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«Riportare le Marche al top del tennis tavolo»
Intervista al neo presidente Berzano
Nel direttivo Monini della Virtus Servigliano

ELEZIONI – Il nuovo responsabile del Comitato regionale della Federazione italiana tennis tavolo sarà affiancato anche da Lucia Russo (Upr Montemarciano), Luigi Paolinelli (Fortunae Fano) e Andrea Notarnicola (Fenalc Fabriano)
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di Andrea Braconi

La passione per il tennistavolo è nata all’università. Poi la scelta lavorativa dell’Irlanda, il trasferimento e quel patentino di allenatore di primo livello. “Mi andava di lavorare con i ragazzi, quindi ho dato la mia disponibilità al club più grande del Paese, dove c’era quello che è stato per diversi anni allenatore della nazionale e che adesso guida l’Australia”.

Marco Berzano da qualche giorno è il nuovo presidente del Comitato regionale della Federazione italiana tennis tavolo. Ripercorre il suo passato “da giocatore scarso”, il periodo a Dublino da sparring per poi vedersi assegnati altri incarichi, come lavorare con i piccoli dell’avviamento. Rientrato in Italia, durante la Notte Azzurra di Jesi per la Settimana europea dello Sport ha notato tre tavoli sgangherati da ping pong. Si è fermato, chiedendo cosa stessero facendo quelle persone. “Erano affiliati al Csi e facevano attività, così ho detto: ‘Bene, ho il patentino e se volete posso darvi una mano, almeno fino a quando resto in Italia. Non era ancora chiaro quale direzione professionale avrei preso, ma invece sono rimasto e da 3 tavoli sgangherati e 5 bambini siamo passati a 25 con affiliazione alla Federazione, la prima medaglia ai campionati italiani giovanili al primo anno per arrivare all’ultimo con 5 su 8 titoli regionali”.

Responsabile tecnico della Polisportiva Clementina, Berzano è oggi al vertice regionale al posto di Antonio Zardi, presidente per 35 anni, di cui 33 consecutivi. Dieci le società presenti al PalaRossini di Ancona su 19 votanti, nonostante i pericoli legati al Covid e le precipitazioni nevose del weekend, per un totale di 64 voti (55 in quota dirigenti, 1 in quota tecnici e 8 in quota atleti). “Sono stato eletto con 50 voti, la composizione del Comitato è completamente nuova e sono rappresentate società che non lo erano prima. Nel direttivo ci sono Lucia Russo (Upr Montemarciano), Luigi Paolinelli (Fortunae Fano), Maurizio Monini (Virtus Servigliano) e Andrea Notarnicola (Fenalc Fabriano). Abbiamo avuto il sostegno soprattutto delle piccole società, ma puntiamo ad avere un dialogo concreto con tutte le realtà marchigiane”.

Un percorso lungo 6 anni, che hai vissuto anche insieme a tua figlia.

“Un percorso anche di scontri (ride, ndr). Non è facile, abbiamo fatto tanto, litigato tanto, poi lei cercava me in panchina perché la potessi svegliare nei momenti critici. Abbiamo dovuto imparare a conoscerci, abbiamo viaggiato tanto assieme e ottenuto tante soddisfazioni. Lei ha iniziato dopo, quando eravamo in Irlanda era molto piccola, è venuta a vedere gli allenamenti ma non aveva questa predisposizione. Poi tornati a Jesi è venuta un paio di volte in palestra dicendo: ‘Ma babbo, qui si divertono tutti, posso iniziare?’. Da lì è partita, oggi è un primo anno allievi, gioca in serie B femminile ed è la numero 16 in Italia nella sua categoria. A livello di categorie assolute, è una quarta ed è la numero 326 d’Italia tra adulti e ragazzi.”

Su cosa punterete nel corso del mandato?

“Abbiamo intenzione di dare priorità proprio all’attività giovanile: deve essere il motore per tutto il movimento perché c’è necessità di un ricambio generazionale. Il tennis tavolo permette di giocare fino ad età avanzata, ma sia i ragazzi che gli adulti hanno necessità di confrontarsi. Abbiamo in mente un progetto tecnico regionale per riportare le Marche al top a livello nazionale, nelle competizioni e nelle attività di avviamento. Quello su cui puntiamo a ritornare a giocare a ping pong per arrivare a giocare a tennis tavolo, deve aumentare la diffusione perché lo sport in generale è uno strumento di crescita, un’attività educativa con cui si può raggiungere una grande massa di persone. Pensiamo anche all’integrazione di progetti con le scuole di tennis tavolo, e ce ne sono già diverse in regione. Vogliamo fare un’attività di supporto a tutte le società che vogliono avviare un percorso tecnico. Avremo uno staff tecnico che girerà le società che lo richiedono per seguire gli atleti di interesse regionale. Sono anche previsti eventi di promozione, che coinvolgano la cittadinanza e dei percorsi dedicati ai diversamente abili, che possano sia portare al settore paralimpico che a creare un network di best practice e competenze.”

L’ultimo anno è stato drammaticamente condizionato dal Covid, anche sul versante sportivo.

La cosa più difficile per i ragazzi è allenarsi senza un obiettivo, la competizione ti porta sia a prepararti per la gara sia a gestirla. Ci siamo fermati solo nel periodo del primo lockdown, poi abbiamo ricominciato con costi maggiori per tutta la parte della sanificazione e gestione degli ingressi in palestra, ma l’abbiamo fatto perché era importante dare una valvola di sfogo ai ragazzi, che ne avevano proprio bisogno. Si è vista però una qualità ridotta degli allenamenti da un punto di vista tecnico, proprio a causa della mancanza di obiettivi. Adesso abbiamo ricominciato il campionato di B femminile, mentre i maschili regionali sono tutti bloccati. A breve dovremmo far ripartire i tornei di qualificazione dei campionati italiani, e quindi questo potrà fare da stimolo.”

Quali sono le istanza più importanti che chiedete alle istituzioni nazionali?

“Durante il periodo di lockdown abbiamo visto una grande apertura al sommerso, cioè quello che c’è dietro lo sport. I ristori che l’ex ministro Spadafora ha dato a chi è rimasto fermo durante questo periodo di inattività hanno segnato profondamente le società e le stesse federazioni, che in maniera diversa hanno dato la loro visione di contributo alle società. È stato scoperto tutto il mondo che di fatto supporta tutto un mondo di base che non è solo calcio, basket e pallavolo, sport che hanno grande visibilità. Abbiamo visto un’attenzione verso i collaboratori sportivi, che sono un elemento importante. Personalmente credo che dovrà essere riformata la questione degli sponsor: già il Governo ha fatto dei passi in avanti con lo Sport Bonus e con il credito d’imposta. Deve esserci un maggior supporto a creare nuovi spazi e attività, ma la riforma Sport e Salute ha rallentato tutto e con l’ennesimo cambio di rotta politica non c’è un ministro dello Sport. Vedremo cosa succederà, ma quello di cui le nostre società hanno bisogno è l’accesso alle palestre, i contributi per migliorare i servizi e sicuramente delle agevolazioni per chi fa attività con giovani o con categorie legate al disagio sociale.”


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