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Intercetta la vendita di mobili pregiati e sostituisce l’iban per il pagamento: denunciata una donna

TRUFFA - Dalla Questura: "L'indirizzo di posta elettronica del mittente era stato oggetto di phishing ovvero una forma di truffa perpetrata acquisendo, in questo caso, il documento originale di posta elettronica, la fattura, subito dopo l’invio e sostituendola, dopo averla perfettamente copiata, con un’altra con i dati modificati per farsi accreditare il bonifico"
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Alcuni giorni fa all’Ufficio Denunce della Questura è stata presentata una querela contro ignoti per il reato di tentata frode informatica. “Il reato – spiegano dalla questura fermana – previsto dall’art. 640 ter del Codice Penale, punisce chiunque si introduce senza autorizzazione in un sistema informatico, alterandone o impossessandosi dei dati contenuti, per procurarsi un ingiusto profitto”.

La vicenda denunciata era relativa al pagamento di alcuni mobili di pregio per il quale il venditore aveva inviato al compratore, tramite posta elettronica, la relativa fattura per il pagamento. Una volta ricevuta la documentazione però, l’acquirente aveva notato che le coordinate bancarie (IBAN) erano diverse da quelle inerenti un precedente acquisto presso la medesima ditta e relative ad un Istituto Bancario che non conosceva.

Contattato il venditore, quest’ultimo gli ha comunicato il corretto IBAN sul quale ha provveduto al bonifico, recandosi successivamente in Questura per la denuncia.
Gli operatori della Polizia di Stato hanno ravvisato il reato di frode informatica. “Certamente – spiegano –  l’indirizzo di posta elettronica del mittente era stato oggetto di quello che normalmente si chiama phishing ovvero una forma di truffa perpetrata acquisendo, in questo caso, il documento originale di posta elettronica, la fattura, subito dopo l’invio e sostituendola, dopo averla perfettamente copiata, con un’altra con i dati modificati per farsi accreditare il bonifico su un conto corrente bancario aperto per l’occasione e, come avviene ordinariamente, estinto in breve tempo dopo averne prelevato i guadagni disonesti. In questi casi è opportuno modificare il proprio account, annullando il precedente ormai compromesso”.

Le indagini degli operatori della Questura hanno consentito di risalire al titolare del conto corrente “fasullo”, una quarantenne residente a Napoli, che è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode informatica mentre sono in corso ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria per ricostruire la dinamica del phishing.


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