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Donne e lavoro, incontro con le autrici:
“La speranza è più forte delle delusioni”

SANT'ELPIDIO A MARE - L'assessore Giulia Ciarapica a colloquio con Chiara Simoni e Silvia Celli per parlare degli ostacoli per le donne nel mondo del lavoro
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Una conversazione tutta al femminile, per parlare del viaggio ad ostacoli nel mondo del lavoro delle donne. E’ quella promossa dall’assessorato alla cultura di Sant’Elpidio a Mare, con l’assessore Giulia Ciarapica che ha invitato due autrici, entrambe elpidiensi acquisite, Chiara Simoni e Silvia Celli. La prima ha pubblicato a fine 2019 il libro Storia di un tempo indeterminato, la seconda è uscita nel 2020 con Vuoto a perdere.

“Abbiamo pensato fosse il modo migliore per parlare, nella settimana in cui si celebra la Giornata internazionale della donna – ha spiegato l’assessore, nonchè scrittrice e book blogger – per parlare di un tema delicato, specie in questi tempi, come l’occupazione femminile e le pari opportunità. Entrambi i libri toccano il tema del lavoro, mostrano il coraggio di esporsi e raccontare la propria esperienza. In entrambi, nonostante i momenti di scoramento, la speranza è dura a morire e rimane un messaggio positivo”.

Il libro di Chiara Simoni ripercorre, tappa per tappa, le numerose esperienze lavorative a partire dai tempi dell’università, fino ad arrivare ad un contratto a tempo indeterminato. Quello di Silvia Celli racconta momenti di delusione, dispiaceri, sorprese, colloqui improbabili vissuti nel proprio percorso occupazionale.

“Non ho vissuto personalmente episodi di discriminazione di genere – racconta Simoni – le esperienze che ho vissuto sarebbero state le stesse se mi fossi chiamata Marco. Ho vissuto però in prima persona il fallimento delle politiche del lavoro da decenni a questa parte. Spiace notare che le battute più infelici ed inopportune,gli episodi più sgradevoli, li ho ricevute proprio dalle donne. Ho trascorso alcuni anni a Bologna, avvertivo una nostalgia strana e tornare è stato come riscoprire le mie origini. Vorrei che non servisse più parlare di diritti delle donne, che lo smartworking diventasse la normalità, mi auguro di vedere più asili nido aziendali”.

“Nella mia esperienza lavorativa ho attraversato momenti difficili, spesso li ho combattuti con l’ironia e da lì è nata la voglia di scrivere, è stato uno sfogo – spiega Silvia Celli – A volte restare senza lavoro dà la sensazione di non avere più il proprio posto nel mondo. Vorrei non accadesse più che una donna ad un colloquio fosse interrogata sulla volontà di costruirsi una famiglia ed avere un figlio, soprattutto trovo incredibile che tutto questo sia considerato normale. Pur cercando di non illudermi, anche nei momenti più negativi, la speranza di una svolta non mi ha mai abbandonato”.

 


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