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Il sogno playoff della Fermana si ferma sul palo, la Virtus Verona vince nel recupero tra le proteste gialloblù

SERIE C - Nel posticipo delle 20.30 la formazione di Giovanni Cornacchini non riesce nell'impresa di agganciare l'undicesima posizione (utile ai fini degli spareggi promozione in virtù del piazzamento del Modena come migliore quarta di tutti i gironi). Al "Recchioni" partita equilibrata ma nel computo totale i canarini recriminano per i due legni di Neglia e Boateng e per il gol irregolare di De Marchi
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Le proteste della Fermana al termine del match

 

di Leonardo Nevischi

FERMO – Gara di pura battaglia tra due squadre che, fino all’ultimo secondo (nel vero senso della parola), hanno provato a vincerla. In 90′, però, le occasioni da gol si sono contate sulle dita di una mano e nell’extratime è stato proprio un fallo di mano (non ravvisato dal signor Baratta della sezione di Rossano) a far pendere l’ago della bilancia in favore della Virtus Verona. Il resto  è pura appendice. I due sfortunati pali di Neglia e Boateng, invece, sono un misero palliativo.

IL TABELLINO

FERMANA 0 (4-3-3): Massolo; Manzi (41′ st Palmieri), Bonetto, Scrosta, Sperotto; Grbac (7′ st Iotti), Urbinati, Graziano (23′ st D’Anna); Boateng, Cremona (7′ st Cais), Neglia. A disposizione: Colombo, Manetta, Grassi, Fabris, Grossi, Rossoni, Bigica, Mosti. All. Giovanni Cornacchini

VIRTUS VERONA 1 (4-3-1-2): Sibi; Daffara, Visentin, Pellacani, Amadio (28′ st Delcarro); Cazzola, Leonardi, Danieli (38′ st De Rigo); Danti; Pittarello (28′ st Arma), De Marchi. A disposizione: Giacomel, Chiesa, Pinto, Mazzolo, Pessot, Paloka, Carlevaris, Marcandella, Bridi. All. Luigi Fresco

RETI: 48′ st De Marchi

ARBITRO: Adolfo Baratta della sezione di Rossano; assistenti Ivan Catallo di Frosinone e Franck Loic Nana Tchato di Aprilia; quarto ufficiale Marco Russo di Torre Annunziata

NOTE: Ammoniti Neglia, De Rigo. Corner 2 – 3. Recupero +0′ +4′

LA CRONACA

Una sconfitta che sa di beffa e un’undicesima posizione che per ciò che si è visto in campo va stretta alla Virtus Verona. Allo stadio “Recchioni” il posticipo della 37esima giornata tra la Fermana e la formazione di Luigi Fresco premia gli ospiti lasciando l’amaro in bocca ai padroni di casa per due legni e per una decisione arbitrale che sarà difficile da digerire.

Mister Cornacchini, come preannunciato nella conferenza stampa della vigilia, opta per un turnover leggero e dà una maglia da titolare a Massolo tra i pali e sceglie Manzi come terzino destro. A centrocampo Grbac preleva Iotti e va a formare una cerniera a tre con capitan Urbinati e Graziano. Davanti spazio a Cremona, supportato sugli esterni da Boateng e Neglia. I veronesi rispondono con un 4-3-1-2 che vede Danti alle spalle del tandem composto da Pittarello e De Marchi.

La prima frazione è equilibrata ai limiti della noia. Tanto gioco e poca precisione a centrocampo con qualche fiammata da entrambe le parti dettata più dalla qualità dei singoli che dal fraseggio collettivo. Il quarto d’ora d’intervallo fa bene alle due squadre che si presentano in campo con un altro atteggiamento. Soprattutto gli ospiti, trascinati da un De Marchi dai due volti: abile nel gestire al meglio il filtrante di Pittarello al 47′ e ad impensierire Massolo con un diagonale destro, meno lucido al 51′ nel freddare Massolo in uscita sul retropassaggio autolesionista di Scrosta.

Tuttavia tra i due tecnici è Cornacchini a dimostrare di volerla vincere davvero e gli ingressi di Cais, Iotti, D’Anna e Palmieri ne sono la dimostrazione. La Fermana ultraoffensiva inizia a produrre occasioni su occasioni. Al 54′ Neglia inizia a prendere le misure e con la sua classica giocata ad accentrarsi dalla sinistra verso il centro del campo scalda i guantoni di Sibi. L’attaccante ex Bari è il più palla e al 67′ ci riprova con una bolide di esterno destro dalla corsia opposta.

Questo è solo il preludio alla prima vera occasione del match: alla mezzora della ripresa Boateng dà gas a centrocampo ed apre per Cais, il quale di prima intenzione prolunga il tracciante proprio per Neglia che addomestica il pallone e con un perfetto tiro a giro va a baciare il palo alla sinistra di Sibi.

Se da una parte la Fermana a trazione anteriore bacia il palo, dall’altra la Virtus Verona è senz’altro baciata dalla fortuna perché due minuti più tardi lo stesso legno salva nuovamente la formazione ospite: Neglia pennella per D’Anna, l’ex Lecco mette una palla tesa nel cuore dell’area piccola che trova il piedone di Sibi, sulla respinta Boateng non ci pensa su due volte e si esibisce in una splendida rovesciata che trova i pugni del numero uno veronese, sulla conseguente respinta Boateng si ripete con una bicicletta volante ma questa volta è il palo a negargli la gioia del gol.

Gli ultimi dieci minuti sono di grande intensità, ma le occasioni nitide sono poche per la stanchezza e l’imprecisione. Alla fine, però, l’imprecisione che decide il match non è di nessuno dei 22 in campo bensì del direttore di gara che non ravvisa un fallo di mano ospite e dà il via all’azione che porta De Marchi a trafiggere Massolo con una rasoiata dalla distanza che si infila nell’angolino.

Nell’ultimo dei 4′ concessi, Sibi toglie ogni dubbio sulla sua relazione privata con la dea bendata e con un colpo di reni strepitoso va a smanacciare il tiro-cross di Iotti che avrebbe decretato un meritato pareggio.

 

Fabio Massimo Conti per l’analisi del dopo gara. Alla sue spalle lo striscione di ringraziamento dei tifosi canarini

LE DICHIARAZIONI

 

di Paolo Gaudenzi

“Senza nulla togliere alla Virtus Verona, quello che è successo negli ultimi minuti in campo è inammissibile – tuona a fine gara il direttore generale Fabio Massimo Conti -. Mi riferisco all’episodio che ha portato al gol vittoria ospite, con il guardalinee che richiama l’attenzione dell’arbitro per un fallo di mano, evidentissimo, ma con il direttore di gara stesso a smentire il collaboratore senza apparente motivo”.

“Si è trattato di un fallo palese, ammesso anche dall’attaccante scaligero. Tutto ciò ci lascia l’amaro in bocca perché nel secondo tempo la squadra ha mandato in onda una prestazione davvero super. Potevamo giocarci i playoff domenica prossima a Legnago, ma c’è stata negata questa possibilità e, come ripeto, non ho ben capito il motivo della decisione assurda dell’arbitro, che avrà da meditare sulle immagini dell’episodio appena riportato. Purtroppo è andata così, non resta che fare i complimenti ai ragazzi, e va dato atto ai meriti degli avversari, che hanno fatto la loro gara, senza dimenticare però i nostri due pali colpiti”.

La conclusione dell’intervento post partita di Conti è per lo striscione di ringraziamento da parte dei tifosi organizzati, collocato all’altezza della curva Duomo (per il dettaglio, consulta la fotogallery). “Ringrazio i nostri sostenitori a titolo personale, societario e della squadra per lo striscione affisso alle mie spalle. E’ stato davvero un bel gesto – le parole di Conti -. Quando la tifoseria organizzata realizza uno striscione del genere è sinonimo del fatto che tutto è stato fatto con sincerità”.

Il responsabile dell’area tecnica, Massimo Andreatini, durante le dichiarazioni post partita

Al fianco delle parole spese dal direttore generale, arrivano anche gli umori del responsabile dell’area tecnica, Massimo Andreatini.

“Dispiace per la sconfitta, perché la squadra ha prodotto tantissime azioni da gol con parate incredibili da parte del portiere veronese – l’approccio analitico di Andreatini -. Il destino ha voluto però incidere sul rammarico, con il fallo di mano ospite a viziare la rete della loro vittoria, fallo visto da tutti tranne che dall’arbitro. Che dire, faccio comunque i complimenti alla squadra, che ha profuso uno sforzo incredibile alla ricerca della vittoria necessaria per inseguire un sogno che ci è stato tolto per un errore”.

“Certe nostre azioni da rete, condite dai pali, si vedono raramente anche in categorie superiori, e quindi il rammarico è quintuplicato. Lo striscione? – la medesima sollecitazione sul gesto dei tifosi – Ormai i nostri sostenitori non mi sorprendono più, in positivo, perché ci hanno abituati a quel qualcosa in più, d’amore, che i ragazzi riescono poi a trasformare in campo in energia quando è necessario. Non vediamo l’ora che vengano riaperte le porte degli stadi, quest’anno l’assenza dei tifosi, tra casa e trasferta, si è sentita come non mai, e colgo quindi l’occasione per segnalare l’importanza del nostro tifo, fondamentale nei momenti del bisogno. Dopo la lunga rincorsa per la salvezza, sarebbe stato davvero giusto vivere il loro abbraccio, centrando magari il sogno playoff insieme a loro, presenti sulle gradinate”.

 

Fotogallery

 

Lo striscione ideato dai tifosi gialloblù ed esposto in curva Duomo stamane, in occasione di Fermana – Virtus Verona

 

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