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La poderosa Benelli Tre 1130K donata al Miti: “Pezzo unico al mondo”

FERMO - Il direttore Rotunno: "Valore storico inestimabile e rappresenta un cerchio che si chiude: ben tre fratelli pesaresi Benelli, oltre un secolo fa, si formarono al Montani ed è lì che appresero i segreti della meccanica, fondando poi, nel 1911, la famosissima Casa produttrice. Speriamo che il museo riesca presto ad avere i mezzi per un'evoluzione che gli renda giustizia storica e possa avere conseguentemente un rilancio che attende"
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Sabato scorso è avvenuta la consegna al Miti, Museo dell’Innovazione e della Tecnica Industriale, di Fermo della poderosa motocicletta Benelli Tre 1130 K, modello sperimentale, pezzo unico al mondo. La donazione, nelle mani del direttore del Museo Marco Rotunno, è merito di. Roberto Vitali, funzionario Benelli e profondo conoscitore della storica Casa costruttrice. Erano presenti Elvezio Serena e Claudio Profumieri, affezionati collaboratori volontari.

“A professionalità e competenza, Vitali – le dichiarazioni di Rotunno – associa grande sensibilità e passione per il mondo della tecnologia ed è a pieno titolo Amico del Miti, nel quale tenne una bella conferenza sulla Benelli già prima che la pandemia cambiasse le nostre vite.
La motocicletta donata al Miti fu progettata anni fa appositamente per le forze della Polizia di Stato e, dotata di straordinarie prestazioni, superò brillantemente ogni collaudo. Tuttavia, per mutate scelte amministrative non fu mai prodotta in serie. Ne furono realizzati soltanto quattro esemplari, tre dei quali furono smontati completamente per realizzare altre sperimentazioni, mentre quello donato, dotato anche di lampeggiante e sirena, è stato conservato perfettamente integro.
La donazione ha un valore storico inestimabile e rappresenta un cerchio che si chiude: ben tre fratelli pesaresi Benelli, oltre un secolo fa, si formarono al Montani ed è lì che appresero i segreti della meccanica, fondando poi, nel 1911, la famosissima Casa produttrice”. Grande soddisfazione e orgoglio, dunque, per il direttore Rotunno e per i numerosi Amici del Miti “nella speranza che il bellissimo Museo, al tempo vanto e cenerentola dei musei cittadini – conclude Rotunno – riesca presto ad avere i mezzi per un’evoluzione che gli renda giustizia storica e possa avere conseguentemente un rilancio che attende da tempo”.


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