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Mobilità virtuale, dall’Italia all’estero per l’Artigianelli un’esperienza che diventa stabile

FERMO - Da settembre, ha annunciato padre Sante, il via anche a percorsi biennali destinati a giovani in dispersione scolastica della fascia d'età 16-18 anni
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di Andrea Braconi

“In questo anno difficile abbiamo toccato con mano quanto sia fondamentale la scuola nella vita degli adolescenti”. Per padre Sante Pessot l’Artigianelli è da sempre una di quelle realtà capaci di garantire ruolo sociale, appartenenza e costruzione del proprio futuro alle nuove generazioni. E nonostante le limitazioni legate alla pandemia, il centro di formazione professionale fermano è stato capace di dare risposte tangibili.

“Qui è il luogo dove prende forma la loro identità e per questo non abbiamo voluto sprecare alcuna ora. Abbiamo fatto tanti laboratori in presenza, le materie di base a distanza e l’alternanza scuola lavoro nelle aziende. Inoltre, abbiamo potenziato in maniera importante la digitalizzazione della didattica”.

Una scuola che sta cercando di cambiare pelle, diventando sempre più laboratoriale. Un passaggio importante, rimarca, perché “il nostro CFP vuole restare un punto di riferimento per i nostri ragazzi”.

Due i percorsi innovativi introdotti dal 2020 e realizzati in collaborazione con la Scuola Centrale Formazione (associazione nazionale riconosciuta dal Ministero del Lavoro a cui l’Artigianelli aderisce). Il primo è il Virtual Exchange, con 19 studenti di meccanica, termoidraulica e calzaturiero che tra febbraio e marzo hanno svolto uno scambio transazionale in partenariato con il centro di formazione MFR Ebeaux. Un percorso formativo di scambio interculturale durato 6 settimane, seguito in prima persona da Nicoletta Verzilli, docente di inglese, e raccontato raccontato dalla dottoressa Francesca Drago. “La quarantena forzata è stata vissuta da tantissimi giovani in tutta Europa e in tutto il mondo. Tramite lo scambio virtuale questi giovani hanno potuto condividere quei momenti, alleggerendo il propri disagio. Il modello messo in atto dall’Artigianelli già esistente ed è un modello metodologico abbastanza consolidato nel contesto dell’alta formazione a livello globale, con una connessione virtuale tra giovani di tutto il mondo tramite università per scambiarsi opinioni. Studiando quel modello abbiamo cercato di capire come fare per adattarlo ad esigenze e bisogni educativi dei ragazzi della formazione professionale. Da lì è arrivata l’idea di condividere questa esperienza con un partner estero, nel caso specifico i francesi che si occupavano di automotive”.

I ragazzi, ha spiegato, preparavano dei piccoli compiti settimanali in lingua inglese e nella sessione on line avevano la possibilità di confrontarsi. “Non era una lezione di lingua, ma un modo per comunicare. L’attività più apprezzata è stata quella dell’interazione e per questo lo abbiamo chiamato scambio interculturale”.

Il secondo modulo, intitolato Exploriamoci, nasce come progetto di scambio tra enti associati. Nove gli allievi del terzo anno del percorso per operatore per le calzature che hanno partecipato ad uno scambio virtuale inter-regionale con 20 allievi del quarto anno del percorso per tecnico di E.C.Fo.P. ente Cattolico di Formazione Professionale, con sede a Carate Brianza. “Si tratta di un progetto in presenza declinato in modalità virtuale – ha evidenziato Lorena Sassi – per mettere in contatto formatori e ragazzi di diverse regioni. La parte più interessante è stata dare voce ai ragazzi, che si sono parlati tra loro colmando a distanza il bisogno di relazione sacrificato in pandemia. Poi c’è il valore aggiunto di fare parte di una rete nazionale. È anche un’esperienza di qualità per la capacità di integrare tanti aspetti, comprese le competenze di base come la storia, la competenza tecnica di realizzazione, di progettazione degli oggetti e la competenza verde perché il tema era anche il riciclo di materiale, cioè il dare un valore maggiore ad un prodotto che invece sarebbe stato destinato ad essere scartato. Ovviamente c’è anche la competenza digitale”.

All’incontro on line hanno preso parte per la Regione il funzionario Giancarlo Fallaci e per l’Artigianelli Alessia Romualdi. “Le strategie messe in campo in tempo di pandemia – ha voluto precisare quest’ultima – ci hanno permesso di creare una nuova possibilità di educare e crescere a livello formativo i ragazzi, secondo un’altra prospettiva, attraverso nuove competenze digitali e nuovi strumenti”.

“Nel 2019 – ha ricordato padre Sante – 10 ragazzi sono stati a Valencia, mentre una classe ha raggiunto Pordenone per un gemellaggio con un centro di formazione professionale. Nel 2020 pensavamo di non poter far nulla, ma abbiamo ragionato sulla mobilità virtuale. Per il prossimo anno contiamo di fare andare almeno 10 ragazzi in Erasmus”.

Arriva a citare Enrico Mattei, con quell’ingegno che rappresenta “il vedere una possibilità dove gli altri non ne vedono”. “Ai nostri giovani si è aperta questa nuova possibilità che diventerà stabile dal prossimo anno. La crisi ha creato nuove opportunità e altre partiranno a settembre, con l’apertura delle iscrizioni per percorsi biennali destinati a giovani in dispersione scolastica della fascia d’età 16-18 anni. Si tratta di corsi per operatore meccanico, calzature e produzioni alimentari, sia macelleria e norcineria che pasticceria e prodotti da forno. Una bella sfida, per noi e per il territorio”.


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