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Vaccini, le Marche scavalcate dalla Liguria Timori per l’Rt in salita a 0,81

VIRUS - La Liguria supera le Marche per numero di vaccinazioni attestandosi al 94,6%. La nostra Regione mantiene tuttavia un trend lusinghiero sulle dosi inoculate che le consente di restare per ora al secondo posto. Preoccupa invece il dato dell'Rt che è tornato a salire nella settimana 19-25 aprile.
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di Sandro Renzi

Le Marche perdono il primato delle vaccinazioni, scavalcate dalla Liguria. Regione quest’ultima che, pur partendo con un evidente gap, è riuscita a recuperare posizioni su posizioni attestandosi al 94,6% delle somministrazioni (fonte Ministero della salute), mentre le Marche sono al 93% con 553.221 vaccini inoculati su 595.130 dosi consegnate.
Gli over 80 marchigiani vaccinati in uno dei 56 punti operativi nelle cinque province sono 155.370 e ben 37.562 gli over 90. C’è anche una buona fetta di giovani, tra i 20 e i 29 anni, che ha ricevuto uno dei vaccini acquistati dall’Ue e consegnati al nostro Paese. Sono 20.226, un quarto rispetto agli over 60 (82.865) ed un terzo dei cinquantenni (62.802) che hanno avuto una dose. Sono meno di mille, 922 per la precisione, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 ed i 19 anni che sono stati vaccinati. Oltre 30 mila i trentenni che si sono sottoposti ad almeno una dose.

Dando uno sguardo alle categorie interessate, esclusi quelli che appartengono alla  categoria “altro” e che nelle Marche sono 7.731, i soggetti fragili e caregiver che hanno ricevuto il vaccino sono 98.845, mentre gli operatori sanitari e socio-sanitari 76.899, gli appartenenti al comparto  scolastico 33.220, quelli del settore non sanitario impiegato in strutture sanitarie ed in attività a rischio sono stati 24.331 e le forze dell’ordine 11.353. Gli indicatori resi noti ieri dalla cabina di regia nel tradizionale monitoraggio del venerdì hanno confermato la zona gialla per le Marche per la seconda settimana consecutiva.  Si tratta di dati riferiti alla settimana del 19-25 aprile. Con un Rt che torna a salire a 0,81 ed una classificazione del rischio “moderata”, le osservazioni dell’Iss confermano un trend in discesa anche nel numero dei contagi. L’incidenza di nuovi casi su 7 giorni e 100mila abitanti è di 123 ed una percentuale di positività del 6,7 nello stesso periodo oggetto del monitoraggio. Dato non proprio confortante se confrontato con quello di altre Regioni che lo hanno più basso e sono 14.

6%”Si conferma la discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello impegnativo. L’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,80– 0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, ma sotto l’uno anche nel limite superiore” scrivono i tecnici della Cabina di regia parlando del Paese. “L’incidenza è in lenta diminuzione ma ancora molto elevata per consentire sull’intero territorio nazionale una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. Di conseguenza, è necessario continuare a ridurre il numero di casi anche attraverso le misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale”. Tornando alle Marche l’Agenas, rileva che al 30 aprile i posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid sono 67 su 210 disponibili (32%), di poco sopra la soglia critica. Sono invece 408 quelli ricoverati nella cosiddetta area non critica per una percentuale del 34%, sei punti sotto la soglia di allarme. Ma l’attenzione, come rimarcato anche dal Governatore Acquaroli, deve restare alta.

 

 


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