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Marche ancora in zona gialla
Timori per le varianti del Covid,
stop ancora agli spostamenti tra Regioni

VIRUS - Le Marche restano "gialle" ma circondate da zone rosse ed arancioni. "Situazione delicata" dicono dalla Cabina di regia dell'Iss nel consueto monitoraggio settimanale. Cresce l'Rt nel Paese a fronte di una curva "sostanzialmente stabile". Stop agli spostamenti tra Regioni fino al febbraio
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di Sandro Renzi

“Situazione delicata” con un Rt in salita, a 0,95, rispetto alla passata settimana. Si parla anche di curva sostanzialmente stabile ma pure di un numero di Regioni che mostrano una incidenza in crescita negli ultimi giorni. I dati sono altalenanti ed invitano a prestare ancora molta attenzione, soprattutto alla variante inglese del Coronavirus. E’ quanto emerge dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia dell’Iss. Il periodo di riferimento va dall’1 al 7 febbraio. Le Marche restano in zona gialla con un Rt a 0,94, circondate da zone rosse ed arancioni. Tra le prime le province di Pescara, Chieti e Perugia. Per la nostra Regione la classificazione complessiva del rischio è “moderata”. 

“La decrescita delle mortalità è lenta. Ci sono tuttavia i primi segnali che il numero di operatori che si infettano si sta riducendo, effetto della vaccinazione massiva effettuata a partire da gennaio”. L’Iss parla però di una circolazione diffusa delle varianti del Covid. “Ci sono segnali di controtendenza della curva epidemiologica che consigliano molta attenzione perché potrebbero portare ad un aumento dei casi” se non si adottano o mantengono in maniera rigorosa le  misure anticontagio. Insomma, il fatto che diversi parametri siano comunque stabili e non accennino a decrescere impensierisce comunque i tecnici del Ministero della Salute.

L’altra novità riguarderebbe la proroga del divieto di spostamento tra Regioni fino al 25 febbraio, su cui sta discutendo l’ultimo Cdm presieduto da Conte. “”Dal 16 al 25 febbraio – recita la norma (fonte Ansa) – sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

“La popolazione più giovane sta contraendo l’infezione ed è un fenomeno che stiamo analizzando. C’è una crescita inoltre dei casi asintomatici e paucisintomatici” ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio settimanale. Inoltre sette Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente. L’Umbria e la provincia di Bolzano hanno un livello di rischio alto mentre dieci Region hanno una classificazione di rischio moderato e nove con rischio basso. Aumenta il numero di Regioni e Province autonome dove sono state riportate allerte di resilienza. Intanto nelle terapie intensive il valore nazionale di occupazione  e’ sotto la soglia critica del 30%, a quota 24%.  L’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni rimane sostanzialmente stazionaria: 269,79 per 10omila abitanti. Inoltre circa un caso su cinque in Italia risulta positivo alla variante inglese, secondo l’indagine condotta dalle Regioni. 

Anche il governatore della Marche, Francesco Acquaroli, ha confermato nei suoi profili social la notizia che la prossima settimana la Regione sarà in zona gialla. “Raccomando di continuare a prestare la massima attenzione, in particolare nelle zone dove il contagio sembra riprendere” ha inoltre rimarcato lo stesso Acquaroli. 


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