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“Tre anni nella nostra Casablanca”
Salute mentale, un percorso
che diventa convivenza

FERMO - La lettera aperta di Debora, Emanuela e Sabina sul progetto avviato dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Area Vasta 4 di Fermo
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di Andrea Braconi

Sono passati tre anni da quando Debora, Emanuela e Sabina hanno iniziato a vivere insieme in un appartamento lungo la costa nord fermana (LEGGI QUI). Un’esperienza non scontata, frutto della loro determinazione e dell’impegno del Dipartimento di Salute Mentale dell’Area Vasta 4 di Fermo. Le tre donne hanno voluto mettere nero su bianco alcune riflessioni sul loro percorso riabilitativo, vissuto dentro il progetto denominato Casablanca.

“Ci siamo conosciute al Csm: venivamo da tre storie di vita differenti, ma con difficoltà simili, dovute alla nostra patologia, che hanno facilitato la comprensione reciproca. Ci siamo conosciute al Csm, dove ci ha fatte incontrare la ‘nostra’ assistente sociale.

Debora viveva sola quando ha iniziato a soffrire la solitudine, non aveva più le forze di andare avanti; tramite una sua amica, che si era presa a cuore la sua storia, si è rivolta all’Equipe di Montegranaro, dove ha conosciuto Daniela.

Emanuela viveva in famiglia, le mancava però l’attenzione dei suoi cari e per questo si sentiva sola: non mangiava più era arrivata a pesare 36 kg ed ha iniziato a frequentare cattive compagnie. E’ stato allora che, attraverso la Dottoressa Palmieri, ha conosciuto Daniela.

Sabina veniva da una vita difficile e di solitudine; dopo cinque anni e mezzo in una struttura riabilitativa aperta ha conosciuto Daniela.

Ci è stato presentato questo progetto di convivenza comune e noi l’abbiamo accolto con gratitudine.

Nel percorso di coabitazione ci sono tanti momenti comuni da condividere, ci sono impegni da assumere e mantenere, ci sono regole tutte necessarie per il funzionamento della vita in comune e per una futura autonomia di ognuna di noi.

Il primo anno è stato il più difficile: non conoscendoci sono emersi lati del carattere che hanno portato a conflitti temporanei. In maniera diversa abbiamo riscontrato difficoltà ad accettare le regole che ci sono state date, a volte vivendole come imposizioni.

Con il tempo si è approfondita la conoscenza reciproca ed il rispetto ed abbiamo, con l’aiuto dell’Equipe, capito la necessità delle regole e quelle che percepivamo solo come imposizioni, sono gradualmente diventate per noi opportunità di migliorare nelle relazioni interpersonali e nella qualità di vita.

Ad oggi siamo legate come tre sorelle da un’amicizia profonda e da affetto reciproco. Nonostante ci siano ancora piccoli problemi è cambiata la capacità di gestirli, in quanto siamo maturate…c’è tuttavia ancora da lavorare.

Tutto questo percorso ci ha aiutato ad avere un nuovo approccio alle nuove situazioni della vita.

Come dice Daniela: ‘A volte la consapevolezza passa attraverso il dolore, l’accettazione di sé, dei limiti propri e altrui’.

Se prima ci sentivamo perse, sole e stavamo male, grazie alle terapie, all’aiuto dell’Equipe e al nostro impegno abbiamo acquisito maggiore serenità e consapevolezza.

Debora, dopo le iniziali perplessità, ha preso consapevolezza che questo progetto rappresenta una grande opportunità per la sua vita e per la propria crescita personale. Le ha, inoltre, permesso di riallacciare il rapporto con il padre e la sua compagna. Avendo difficoltà relazionali è contenta di aver costruito un rapporto di profonda amicizia con le ragazze.

Emanuela, che è il punto di forza per le pulizie di tutta la casa, avendo ora conosciuto meglio i rispettivi caratteri di Debora e Sabina si sente più a suo agio, sapendo come rapportarsi con loro.

Sabina inizialmente la più entusiasta si era poi spenta nel primo anno, trovando difficoltà nelle cose più basilari e pratiche, essendo piena di paure per mancanza di autostima. Nel tempo, grazie agli stimoli ricevuti dall’Equipe, ha iniziato a mettersi in gioco, acquisendo autostima e guadagnandosi l’affetto e la fiducia delle ragazze.

Daniela ci ha chiesto di riflettere sulle nostre conquiste in questi tre anni e su cosa vorremmo mantenere di esse.

Insieme abbiamo trovato un nuovo equilibrio di vita, la tranquillità economica che ci permette di vivere in un grande e comodo appartamento, di avere la macchina per spostarci agevolmente, oltre i mezzi pubblici, la possibilità quindi di far fronte a tutte le necessità e tante altre opportunità che prima ci erano negate.

Debora vorrebbe mantenere la capacità di riflettere sulle cose, il rapporto con le ragazze, la costanza ed il lavoro, magari con qualche ora in più.

Emanuela vorrebbe mantenere il lavoro e la convivenza con le ragazze e spera in una futura assunzione.

Sabina vorrebbe mantenere il lavoro, con più ore e più giorni, il rapporto con le ragazze, la capacità di gestire il denaro e le relazioni.

Debora spera che questo percorso la porti ad avere la miglior qualità di vita possibile e, sentendosi gratificata da un lavoro che la appassiona, si augura che duri il più a lungo possibile. Spera poi di riuscire a migliorare sempre più il modo di rapportarsi agli altri.

Emanuela spera di imparare a gestire il denaro, di conseguire la patente dal momento che sta frequentando la scuola guida, di diventare sempre più autonoma, di formarsi una famiglia e di stare il meglio possibile.

Sabina si augura di trovare un compagno, mantenendo il rapporto con la sua famiglia acquisita, cioè le ragazze. Di avere un’assunzione al CVM, dove attualmente ha un tirocinio che la gratifica e di essere sempre più autonoma. Spera, inoltre, di poter recuperare il rapporto con suo padre.

Tali aspettative desideriamo portarle avanti oltre il percorso e l’Equipe del DSM che ci accompagna.

Consigliamo quest’esperienza avendo trovato in essa una risorsa che ci ha cambiato la vita.

Speriamo che altre persone possano beneficiare di un uguale progetto.

Ringraziamo tutti gli operatori per l’opportunità che ci è stata data con la ‘nostra’ Casablanca e per esserci stati vicini in questo percorso”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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