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Lotta al Covid, operazione palasport per Porto Sant’Elpidio “In 4 mesi vaccinazioni a tappeto”

SANITÀ – L'annuncio del sindaco Franchellucci: “È la location ideale, non va a paralizzare luoghi come le scuole”. Il punto della dottoressa Carpiceci su prenotazioni, orari e personale sanitario presente
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Il sindaco Nazareno Franchellucci

di Andrea Braconi

Operazione Palasport. Potrebbe essere definito in questo modo il progetto del Comune di Porto Sant’Elpidio e dell’equipe territoriale dei medici di base che troverà pieno compimento subito dopo Pasqua, con una previsione di vaccinazione per circa 20.000 residenti. E non solo. “Dopo le ultime riunioni operative abbiamo deciso di rendere pubblico ciò di cui si parlava da settimane – ha esordito il sindaco Nazareno Franchellucci -. Ricordo che a novembre inauguravamo l’esperienza del centro tamponi, con protagonisti laboratori privati, medici di base e farmacie comunali. Tutti dicemmo che quella poteva essere una sorta di embrione di quello che un giorno ci saremmo augurati come esperienza legata alla somministrazione dei vaccini”.

Una collaborazione che oggi, ha ribadito il primo cittadino, dà la forza di dire che il Comune di Porto Sant’Elpidio si mette a disposizione dei suoi medici per allestire uno strategico centro vaccinale. “È la location ideale, come vediamo anche da esperienze a livello nazionale, la soluzione logistica migliore che non va a paralizzare luoghi come le scuole”.

L’importante occasione permette a Franchellucci di lanciare un appello ai suoi colleghi. “In determinati momenti credo che un sindaco e un’Amministrazione comunale si debbano mettere a disposizione della sanità pubblica e quindi della nostra Area Vasta. Noi abbiamo dialogato con il direttore Licio Livini, spiegandogli il progetto e dicendo che era pienamente a disposizione per un potenziamento della campagna vaccinale nel territorio. Porto Sant’Elpidio è il secondo Comune della provincia e non può non essere pronto, anche nei confronti non solo dei suoi cittadini ma di tutte quelle categorie e di un’evoluzione che la campagna vaccinale probabilmente avrà”.

Delle categorie che saranno vaccinate (e in che tempi) ha parlato la dottoressa Loretta Carpiceci, coordinatrice dell’equipe territoriale di zona. “Da 4 mesi portiamo avanti il discorso dei tamponi rapidi, un rodaggio che ci è servito per accedere alla possibilità di vaccinazione sul territorio. Questa città ha circa 27.000 abitanti e considerando che quelli tra gli zero e 8 anni non verranno vaccinati, togliendo gli ultra 80enni che li stanno già facendo in altre strutture, dovremmo avere circa 18-20.000 persone divise per categorie. Pensiamo di farne circa 180-200 al giorno, se ci daranno una fornitura costante. I vaccini saranno destinati ai cittadini di Porto Sant’Elpidio ma con qualche riserva: io, ad esempio, ho alcuni pazienti tra Sant’Elpidio a Mare e Monte Urano e comunque saranno i nostri assistiti, che resteranno di nostra competenza. Inoltre, compileremo direttamente noi un foglio di anamnesi per persone con problemi importanti, in modo da velocizzare i tempi”.

Tutti i domiciliari, ha spiegato, dovranno essere conclusi entro l’11 aprile, dopo di che toccherà a soggetti estremamente fragili (oncologici, casi di insufficienza respiratoria, trapiantanti, down con problematiche genetiche, etc.) e fragili (problemi cardiaci, che hanno avuto ictus, infarti, ischemie cardiache, forme tumorali regredite ed altro), per procede successivamente per categorie di nascita fino ad arrivare ai 18enni. “I nostri ambulatori non erano a norma per queste situazioni che richiedono sia un distanziamento, sia uno spazio di attesa dopo il vaccino. Al palasport, invece, abbiamo 4 ingressi, di cui uno raggiungibile in auto per eventuali vaccinazioni drive in. Poi ci sono servizi igienici e spogliatoi”.

L’equipe, composta da 2 medici, un’infermiera professionale ed un amministrativo, vaccinerà per 6 ore al giorno, nelle fasce orarie 9-12 e 16-19. “Dalle ore 12 alle 16 recupereremo eventuali persone in ritardo, che hanno avuto problemi o che sono state inserite in alcune liste. Usufruiremo del portale delle Poste per la prenotazione e l’Area Vasta ci fornirà l’elenco completo ed il numero di vaccini congrui, AstraZeneca e Modera per il momento e poi, a fine aprile, dovrebbe arrivare il Johnson & Johnson”.

La priorità, ha evidenziato la dottoressa, sarà non sprecare alcuna dose. “In 4 mesi ce la dovremmo fare, forse anche meno, ma servirà una costante fornitura”.

Sono stati 18 i medici di base che hanno dato disponibilità (“Solo 2 non se la sono sentita”), più 2 pediatri di libera scelta, 2 colleghi in pensione (il dottor Montevidoni e la dottoressa Zampaloni) e un odontoiatra. “Così riusciamo a fare turni non troppo gravosi, anche perché abbiamo i laboratori aperti nei quali seguiamo oltre 1.500 persone a testa. Abbiamo anche alcuni specializzandi che si sono dimostrati interessanti, 3-4 colleghi molto giovani ma molto bravi che speriamo di avere con noi”.

Domani pomeriggio ci sarà un’ulteriore riunione per poter stabilire sia le coppie di medici che vaccineranno nel palazzetto, sia quelli che si divideranno le dosi per gli ambulatoriali. “Dobbiamo utilizzarle tutte, faremo vaccinazioni a tappeto” ha ripetuto.

Nell’opinione pubblica negli ultimi giorni si è alimentato il nodo liste, sul quale Carpiceci ha provato a fare chiarezza. “Dovremmo avere un gruppetto di riserva, considerando che con Moderna abbiamo solo 6 ore di tempo per utilizzarlo, mentre AstraZeneca dovrebbe durare 48 ore. Le liste non sono individuali ma generali sulla popolazione. Se qualcuno dovesse mancare nel frattempo chiamiamo quelli che vengono subito sotto. Sicuramente non andremo in giro a prendere la gente”.

Un’organizzazione che, gioco forza, metterà in stand by il centro tamponi. “Da fine novembre a fine marzo abbiamo fatto 1.600 tamponi e scovato persone positive asintomatiche: ogni seduta minimo 3-4, ma una sera addirittura 14 che non erano né parenti né amici. Ora l’esigenza più forte è cercare di vaccinare, noi siamo 20, non ce la facciamo a fare tutto, quindi lo sospendiamo momentaneamente per vedere se riattivarlo in tempi brevi”.

“Mi ha chiamato un collega sindaco che mi ha chiesto come facciamo perché loro stanno in difficoltà – ha proseguito Franchellucci -. Ho risposto che il 90% del lavoro lo fanno solo e soltanto i medici di base e l’equipe territoriale. In questo momento non c’è facilità senza quel personale medico sanitario che deve portare avanti una cosa del genere. La differenza tra noi e gli altri è che qui è stata trovata una splendida sinergia e tutti sono pronti ed operativi”.

All’incontro sono intervenuti tutti i partner di un’esperienza che inizia a configurarsi come vero e proprio modello. “Noi ci siamo sempre stati e ci saremo anche adesso – ha affermato Ezio Montevidoni, presidente della locale Croce Verde -. Personalmente ci sarò come medico e come Croce Verde saremo presenti con ambulanza ed equipaggio per garantire la massima sicurezza”.

“Devo dire che il presidente Montevidoni – ha aggiunto Giampiero Vagnoni – già da inizio pandemia è stato sempre attento alla verifica del personale, già ha fatto e dato moltissimo. Lavorare in sinergia è importante perché ci permette di sopperire alle mancanze di questo periodo”.

“Le Farmacie Comunali – ha sottolineato il presidente Marco Traini – sono sempre pronte a fare la loro parte e in questo momento non c’è un progetto più importante di questo”.

“Nuova Ricerca Agenzia Res lavora da oltre 30 anni nel territorio provinciale – ha aggiunto la presidente Renato Del Bello -. Appena esplosa la pandemia ci siamo messi a disposizione dell’Asur con una raccolta fondi per le prime emergenze (i 12.000 euro racconti vennero utilizzati per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, ndr), adesso lo siamo per questa meravigliosa organizzazione con un contributo logistico amministrativo e di supporto infermieristico. Aggiungo che come cooperative marchigiane siamo ancora in attesa di siglare i protocolli con la Regione per vaccinare un terzo dei nostri dipendenti, che lavorano a domicilio e in alcune strutture sociali, che non sono stati ancora vaccinati. Nel frattempo, però, siamo ben felici di mettere la nostra esperienza a disposizione qui a Porto Sant’Elpidio”.

“Saremmo felici di poter vaccinare questi operatori nel nostro centro – ha chiosato il sindaco Franchellucci -. Sono ragazzi che ogni giorno stanno con le nostre persone più fragili, quindi ci farebbe tanto piacere si sbloccasse questa situazione”.


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