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Fratelli d’Italia al Governo:
”Aiuti al comparto pesca, penalizzato
da pandemia e normativa europea”

PESCA - Il coordinatore Prisco e l'onorevole Albano interrogano il ministro Patuanelli. "Con il nuovo regolamento comunitario l’intera flotta peschereccia italiana, e quindi anche la marchigiana, registrerà un danno stimabile in circa 2.500 euro giornaliere ad imbarcazione, con effetto domino su cantieristica e filiera ittica"
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Emanuele Prisco, fonte Wikipedia

Iniziativa di Fratelli d’Italia a tutela e sostegno di uno dei settori trainanti dell’economia italiana e regionale, vale a dire il comparto pesca, che non solo ha pesantemente subito gli effetti dell’emergenza pandemica, ma risulta fortemente penalizzato dagli ultimi interventi in materia posti in essere dell’Unione Europea.

“A seguito dell’entrata in vigore del regolamento europeo numero 2019/1022, infatti, e con la non chiara situazione creatasi con il regolamento numero 2021/90, per l’intera flotta peschereccia italiana, così come per la flotta marchigiana, si registrerà una riduzione di attività nel 2021 che oscillerà, secondo le nostre stime, tra le 20 e le 39 giornate di pesca, un danno stimabile in circa 2.500,00 euro giornaliere ad imbarcazione, senza considerare l’effetto domino sulla cantieristica e sulla filiera ittica”.

E’ l’approccio di una nota firmata dagli onorevoli di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco, coordinatore regionale Marche e Lucia Albano, deputata marchigiana del partito guidato da Giorgia Meloni.

“Fratelli d’Italia quindi, nel considerare condivisibile la necessità di perseguire politiche europee mirate alla salvaguardia degli ecosistemi marini e della nursery dei nostri mari, vuole sottolineare però la considerevole crescita delle importazioni da paesi terzi di prodotti ittici (da 3,5 miliardi del 2009 a quasi 6 miliardi nel 2017, + 59%, ndr), dati che indicano la profonda sofferenza del comparto già prima della pandemia”, hanno proseguito i due esponenti di partito.

“Con una interrogazione al ministro delle politiche agricole, pertanto, si chiede di promuovere un’azione di raccordo con le istituzioni europee per programmare interventi mirati finalizzati alla sopravvivenza del settore, tra i più importanti per l’economia del nostro Paese e della regione Marche”, le conclusioni.

 


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