facebook twitter rss

Confartigianato: “Sospesi i dazi Usa per il Made in Italy, schivato pericolo ma potrebbe ripresentarsi”

CONFARTIGIANATO invoca un’azione diplomatica a livello commerciale per sventare i pesanti riscontri che potrebbero costituire una concreta minaccia alla ripartenza
Print Friendly, PDF & Email

 

Luigi-Tempera-e1622797823531

Luigi Tempera

 

«Sono stati subito sospesi i dazi annunciati dagli Stati Uniti su 6 Paesi, tra cui l’Italia. Una buona notizia accolta positivamente anche nelle Marche da Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, che invoca un’azione diplomatica a livello commerciale per sventare i pesanti riscontri che minacciano all’orizzonte il Made in Italy. E che potrebbero costituire una concreta minaccia alla ripartenza». Ad affermarlo l’associazione in una nota. Come spiega il presidente del comparto Agroalimentare, Luigi Tempera, «il Governo Usa aveva intenzione di imporre una sovrattassa in dogana del 25% sui prodotti importanti da Italia, Regno Unito, Austria, India, Spagna e Turchia. Una cifra esorbitante in questo momento storico, che avrebbe reso vani tutti gli sforzi per rilanciare gli scambi e l’economia mondiale.

Paolo-Capponi-e1622797925598-325x223

Paolo Capponi

L’immediato stop è stato voluto per tentare una mediazione e rappresenta uno spiraglio che può farci tornare a vedere la luce, dopo alcune notti passate insonni. Inutile dire quanto il mercato statunitense sia strategico per il nostro Made in Italy: confidiamo dunque in negoziati che guardino l’interesse delle nostre realtà produttive. Il problema che ha spinto gli Stati Uniti ai dazi è la nostra web tax? È giusto ragionare allora su di una soluzione che vada incontro alle esigenze di tutti». Per Paolo Capponi, Responsabile Export, «i dazi previsti si sarebbero abbattuti con forza, colpendo beni per oltre 380 milioni di dollari (circa 313 milioni di euro) e intaccando tutti i principali settori del Made in Italy: abbigliamento, calzature, food and beverage… Abbiamo al momento schivato un pericolo che potrebbe presto ripresentarsi. Fin da subito è allora necessario lavorare su tutti i tavoli nazionali e ribadire la necessità di nuovi accordi commerciali. Solo ritrovando la giusta serenità, le imprese potranno concentrarsi sull’internazionalizzazione».

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti