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Ciclovia, Fiab: “Valore aggiunto per tutti, non si rallenti la realizzazione della rete”

BICI - "Dal momento che non può esistere un protocollo unico, valido per tutte le varie realtà locali, è però necessario che le esigenze sia di tipo naturalistico che economico trovino la giusta sintesi per non compromettere lo sviluppo del cicloturismo, un settore di vitale importanza per le Marche"
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“La realizzazione della rete delle ciclovie turistiche è indispensabile per il rilancio delle Marche che stanno soffrendo per la crisi particolarmente forte nell’entroterra dove terremoto, pandemia e isolamento stanno facendo perdere posti di lavoro e accentuando lo spopolamento. Proprio il cicloturismo può contribuire al rilancio dei territori interni che hanno tutto per attrarre quel turismo ‘lento’ che sta facendo la fortuna delle regioni che già da tempo ne hanno saputo cogliere le opportunità”. Così, in una nota, la Fiab, Federazione italiana Ambiente e Bicicletta delle Marche nel dare un impulso alla rete cicloturistica nella nostra regione.

“È bene ricordare – aggiunge la Fiab – che ogni anno in Europa milioni di persone scelgono la bicicletta per le loro vacanze e l’Italia, per ora soprattutto quella settentrionale, è una scelta privilegiata per Tedeschi, Olandesi, Francesi, ecc. che mediamente hanno capacità di spesa maggiori rispetto a turisti tradizionali.
Pur con diverse velocità, sta nascendo la rete ciclabile marchigiana prevista dalla legge regionale 38/2012 e favorita da quella nazionale 2/2018 che sta finanziando la Ciclovia adriatica che rappresenterà il collettore verso l’interno dei flussi cicloturistici. C’è però il rischio che tutto si blocchi per lentezze burocratiche e incertezze sulla scelta degli itinerari; di recente sono stati messi in discussione i percorsi “a pettine” lungo i fiumi che, se dotati di spazi adeguati, possono rappresentare la sede ideale per ciclovie turistiche; sono emersi infatti pareri contrari all’uso degli argini per l’impatto su flora e fauna, eccessive edificazioni, disboscamenti, ecc.; motivi anche condivisibili, visto che le aste fluviali sono molto delicate e spesso rappresentano il poco che resta degli ambienti naturali originari.
Dal momento che non può esistere un protocollo unico, valido per tutte le varie realtà locali, è però necessario che le esigenze sia di tipo naturalistico che economico trovino la giusta sintesi per non compromettere lo sviluppo del cicloturismo, un settore di vitale importanza per le Marche. Allo scopo servono ciclovie di grande qualità ma soprattutto sicure, sulle quali vanno prioritariamente investiti i fondi pubblici, come per esempio è già avvenuto con le campagne promozionali che hanno lanciato le Marche come “paradiso del bike”. Per ampliare l’offerta, migliorando la segnaletica e a costi ridottissimi, possono essere utili anche strade bianche, a basso traffico, sentieri sterrati, percorsi urbani, ecc. da valorizzare soprattutto a cura di accompagnatori turistici, albergatori, agriturismi, ecc. che del resto stanno già facendo la loro parte per far conoscere le Marche anche a livello internazionale.
Per realizzare la rete cicloturistica marchigiana in tempi ragionevoli non mancano i riferimenti normativi che codificano le caratteristiche dei vari tipi di percorsi ciclabili, dal più semplice al più complesso, sia per la mobilità turistica che quotidiana in ambito urbano. Realizzare una rete attraente, sicura e di qualità conviene a tutti”.


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