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RISTORANTI SOLD OUT
dalla costa alla montagna
La prima domenica in “giallo”
sorride agli operatori

RISTORANTI - Domenica da incorniciare per i ristoranti del Fermano che hanno scelto di aprire nel primo weekend giallo del 2021. Quasi ovunque è stato registrato il sold out. Dalla costa alla montagna. "C'è voglia di tornare a mangiare fuori da casa" dicono i ristoratori.
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di Sandro Renzi

Ristoranti sold out nel primo weekend giallo del 2021. Dalla costa alla montagna, chi ha deciso di aprire è stato premiato. Locali pieni, ovviamente nel rispetto dei protocolli e dei distanziamenti che, in qualche caso, hanno comportato un taglio anche del 30 o 40% della capienza rispetto a quanto era previsto e consentito un anno fa, e via vai anche da oltre provincia. Torna il sorriso tra i ristoratori, una delle categorie più danneggiate dalla pandemia, ma c’è sempre la paura che il sistema di un Paese diviso in zone e i parametri studiati dalla Cabina di regia possano far ripiombare le Marche in area arancione da un momento all’altro. Quella di oggi è stata una domenica da incorniciare, al punto che diversi operatori hanno dovuto addirittura bloccare con largo anticipo le prenotazioni. C’era e c’è voglia di andare al ristorante insomma. Magari con la famiglia o con qualche amico, ma sicuramente c’è la necessità di riacquistare anche su questo fronte un minimo di quella normalità che, gioco forza, abbiamo dovuto lasciarci alle spalle.

In questa riorganizzazione complessiva un dato positivo per la categoria c’è. Ovvero la possibilità di acquistare con anticipo e in modo mirato i prodotti necessari sulla base delle prenotazioni arrivate e quindi di limitare gli sprechi. Già, perché l’altro aspetto ormai entrato a far parte delle nostre abitudini è quello di prenotare almeno un giorno prima il tavolo al ristorante. “Abbiamo tutto pieno e dovuto mandare via almeno una trentina di clienti -raccontano i gestori della trattoria Excelsior di Porto San Giorgio- abbiamo apparecchiato con le dovute cautele. Ma già nei giorni scorsi abbiamo avuto una buona risposta a pranzo“. Stessa sinfonia per un altro ristorante della città. “C’è voglia di tornare a mangiare fuori -dice Paolo Felici dell’osteria Tre Nodi- siamo stati costretti a non prendere altre prenotazioni perché già ieri avevamo completato i tavoli”. Felici, che nel settore ha maturato un’esperienza pluriennale e che non è nuovo a manifestazioni eclatanti, ha annunciato che prossimamente organizzerà una protesta per accendere i riflettori sui costi che lo stesso ritiene “esorbitanti” dell’energia elettrica. “Sto cercando di coinvolgere anche altri colleghi -spiega Felici- da tempo siamo in difficoltà ed ora ci si mettono anche i costi delle bollette. Lo dicano che alla fine vogliono farci chiudere”. A qualche chilometro di distanza c’è il ristorante La Cicala a Marina di Altidona. Anche qui sold out. “Oggi tutto pieno -conferma il titolare, Marco Biancucci- tenuto conto degli spazi contingentati per il Covid. Ma siamo assolutamente soddisfatti“. Soddisfatti di tornare a lavorare, dopo settimane di chiusura forzata, o durante le quali ci si è arrangiati con l’asporto, ma senza i numeri del passato. “C’è tanto movimento anche in giro sul lungomare -dicono dallo chalet Duilio di Porto San Giorgio- siamo contenti perché possiamo lavorare con il ristorante al completo”.  Stessa situazione se ci si sposta verso gli agriturismi della collina o in montagna. Non tutti i ristoratori se la sono sentita di “azzardare” riaprendo i locali. Diversi hanno preferito attendere di sapere come andrà nei prossimi giorni. In attesa insomma di conoscere l’andamento dei contagi ed eventuali nuovi provvedimenti che potrebbero essera adottati dal nuovo Governo.

 


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