei valori coerenti con i principi della nostra Costituzione. E’ nostro compito favorire una formazione educativa che ispiri una chiara visione liberale e democratica, in linea con le tradizioni della nostra civiltà, con i dettami della nostra Costituzione, nel convinto ripudio di ogni ideologia totalitaria e di ogni razzismo”.

Giornata della Memoria che è stata celebrata anche dal Consiglio regionale, oggi riunito in assise. “Dimenticare mai, ricordare sempre”, la sintesi del pensiero del presidente del Consiglio regionale, Dino Latini.

Il presidente del Consiglio regionale, Dino Latini, ha infatti scelto queste parole per descrivere il filo conduttore delle celebrazioni in occasione del Giorno della memoria nell’Aula dell’Assemblea. Nel suo intervento di apertura, un percorso nella storia per ricostruire le radici dell’antisemitismo, “un crescendo di pregiudizi alimentato dal vento della calunnia, fino allo sterminio di 6milioni di ebrei, tra cui 75mila italiani, trucidati per motivi razziali. Una tragedia immane, senza scuse, senza giustificazione, impossibile da comprendere oggi, eppure non accaduta nel Medioevo, ma solo pochi decenni fa”. Una pagina della storia documentata dalle immagini girate dai soldati statunitensi, “grazie al generale Eisenhower, che chiedendo alle sue truppe di filmare e documentare quanto avrebbero scoperto a Buchenwald, ha dato un grande contributo alla verità e alla democrazia”. Il Presidente si collega alle domande di Primo Levi, su come tutto questo sia stato possibile, e infine alle parole di Papa Francesco, pronunciate a Gerusalemme il 26 maggio del 2014, “Chi sei tu uomo per essere stato capace di fare una cosa del genere? Mai più Shoah”. L’invito a non dimenticare anche nel messaggio di saluto inviato della senatrice Liliana Segre, letto in Aula dal Presidente: “Senza memoria, senza il senso della storia, delle cause, delle conseguenze, delle responsabilità è impossibile una cittadinanza consapevole e pienamente democratica”. Dopo la proiezione del video ‘Meditate che questo è stato’, l’attrice Iaia Forte ha interpretato alcuni brani del libro della Segre, ‘Sopravvissuta ad Auschwitz’, insieme alle pagine de ‘La storia’ di Elsa Morante. La seduta è proseguita con le parole di Emanuela Russi, Presidente della Comunità ebraica di Ancona, e con l’intervento del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti. Dal Presidente della Giunta regionale Francesco Acquaroli, il riconoscimento del valore della memoria “come dovere di fronte ai fatti tragici accaduti, garante della nostra identità, la memoria deve unire e pacificare. Per questo il Giorno della memoria non può essere considerato come patrimonio di parte ed è nostro dovere evitare che possa essere utilizzato come qualcosa di strumentale, è simbolo che si estende per condannare tutti i crimini contro l’umanità, per motivi ideologici, politici o religiosi, come sottolineato dall’Europa in una risoluzione”. Nel corso delle celebrazioni sono intervenuti anche Marco Labbate (Istituto di Storia Marche), Clara Ferranti (Rete Universitaria per il Giorno della Memoria), il presidente di Anpi Marche, Lorenzo Marconi, e la Presidente Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra Presidente Silvana Giaccaglia.

 


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