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Aveva seminato il panico con una roncola, ora riappare nel Fermano: scovato dalla Polizia in un casolare, scatta l’espulsione

ARRESTATO dopo una giornata di follia e paura a Fermo nel 2019, ieri la Polizia lo ha scovato in un casolare a Porto Sant'Elpidio. L'uomo negli ultimi tempi è stato oggetto di numerose segnalazioni. Denunciato per la violazione dell’ordine del Questore di lasciare l’Italia e del provvedimento giudiziario di divieto di ritorno nel comune di Fermo
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di redazione CF

Tutti i cittadini fermani ricordano quella giornata del 3 ottobre 2019, quando un quarantenne nigeriano aveva seminato il panico nella città, percorrendo le strade cittadine brandendo una roncola con la quale aveva colpito anche alcune autovetture urlando frasi sconnesse. E ora quell’uomo rispunta da un casolare a Porto Sant’Elpidio. Bloccato dalla Polizia e accompagnato dagli uomini della Questura presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio del nord Italia dal quale verrà successivamente trasportato in Nigeria.

Torniamo a quella giornata di follia e paura di due anni fa: appena giunte le segnalazioni alle Sale Operative della Polizia di Stato e delle altre Forze di polizia era immediatamente scattata la ricerca dell’uomo da parte di equipaggi della Questura, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e di personale di un istituto di vigilanza. La situazione di elevata tensione era durata per quasi tre ore; l’uomo, braccato, era riuscito a raggiungere il Lido di Fermo dove, presso un esercizio pubblico, era stato raggiunto dai poliziotti che sono riusciti, con estrema professionalità, prima a disarmarlo e poi, dopo una breve colluttazione, a bloccarlo. Quattro gli operatori della Polizia di Stato che hanno subito lievi lesioni ma per la gravità degli atti commessi dall’uomo è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di tentato omicidio.


Al termine del procedimento penale, lo straniero, clandestino sul territorio nazionale e già destinatario di alcuni decreti di espulsione, è stato condannato alla pena di due anni e due mesi di reclusione, in parte scontati presso il carcere di Ancona. All’inizio di ottobre 2020 è stato dimesso dal carcere con la prescrizione del giudice del divieto di ritorno nel comune di Fermo. Per qualche tempo, trascorso dall’uomo nel capoluogo pugliese, si erano perse le sue tracce fino al mese scorso quando la sua presenza presso il cimitero di Fermo, luogo abituale dove in passato era solito chiedere la questua, è stata segnalata da alcuni cittadini. Il timore che lo straniero potesse commettere atti di violenza analoghi a quelli dell’inizio di ottobre 2019 aveva costretto alcune persone ad evitare quel luogo sacro, generando un forte senso di paura ed insicurezza.
“Altre segnalazioni – spiegano nel dettaglio dalla Questura di Fermo – lo indicavano come frequentatore degli ingressi di supermercati di Fermo e dei comuni limitrofi ma, quando la Volante arrivava nel luogo, lo straniero senza fissa dimora e certamente consapevole della irregolarità della sua presenza, si era già allontanato.
La ricerca dell’uomo condotta dalle Volanti, da personale dell’Ufficio Immigrazione e della Squadra Mobile si è conclusa nel pomeriggio di ieri al Lido di Fermo.

La roncola sequestrata all’uomo

I poliziotti della Volante, nel corso di un controllo presso un casolare abbandonato e diroccato sul lungomare nord, hanno rintracciato lo straniero privo di documenti di identità ma conosciuto dagli operatori e lo hanno accompagnato in Questura presso la quale, dopo essere stato fotosegnalato, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’ordine del Questore di lasciare l’Italia e del provvedimento giudiziario di divieto di ritorno nel comune di Fermo.
Immediatamente si è attivato il personale dell’Ufficio Immigrazione che ha proceduto a notificargli il decreto di espulsione del Prefetto e l’ordine del Questore di abbandonare il territorio nazionale e ha attivato le procedure per il suo rimpatrio nel Paese di origine.
Infatti, appena avuta la disponibilità del posto, nella prima sera lo straniero è stato accompagnato dagli uomini della Questura presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio del nord Italia dal quale verrà successivamente trasportato in Nigeria. Nella giornata di ieri la Polizia di Stato fermana ha sistemato un ulteriore tassello a favore della sicurezza, reale e percepita, e della serenità dei suoi cittadini”.

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