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Il nodo erosione al centro del confronto Marcotulli-Pasquali: obiettivo zero danni entro 5 anni ma serve dare continuità alla progettazione LA PUNTATA

PORTO SANT'ELPIDIO - Il confronto è proseguito parlando dei temi caldi elpidiensi dalla riqualificazione del centro con la pedonalizzazione di Via Cesare Battisti e parte di Via Principe Umberto e il caso che ha tenuto acceso il dibattito politico di questi mesi dell'ex cinema Gigli
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di Paolo Paoletti

foto e video Simone Corazza

Un confronto a tutto campo sul futuro di Porto Sant’Elpidio, partendo dai grandi nodi del presente. La capogruppo PD Annalinda Pasquali e il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli protagonisti dell’appuntamento settimanale  del giovedì di Radio Fermo Uno.

E’ stata l’occasione per fare il punto su diversi aspetti di quella che è la seconda città più popolosa del Fermano, partendo dall’impatto della pandemia. Per la Pasquali: “La grande preoccupazione  fino ad oggi è stata quella dell’osservazione delle norme anti Covid, ci sono state anche manifestazioni di gruppi di persone, tra cui ristoratori, che sentivano molto il peso delle restrizioni. Abbiamo una crisi del calzaturieri che da tempo interessa Porto Sant’Elpidio e l’emergenza Covid va ad aggravare questa situazione. Sono pervenuti degli aiuti dal governo ma la perdita del lavoro non è una cosa per la quale e un’amministrazione pubblica riesce a far fronte da sola. Sono preoccupata,  benchè ho sempre assistito ad una grande capacità di reazione e creativa dei nostri concittadini che sono sempre adattati alle situazioni. Non possiamo pensare ad una ripresa da qui a settembre ma occorre riflettere insieme, amministrazione e privati su come potersi sostenere”.  Secondo Giorgio Marcotulli: “La crisi calzaturiera era già pregressa e ha lasciato segni importanti sul nostro tessuto sociale con difficoltà di ricollocazione. La capacità di reinventarsi è sempre stata una caratteristica dell’imprenditore elpidiense. Se oggi Porto Sant’Elpidio è diventata la seconda città della provincia guadagnando posizioni è perchè i nostri imprenditori hanno sempre creduto nella crescita. Durante la pandemia qualcuno è riuscito a reiventarsi dalla produzione di mascherine a quella di presidi sanitari.  Il rischio è che, se non arrivano concrete possibilità di supporto,  tutte quelle famiglie che oggi riescono a vivere grazie alla cassa integrazione o grazie ai piccoli sostegni alle attività, nel momento in cui verranno meno con tutte le riaperture si rischia un incremento della disoccupazione con famiglie ancora più in difficoltà di quanto lo siano oggi”.

Dall’emergenza Covid ai nodi centrali della città partendo dall’emergenza erosione. “Sono certo che il problema erosione – spiega Marcotulli –  avrà una risposta nel più breve tempo possibile. Se è in atto una progettazione per le scogliere la cui partenza dei lavori è presumibile già dal prossimo anno è  sicuramente frutto di un lavoro iniziato dalla precedente giunta a cui va riconosciuto, seppur con grosse difficoltà e oltre il tempo massimo auspicato, le prime risorse sono arrivate. L’impegno che chiediamo alla nuova giunta regionale Acquaroli è chiedere continuità a quella che è stata una partenza. La difesa della costa una volta avviata dovrà avere un punto arrivo che consenta di raggiungere gli obiettivi senza creare danni. Spero che l’amministrazione elpidiense stia riflettendo sulla scelta progettuale. L’auspicio è che si faccia una scelta non in termini di risorse e ma di garanzia del risultato. Il posizionamento della scogliera,  attualmente prevista mediante la rifioritura a circa 250 metri, poteva essere più ravvicinato dai 140 ai 120 metri che generalmente è la distanza adottata. Oggi invece si sposta la progettualità da una distanza più lontana con il rischio di creare nel tratto subito a nord un punto di forte erosione”. 

Annalina Pasquali che ha invece sottolineato come: “Se i tecnici hanno proposto una scogliera che possa essere efficace alla distanza da loro suggerita, non essendo né io né Marcotulli  ingegneri marittimi, dobbiamo affidarci a queste scelte. In generale qualsiasi forma di difesa delle costa non è mai definitiva perchè richiede manutenzione. Lo vediamo nelle città che hanno già posto le scogliere emerse e che circa ogni due anni devono intervenire con nuovi posizionamenti. La nostra proposta è quella, con la collaborazione della Regione a cui è stato consegnato il progetto di Porto Sant’Elpidio, di realizzare una scogliere emersa partendo dalle zone che soffrono maggiormente l’erosione. In questi anni laddove c’è la scogliera soffolta si è depositato materiale e l’acqua si è già abbassata naturalmente.  Realizzare una scogliera più in prossimità significherebbe creare una sorta di pantano che non garantirebbe ne’ la qualità delle acqua ne’  dal punto di visita paesaggistico la fruizione del mare”.

Parlando di tempi entro il problema erosione arriverà ad una svolta per la Pasquali: “Se da settembre parte la collocazione della scogliera completa credo che in 5 anni massimo 6 potremmo arrivare a questo risultato”. Per Marcotulli: “E’ probabile e auspicabile che da quando si parte, in un paio d’anni, il primo tratto sia completo. Ovvio che dovremmo capire e riuscire ad apprezzare sia il miglioramento ma anche le conseguenze. Dal punto di arrivo potrebbero crearsi gli effetti di bordo nella parte subito a nord e quindi occorre avere un’idea di come proseguire.  Finire il primo tratto senza avere la certezza sin da subito di essere pronti ad andare avanti per evitare altri effetti  rischia di portarci a fare la fine della prima volta, dalla quale ci sono voluto anni per ripartire”

Il confronto è proseguito parlando dei temi caldi della politica elpidiense dalla riqualificazione del centro con la pedonalizzazione di Via Cesare Battisti e parte di Via Principe Umberto e il caso che ha tenuto acceso il dibattito politico di questi mesi dell’ex cinema Gigli. E ancora il futuro dell’Orfeo Serafini, uno spazio strategico per il quale Marcotulli ha proposto una gara d’idee ma che al momento, come spiegato dalla Pasquali, in assenza di risorse resterà a disposizione della città come parcheggio centrale e area polivalente. Confronto anche sul futuro dell’area ex Fim, con un botta e risposta che vede da una parte Marcotulli puntare il dito contro l’aumento delle volumetrie da parte dell’amministrazione e dall’altro la Pasquali che ha spiegato come vi sia stato una netta diminuzione rispetto a quello che era l’edificio originario dell’ex fabbrica di concimi.

Il prossimo anno Porto Sant’Elpidio compirà 70 anni, un Comune giovane ma che si è affermata come punto di riferimento della provincia e delle Marche. Un punto strategico di collegamento tra il Fermano e il Maceratese che paga le conseguenze di una rete stradale concentrata lungo la Statale 16 ma allo stesso tempo uno sviluppo turistico in crescita e che dovrà continuare in tal senso a sostegno di un settore calzaturiero ancora in sofferenza.


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