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Polizia di Stato, 40 anni di evoluzione: “Sentinella istituzionale anche nel Fermano”, con Questura e Polstrada contro i ‘nemici’ terremoto e Covid

POLIZIA DI STATO - Oggi anniversario della Legge 121 del 1981 che ha dato un volto nuovo e importanti contenuti all’amministrazione della Pubblica Sicurezza ed alla Polizia di Stato, ridisegnando il Sistema sicurezza nel suo complesso. Nel Fermano tappe importanti l'istituzione del Commissariato di Fermo ma ancor più, da quasi tre anni, della Questura e della Sezione della Polizia Stradale a seguito della nascita della Provincia
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di redazione CF

Ricorre oggi il quarantesimo anniversario della Legge 121 del 1981, atto normativo che ha dato un volto nuovo e importanti contenuti all’Amministrazione della Pubblica Sicurezza ed alla Polizia di Stato, ridisegnando il Sistema sicurezza nel suo complesso.
Una legge che ha costituito il punto di partenza di un efficace cambiamento, che ha definito funzioni e compiti di una nuova organizzazione civile, presidio di legalità e sicurezza, al vertice della quale è il Ministro dell’Interno, espressione della volontà popolare, unica Autorità nazionale di Pubblica Sicurezza mentre, quale articolazione sul territorio, le competenze per la gestione dell’ordine e la sicurezza pubblica a livello provinciale sono affidate al Prefetto, Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza con specifiche responsabilità e compiti di indirizzo e coordinamento ed al Questore, Autorità provinciale di pubblica sicurezza per la direzione tecnico-operativa unitaria, nella provincia, dei servizi di ordine e sicurezza pubblica delle Forze di polizia statali e locali, fino ad arrivare ai Sindaci, i rappresentanti dei cittadini, nella loro funzione di Ufficiali del Governo, Autorità locali di pubblica sicurezza nei Comuni dove non sono presenti uffici della Polizia di Stato.


“Una evoluzione costante e continua che ha avuto per la Polizia di Stato, prima Forza di polizia civile a competenza generale – ricordano proprio dalla Questura di Fermo – valori e princìpi nuovi e particolari che sono passati sotto il semplice nome di “smilitarizzazione” ma che hanno comportato, nei fatti, una profonda rivoluzione nell’organizzazione dell’Istituzione, rendendo la Polizia di Stato più moderna e funzionale con uno sguardo teso verso il futuro ma con solide radici nei 129 anni precedenti (dall’11 luglio 1852) “proiettata- come ha scritto recentemente il Presidente della Repubblica- verso la cura dell’ordine democratico che concorre a rendere vera la libertà di esercizio dei diritti garantiti dalla Costituzione”.
Un rinascimento civile, nel pieno rispetto dei diritti della Carta fondamentale e per la salvaguardia della democrazia, finalizzata ad avvicinare sempre più le donne e gli uomini della Polizia di Stato ai cittadini, primi veri tutori della legalità, rendendo il proprio lavoro non più solo un dovere ma un Servizio realizzato in collaborazione, attiva, condivisa e partecipata, con ogni singolo componente della società e con gli enti e le istituzioni che li rappresentano.
Il concetto di Servizio è riassunto nei leitmotiv che sono i princìpi guida dell’attività di ogni appartenente alla Polizia di Stato: “Esserci Sempre”, “Vicini alla Gente” e nel motto dello stemma araldico “Sub Lege Libertas” per indicare quell’innovativo concetto di Polizia di prossimità che è, da anni, il cardine dell’agire quotidiano nella difesa della Legge.


Riprendendo ancora le parole del Presidente della Repubblica, si è creata “Una ‘empatia democratica’ guadagnata sul campo anche nei giorni durissimi di questo annus horribilis appena trascorso, ma nata negli anni difficili del terrorismo, nutrita, nei lunghi 40 anni dall’introduzione della riforma, dal lavoro e dal sacrificio dei suoi componenti”.
Un mutamento di organizzazione e di identità, da quel primo aprile 1981, che – aggiungono dalla Polizia di Stato di Fermo – è passato attraverso elementi democratici fondamentali quali la costituzione dei sindacati degli appartenenti alla Polizia di Stato ed il diritto di libera associazione agli stessi, l’acquisizione dei diritti civili e politici propri di ogni lavoratore, la piena realizzazione della parità del diritto delle donne all’accesso a tutte la mansioni ed incarichi, la creazione di nuovi ruoli, quale quello degli Ispettori con funzioni investigative, il continuo sviluppo ed aggiornamento organizzativo degli uffici, sulla base del costante mutamento della società, per adattarsi alle esigenze ed alle crescenti sfide con la mission della sicurezza dei cittadini che un’organizzazione flessibile può affrontare.
Quest’anno si celebra anche il 160esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Due importanti ricorrenze che vivono in simbiosi perché solo la sicurezza, reale e percepita, di ogni cittadino può consentire il progresso economico, sociale e civile di uno Stato e rafforzarne lo spirito di identità nazionale.
Lo stesso impegno ed il medesimo senso del servizio animano le donne e gli uomini della Polizia di Stato nella nostra provincia fermana fin dalla istituzione del Commissariato di Fermo ma ancor più, da quasi tre anni, dalla costituzione della Questura e della Sezione della Polizia Stradale a seguito della nascita della Provincia fortemente voluta dai suoi abitanti nella quale la Polizia di Stato, sempre più, svolge il ruolo di sentinella istituzionale per il perseguimento del bene comune e della sicurezza nell’interesse dei nostri concittadini.


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