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Il fermano Miki Rutili è il primo italiano a vincere il Wabba International Meritorious Award

PREMIO - Rutili dichiara: "Per me è un grande onore e questo premio lo dedico in primo luogo alla mia città, Fermo. Molti giovani vedono nelle nostre attività un punto di riferimento sportivo molto importante"
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Il 33enne fermano Miki Rutili è il primo italiano a vincere il Wabba International Meritorious Award. Il premio viene conferito ogni anno dalla storica organizzazione mondiale Wabba International con sede a Londra, in Piccadilly, a figure professionali che si siano particolarmente distinte in attività di progettazione innovativa e creativa, in formazione e promozione, con particolare riguardo e attenzione allo sport e ai giovani.

“Il comitato organizzatore del premio – si legge nella nota ufficiale – ha conferito al fermano Miki Rutili l’edizione 2020 che, anche e soprattutto in tempo di pandemia globale, non ha sospeso ma ha anzi intensificato la sua attività di promotore, educatore e divulgatore sportivo. L’alto riconoscimento è stato conferito per la sua “instancabile opera sostenitrice di uno stile di vita attiva e sana pur se in linea con le più moderne tecnologie, unita a grande impegno nel sociale che lo vede in prima linea nella difesa dei valori che contraddistinguono le sue molteplici attività, è un grande esempio per tutti ma soprattutto per le giovani generazioni principali fruitrici delle sue iniziative”.

Rutili dichiara: “Per me è un grande onore e questo premio lo dedico in primo luogo alla mia città, Fermo. Molti giovani vedono nelle nostre attività un punto di riferimento sportivo molto importante, abbiamo una grande responsabilità per i milioni di utenti che hanno deciso di seguirci, appunto per questo motivo abbiamo deciso di trasferirci negli Emirati Arabi, a Dubai, per continuare a realizzare nuovi contenuti sportivi dove è possibile ed intrattenere i giovani che sono vittima, oltre al virus, anche di uno stato psicologico importante e non possiamo smettere di continuare a dare speranza. Sono stato positivo al virus per oltre 45 giorni, è stata un’esperienza terribile e capisco quanto sia difficile per un giovane rimanere in casa e non poter fare attività da più di un anno. Il mio obiettivo è quello di continuare a sensibilizzare tutti, senza arrendersi e non mollare psicologicamente, che è la cosa più difficile, in vista di tempi migliori per tornare più forti che mai grazie allo sport”


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