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Paolo De Carlonis, l’uomo e l’impresa che valgono l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica (Video)

PORTO SAN GIORGIO/CAMPOFILONE - L’intervista al personaggio: è stato il più giovane insignito della prestigiosa onorificenza da parte del Presidente della Repubblica durante la cerimonia del 2 giugno a Fermo. Il titolare della nota azienda leader nella produzione artigianale di pasta fresca all’uovo, secca e specialità locali, costantemente impegnato nel sociale, deve il suo successo alla famiglia e alle sue radici: “Sono debitore nei confronti del mio territorio e di chi mi ha cresciuto con questi valori"
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L'onorificenza di Cavaliere della Repubblica a Paolo De Carlonis

Paolo De Carlonis riceve il Diploma di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al teatro dell’Aquila di Fermo al cospetto dei sindaci di Campofilone Gabriele Cannella , di Porto San Giorgio Nicola Loira, e del Prefetto Vincenza Filippi

Si definisce un pastaio artigiano, legato alla famiglia, alla tradizione ed al territorio, i tre elementi per lui fondamentali e sui quali è cresciuta la sua azienda.

Non è un caso infatti che sopra all’ingresso del suo stabilimento di Campofilone campeggi una grande insegna con su scritto : “La tradizione in tavola”.

Paolo De Carlonis si presenta così, in maniera semplice e senza false modestie: esporta pasta e prodotti tipici in tutto il mondo ma il suo punto di riferimento sarà sempre la sua casa, anzi, le sue “case”, una è Porto San Giorgio, dove è nato e vive, e l’altra è Campofilone, dove ogni giorno si mette a lavoro non prima di aver rivolto un sorriso di incoraggiamento ai suoi dipendenti.

Abbiamo voluto conoscerlo meglio, cercando, con questa intervista, di soddisfare le nostre curiosità:  Paolo De Carlonis si è aperto con estrema sincerità,  dandoci quelle risposte e confidandoci qualche aneddoto che hanno confermato il merito riconosciuto a questa giovane eccellenza marchigiana nota a livello internazionale.

Paolo De Carlonis imprenditore nominato Cavaliere della Repubblica

Ecco come vi raccontiamo Paolo De Carlonis, sangiorgese doc, classe 1973.

Ti aspettavi il conferimento del Diploma di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e per di più così giovane?

Assolutamente no, ne sono onorato ed ancora tremo per l’emozione, ma ci tengo a ribadire che il titolo lo devo condividere con chi mi ha aiutato a riceverlo, cioè in primis con mio padre Enzo, mio fratello Pietro, i sindaci di Porto San Giorgio Nicola Loira ed il primo cittadino di Campofilone Gabriele Cannella, senza il cui appoggio non sarei qui.

Come è sbocciato il tuo amore per la pasta e per le specialità locali?

Tutto cominciò nella bottega di mio padre. Papà da giovane giocava nella Fermana Calcio (fine anni ’60) e, per aiutare la famiglia, appese le scarpette al chiodo e si dedicò con dedizione al suo piccolo grande sogno: un laboratorio di pasta fresca e secca fatta a mano. Per me fu un grande  esempio che, senza esitare, ho imitato quando dovetti scegliere a 20 anni il mio futuro. 

A tale riguardo hai qualche rimpianto? 

Assolutamente no, anzi. A 14 anni, come tutti i ragazzini di quell’età, volevo il motorino ed allora mio padre me lo ha fatto giustamente sudare (sorride De Carlonis raccontando questo aneddoto) facendomi lavorare tutta l’estate. Io con quei risparmi ho ottenuto il mio due-ruote, e questo è stato l’ insegnamento che mi ha fatto muovere i primi passi verso la mia realizzazione professionale: solo con costanza e con passione si raggiungono gli obiettivi.

Ma per raggiungere certi traguardi avrai dovuto fare rinunce e sacrifici, quali?

Fin da ragazzo ho coltivato molteplici passioni, la musica innanzitutto, ho fatto anche un po’ di piano bar suonando il pianoforte e mi sono iscritto al conservatorio al corso di contrabbasso. E’ ovvio che per condurre un’azienda e per farla crescere il proprio tempo viene assorbito dal lavoro e qualche cosa la si deve accantonare, ma devo ringraziare anche quelle passioni giovanili perché mi hanno fatto stare a contatto con la gente e mi hanno comunque permesso di esprimere la mia personalità, quindi, ripenso a quei tempi come ad un piacevole ricordo.

E la tua passione per lo sport? Quella non l’hai abbandonata mai, giusto?

Vivo lo sport come una cura dell’anima, mi ha sempre aiutato a smaltire lo stress ed a tenermi allenato nel lanciare le sfide direttamente a me stesso. Mi piace praticare gli sport di durata (Paolo De Carlonis è noto nel territorio per le sue tante maratone su strada e per la sua passione per il ciclismo), è come se incarnassero la metafora della mia vita: il sudore, l’impegno e la costanza premiano sempre, ed il sorriso pieno di soddisfazione che si fa tagliando il traguardo assomiglia a quello che faccio ai miei dipendenti quando otteniamo dei bei risultati in azienda.

A proposito di dipendenti, che rapporto hai con loro?

Entrare a far parte dell’azienda De Carlonis coincide perfettamente con l’entrare a far parte della famiglia De Carlonis! Ho un rapporto di vera stima nei confronti di tutti loro, perché leggo nei loro occhi la passione che esprimono mentre lavorano. Spesso chiedo consigli, mi avvalgo della loro esperienza, sono sempre pronto a sentire la loro opinione, insomma siamo una squadra e ci comportiamo in modo che ognuno avverta l’importanza del proprio ruolo.

Tra i tuoi dipendenti ci sono molte di quelle che tu chiami “le signore di Campofilone”: le hai scelte per carpire loro più segreti possibili?

(Sorride a questa domanda) Beh, in effetti, loro custodiscono nel DNA la tradizione dei maccheroncini di Campofilone, un prodotto noto e apprezzato in tutto il mondo, segno di distinzione gastronomica del nostro territorio. La verità è che io resto sempre ammirato dalla loro esperienza, dalla loro pazienza e dalla capacità di osservazione: la loro presenza mi rassicura perché sono cresciute a Campofilone respirando e vivendo quel processo di realizzazione a mano con cui ora rendono unica la mia azienda, sono davvero un tesoro prezioso per me.

Ripeti spesso la parola “territorio”, che valore ha per te?

Io mi sento costantemente in debito con questa terra. Sento su di me la piacevole responsabilità di dimostrare tutta la mia gratitudine per quello che mi ha dato e questo rapporto con le mie radici rende gradevole ogni sacrificio e mi spinge a pensare in grande, trovando sempre nuove forme per far apprezzare il nostro territorio fuori dai confini geografici.

E’ anche per questo che la azienda De Carlonis è da sempre sensibile ai temi delicati della solidarietà e impegnata in prima linea nel sociale?

Non mi piace molto elencare ciò che facciamo per beneficienza perché reputo più onorevole tenerlo per sé e farlo con sentimento in sordìna. Posso solo dire che, laddove e nella misura in cui possiamo, cerchiamo sempre di venire incontro alle richieste di aiuto e di prodigarci nel sostenere realtà meno fortunate delle nostre.

E, visto che Paolo De Carlonis non vuole menzionare i tanti interventi operati nel sociale, lo facciamo noi, limitandoci ad accennare al fatto che la azienda De Carlonis si è schierata a fianco delle comunità colpite dal sisma prima e dalla pandemia poi, inviando enormi quantitativi di pasta (anche fino ad Amatrice) e donando materiale sanitario di protezione anti-Covid agli operatori dell’ospedale di Fermo. A questo si aggiungono le numerose sponsorizzazioni alle associazioni sportive (solo per citarne alcuni, la Monturebbianese calcio, la Podistica Moretti Corva, squadra ciclistica Amatori Fermo Pasta De Carloni, il settore giovanile atletica dei bambini del Team Atletica Porto Sant’Elpidio , la squadra di basket serie A ASD Fe.Ba. Civitanova), sintomo della condivisione e promozione dei valori di disciplina e di aggregazione sociale sottesi ad ogni forma di sport. Molte delle iniziative solidali di Paolo De Carlonis avvengono  anche mediante la sua partecipazione al Rotary Club Fermo di cui è socio nonché membro del direttivo.

Concludendo, ne è passato di tempo da quando tuo padre metteva ad essiccare la pasta sulle canne di bambù: è possibile parlare di tradizione anche oggi con le strumentazioni tecnologiche?

Questa è la sfida che affronto ogni giorno: io mi sento un pastaio artigiano e la tecnologia odierna va sfruttata per rendere più sicuro il nostro prodotto, nel cui processo di realizzazione però viene rispettato l’iter della ricetta tradizionale, quella che ci hanno tramandato i nostri avi. Ci tengo al gusto della nostra pasta ripiena, dei nostri maccheroncini di Campofilone, delle nostre olive ascolane e dei nostri cremini. Amo pensare che nei piatti di chi acquista i nostri prodotti tipici si respiri la mia terra. I nostri macchinari all’avanguardia garantiscono un’uniformità nell’alto standard che ci siamo prefissi e i locali super controllati assicurano l’igiene, ma i sapori sono quelli di un tempo, perché mentre la nostra azienda di famiglia si ingrandiva ci siamo promessi di mantenere la qualità inalterata. 

Quindi tradizione sì, ma anche tecnologia e futuro?

Ho pensato in grande fin da ragazzo, nel senso che ho sempre visto nella mia azienda nuove potenzialità da esprimere. Sono in costante aggiornamento, ascolto i miei collaboratori e la mia clientela, effettuo studi di marketing di settore e giro per il mondo proponendo le nostre tipicità: provo soddisfazione quando un cliente straniero inizialmente scettico poi si lascia convincere semplicemente degustando un nostro piatto della tradizione e, ovviamente, sono ancor più compiaciuto quando proprio la gente marchigiana ci accorda la fiducia ed imbandisce le proprie tavole con prodotti a marchio De Carlonis. E’ uno degli attestati di stima più preziosi!

Questa  che segue è solo una parte della motivazione integrale del titolo a Paolo De Carlonis (nel video c’è quella integrale), neo Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “L’importante riconoscimento viene concesso per l’indiscusso senso di stima di cui gode nella società civile….nel 1997 insieme a suo fratello (Pietro) prende la guida della storica azienda a conduzione familiare fortemente legata alla sua terra e alle sue tradizioni puntando sulle tipicità locali e proponendole con grandi sacrifici nelle fiere sia nazionali che internazionali…. Dotato di spiccato senso imprenditoriale trasforma la piccola azienda di famiglia in una grande realtà in campo produttivo e commerciale fino ad arrivare a costruire nel 2007 insieme al fratello  un nuovo stabilimento nel comune di Campofilone, ponendosi all’avanguardia nella produzione, commercializzazione e distribuzione di prodotti artigianali di pasta. Sin dal 2008 è stato  tra i promotori pastai impegnati per il riconoscimento poi consueto nel 2013 del marchio IGP dei maccheroncini di Campofilone, simbolo delle tradizioni culinarie dell’area marchigiana …. Ha sempre fortemente voluto che la tradizione e la qualità dei prodotti venissero perseverati con positivo e benefico impatto per la regione anche a livello turistico..”

Verrebbe naturale da dire quindi che non resta che provare per credere…. E buon appetito!

Paolo De Carlonis con il papà Enzo ed il fratello Pietro

L’azienda De Carlonis di Campofilone


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