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Chiavi riconsegnate, Rifugio Rubbiano capitolo chiuso per Cesari: “Non meritavo tutto questo”

MONTEFORTINO - L'Amministrazione guidata dal sindaco Domenico Ciaffaroni ha risolto il contratto di affitto della struttura
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di Andrea Braconi

Prima un passaggio al rifugio per una verifica dello stato dell’arte, poi in Comune per la riconsegna delle chiavi e le procedure di circostanza. Per Katia Cesari si chiude definitivamente l’esperienza di Rubbiano, dove dal maggio 2020 gestiva la struttura di proprietà comunale. E proprio l’Amministrazione guidata dal sindaco Domenico Ciaffaroni aveva preso l’8 aprile scorso la decisione di risolvere il contratto di affitto per “una grave inadempienza contrattuale” in merito alla copertura assicurativa. Un passaggio, quest’ultimo, sempre contestato da Cesari e dal suo legale, con quest’ultimo che ha ribadito la correttezza dell’operato della donna.

All’incontro avvenuto in mattinata erano presenti anche alcuni proprietari di strutture ricettive dei Sibillini, che hanno voluto manifestare la loro vicinanza a Cesari. “Quando un’attività è costretta a chiudere, soprattutto in un territorio prima colpito dal terremoto e oggi dalla pandemia -. hanno voluto sottolineare – è una grande sconfitta per tutti. A Katia possiamo solo dire grazie per aver dato nuova vita ad un luogo chiuso dalle scosse del 2016 e per lo spirito di vera e profonda collaborazione che ci ha manifestato in questo anno”.

Capitolo chiuso, quindi, nonostante qualche timido segnale che inizialmente sembra far pensare ad un possibile accordo tra le parti. Ma il sindaco, che in queste settimane non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali a Cronache Fermane, ha dato seguito a quanto esplicitato nella famosa delibera 26 (contenente tra l’altro un mero errore riguardante il massimale della polizza per rischio di incendio, danneggiamento, furto e vandalismo, errore modificato subito dopo l’uscita del nostro articolo, ndr), dando mandato ad un legale di procedere alla revoca.

Per Cesari, quindi, quella di oggi va archiviata come “una delle giornate più brutte della mia vita”. “Io non so spiegare cosa è accaduto realmente e questo mi fa stare veramente male. Non pensavo di meritare tutto questo. Ho solo cercato di risolvere i problemi, compresa la caldaia che non funzionava, ma non c’è stato nulla da fare. Eppure tutto si poteva risolvere, bastava parlarsi.”

La caldaia è stata oggetto di diverse conversazioni con il sindaco e altri amministratori.

“Ero disposta a metterla io, pagandola di tasca mia, ma all’improvviso e senza motivo non ho più ricevuto risposte dal Comune, sia al telefono che via Pec.”

Dirimente, almeno per il sindaco, la questione delle assicurazioni.

“Ribadisco che le assicurazioni ci sono e che ho fatto quanto richiesto nel contratto.”

La delibera 27 del Comune, datata 22 aprile, ti aveva fatto sperare in un accordo.

“Sì, sembrava contenere queste intenzioni. Invece, altri fatti accaduti negli ultimi giorni mi hanno fatto capire che non c’era alcuna possibilità.”

E da oggi?

“Andrò a lavorare in una struttura a Montemonaco. Certo, avevo scelto di gestire il Rifugio Rubbiano per stare vicina a mia madre e quindi standole lontano non risolverò il mio problema.”

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