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Il Grand Tour non finisce mai: 26 tappe per proiettare le Marche “sostenibili” nel mondo

ANCONA - Per il presidente Acquaroli si tratta di "una delle straordinarie eccellenze che abbiamo e che può caratterizzarci". Presenti anche le università di Camerino e Ancona, oltre ai vari partner dell'iniziativa targata Tipicità
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di Andrea Braconi

Un 2021 all’insegna di un vero e proprio salto evolutivo, con grandi ed importanti novità. “Sarà un Grand Tour delle Marche che non finisce mai, proiettandosi verso l’infinito”. Angelo Serri, anima di Tipicità, ha aperto con queste riflessioni la presentazione di un’edizione ricchissima, con ben 26 appuntamenti da giugno a dicembre tra cibo e manualità.

Ma non finisce qui. “Il Grand Tour, che lo scorso ottobre a Rimini è stato premiato con il prestigioso Travel & Food Award come miglior evento durante la pandemia, con l’avvento dell’emergenza paradossalmente è cresciuto, si è rivelato di straordinario gradimento perché ha permesso di mantenere vivo l’appeal per questo nostro fantastico territorio. E dopo un format 2020 concepito ad assetto variabile, quest’anno inizierà già da casa grazie ad un’innovativa piattaforma che abbiamo implementato, conducendo per mano il turista in un’immersione nelle comunità locali: con un click si sceglie la modalità più comoda per arrivare nelle Marche e immergersi nella festa. E il turista non lo abbandoneremo una volta tornato a casa: resterà connesso e nella nostra community, continuando l’esperienza”.

Piattaforma, ha spiegato Serri, calibrata con proposte turistiche su misura, consigli sullo shopping aziendale, sul fashion e sulla scoperta di incanti storici, artisti e culturali. E il Grand Tour delle Marche, realizzato in collaborazione con Anci Marche, Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking, oltre ai Comuni sedi di tappa ed un pool di oltre 30 aziende partner, vede un forte e convinto impegno da parte della Regione. “Voglio sottolineare la capacità di mettere insieme il patrimonio regionale – ha sottolineato il presidente Francesco Acquaroli – che è un elemento sul quale costruire il rilancio post pandemico del turismo ma non solo. La nostra regione ha sempre fatto fatica a lavorare in sinergia, a causa di una cultura del campanile, ma in una società che si evolve è bello competere con un’offerta complessiva del territorio. Il Grand Tour è una delle straordinarie eccellenze che abbiamo e che può caratterizzarci, un esperimento che non finisce ed un elemento che può e deve crescere e far crescere la nostra regione. La stessa Agenzia del Turismo è stata pensata per unire i nostri territori e le singole eccellenze, legandole in un moltiplicatore di presenze, informazioni ed opportunità”.

Acquaroli ha anche parlato del Grand Tour come di “un aperitivo di quello che vogliamo per la nostra regione”. “Su questa sfida si gioca molto della nostra partita futura, un turismo destagionalizzato e che deve esaltare tutta la nostra regione. Sarà importante anche l’aspetto urbanistico e sociale, cosi come lavorare bene ci permetterà di creare opportunità di lavoro in altri settori”.

Presente all’incontro anche Pasqualino Piunti, vice presidente di Anci Marche. “Il Grand Tour è un evento perché coinvolge tutta la regione, non è focalizzato su un territorio. E il fatto di considerare il turismo nella concezione del campanile asseverato dalla visione futura di una collaborazione è la sfida vincente. Dobbiamo fare squadra, perché le Marche in Italia e all’estero siano riconosciute”.

Sempre vicine le università regionali nelle vesti di partner scientifici, a partire da quella di Camerino. “Il nostro sistema universitario – ha evidenziato il rettore Claudio Pettinari – è un’eccellenza su cui si può fare un’economia sociale. Quindi siamo partner scientifici, culturali ed economici, guardiamo con interesse al Grand Tour perché offre un quadro della nostra regione al turista che viene da fuori, magari anche ad una famiglia con figli che possono fare scelte importanti in termini di formazione. Qui c’è un ambiente di grande pregio e qualità, dove si vive bene, ci sono esperienze culturali che arricchiscono ognuno di noi, prodotti alimentari fatti con la tradizione ma anche con l’innovazione, materiali per fare cappelli o vestiti che seguono le indicazioni europee in termini di sostenibilità ed economia circolare. Quindi, siamo partner sempre. È anche un’occasione per conoscersi e fare rete, mettendo a sistema quello che ognuno di noi sa fare cercando di capire se e come può dare un contributo. Credo sia il momento a livello nazionale di provare a far scendere di nuovo le università nelle piazze e parlare alle popolazioni, facendo capire che le università possono dare un importante contributo”.

Tre i punti evidenziati da Gianluca Gregori, rettore della Politecnica di Ancona. “Il primo riguarda la centralità del territorio, che ci consente di sottolinearne l’importante come fattore competitivo. Abbiamo una capacità attrattiva ancora troppo limitata, quindi abbiamo la possibilità di una crescita enorme da questo punto di vista. Il secondo aspetto riguarda il concetto di integrazione tra diverse aree territoriali e diverse componenti, creando un collegamento fondamentale per i progetti europei. Il terzo tema, determinante e spesso dimenticato, è quello strategico: qui c’è un piano dietro, sai dove vuoi andare e perché ci vuoi andare. Il nostro tentativo è quello di una collaborazione anche tra università. In questa direzione noi ci siamo e continueremo ad operare”.

Massimo Cupillari ha ricordato come questo per Banca Mediolanum sia il terzo anno nelle vesti di project partner, dentro “un percorso che sta crescendo in maniera straordinaria”. “Quest’anno è stupendo – ha esordito il wealth advisor -, speriamo che il Covid ci lasci consentendoci di dare al territorio delle Marche quei contenuti che vogliamo dare. È nostra intenzione partire con un progetto pluriennale sulla sostenibilità: credo che le Marche siano già una regione sostenibile, ma questo concetto può essere una sorta di marchio di fabbrica per attirare turisti italiani ed internazionali. E noi faremo attività che vadano in questa direzione. Dobbiamo far capire che questa è una strada senza ritorno e che porta business e benessere. Noi siamo pronti per progetti tangibili ai quali stiamo lavorando e speriamo di farli insieme agli amministratori”.

Infine, le 26 attesissime tappe: dopo l’anteprima di Fermo a cavallo tra aprile e maggio, la manifestazione proseguirà toccando nell’ordine Castelraimondo, Civitanova Marche, Porto Recanati, San Benedetto del Tronto, la zona di Frasassi, Senigallia, Sant’Elpidio a Mare, Montappone, Serrasantabbondio, Sassoferrato, Monte Rinaldo, Porto San Giorgio, Camerino, Macerata, Cagli, Arcevia, Potenza Picena, Castelfidardo, Apecchio, Ascoli Piceno, Cantiano, Tolentino, Acqualagna, Montedinove, Frontone e Piobbico, con chiusura nelle alte Marche insieme alla sacra rievocazione della natività.

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