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Avis, il presidente Rossi:
”Il virus non ci ha fermato,
le donazioni continuano incessanti”

AMANDOLA - E' quanto emerso dall'assemblea consuntiva annuale dei soci, effettuata per motivi sanitari in modalità on line domenica scorsa, 7 marzo. Al fianco della relazione del numero uno anche le parole del vice Annibali. "Flessione ad inizi di marzo per timori legati al Covid, da aprile numeri tornati negli standard"
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Il container adibito a punto prelievo e donazioni, davanti i donatori in attesa

“Il Coronavirus non ci ferma. Le donazioni continuano. Il tuo aiuto è importante ora più che mai”.

Così è iniziata la relazione morale del presidente dell’Avis comunale di Amandola, Franco Rossi, all’assemblea ordinaria dei soci dei Sibillini.

L’evento si è svolto domenica scorsa, 7 marzo, per rispettare le scadenze statutarie, rigorosamente in modalità remota affinché non venissero disattese le norme anti Covid con obbligo di contenimento e distanziamento sociale.

Dopo l’annuncio che il virus aveva varcato i confini nazionali con effetti devastanti sulla salute, tutte le categorie, non solo gli aderenti al volontariato, hanno ridotto la loro presenza nelle attività normalmente svolte, per cui anche nella sezione comunale dei Sibillini è stata rilevata una iniziale flessione delle donazioni: nel mese di marzo, inizio delle restrizioni, sono state raccolte soltanto 30 unità si sangue. “Gli appelli e le rassicurazioni sulla sicurezza del sistema trasfusionale e del rischio nullo sulla possibilità di trasmissione del virus attraverso la donazione – spiega il presidente – hanno consentito una rapida risoluzione della situazione, che è tornata ai livelli ottimali già dal successivo mese di aprile, dove sono state raccolte ben 58 unità di sangue”.

La comprensibile paura di poter infettare i riceventi e, successivamente, di contrarre il virus recandosi presso le unità di raccolta, è stata vinta grazie al senso di responsabilità e di condivisione dei numerosi appelli da parte del sistema sanitario, che altrimenti si sarebbe trovato a dover interrompere molte terapie salvavita legate a quel prezioso liquido che periodicamente viene donato. Durante il collegamento internet, che ha permesso ad ogni partecipante di poter seguire in modo adeguato la discussione, intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti e alla votazione, il presidente e il consiglio direttivo, hanno ringraziato tutti i donatori per la concreta risposta alla chiamata, dimostrata dai numeri per l’anno appena trascorso così per come negli anni precedenti confermando la costanza dei risultati.

“Il ringraziamento ai donatori, operatori sanitari e volontari è importante e doveroso – ha commentato il vice presidente Domenico Annibali – se si tiene in considerazione l’aver affrontato e continuato a sopportare le ormai pluriennali limitazioni che il terremoto del 2016 ci aveva imposto e che sono rimaste, nonostante gli appelli all’area vasta di riferimento, alla quale è stato più volte richiesto uno spazio idoneo e ricavabile nella nuova struttura di Medicina Generale (di circa 1400mq, ndr) che sorge a fianco al container Avis. Il tempo inclemente dei mesi scorsi avrebbe sicuramente scoraggiato chiunque ad attendere il proprio turno per donare al di fuori della struttura (vedi la foto in apertura), ma la risposta di tutti i donatori alla richiesta di sangue costante ha rappresentato una delle notizie più belle che potessimo oggi raccontare”.

L’unità di raccolta, ospitata ancora in un container, ha messo in evidenza, in particolare in questo periodo di distanziamento e mascherine, la realtà di cosa significhi essere <volontario>. Gli spazi ristretti non consentono infatti la permanenza donatori all’interno del manufatto oltre quelli previsti dalle norme vigenti. L’obbligo di sanificare dopo ogni donazione allunga inevitabilmente i tempi di attesa dei volontari che hanno aderito alla chiamata. “Solo nei primi mesi dell’emergenza pandemica abbiamo avuto il supporto logistico dell’amministrazione comunale amandolese – riferiscono i rappresentanti del consiglio direttivo -, concretizzato con la possibilità dell’uso di un locale ubicato frontalmente all’unità di raccolta, che è stato destinato a sala di attesa”.

L’assemblea si è conclusa con un ringraziamento, non scontato, a tutto il personale infermieristico e logistico (come gli addetti al trasporto) che tutte le settimane accompagna nuovi e vecchi donatori durante tutte le fasi della raccolta. Infine si è ribadito l’impegno per il prosieguo dell’attività (in attesa di tempi migliori) a favore delle scuole dell’obbligo (con la mostra degli elaborati giunta alla 17 edizione), e per i festeggiamenti dei 70 anni di presenza del sodalizio nel territorio dei Sibillini.

 

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