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Interlenghi a tutto campo, tra piano sanitario e bandiera blu

FERMO - Il capogruppo di Fermo Futura punta l'indice sulla maggioranza di governo cittadino. Un'interrogazione frutto della vicenda orbitata intorno al riconoscimento turistico e le considerazioni nel merito delle scelte della sanità regionalizzata i temi trattati nelle riflessioni del consigliere di minoranza
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La vicenda mediatica con l’ipotetico rischio corso, poi svanito, he il Comune di Fermo nel merito della mancata concessione del riconoscimento della “bandiera blu”, ha spinto il consigliere comunale di minoranza, Renzo Interlenghi (foto), ad interrogare l’assessore Alessandro Ciarrocchi nel merito.

“Pesa il fatto di aver addebitato il  disguido ad un/una dipendente comunale – la premessa del capogruppo di Fermo Futura -. Purtroppo, per motivi regolamentari l’interrogazione non sarà discussa al prossimo consiglio e, pur avendone sollecitato l’inserimento, stante l’urgenza data dalla cogente diatriba apparsa sulla stampa ma, soprattutto, dal fatto che lo stesso assessore in questi giorni ha dichiarato di aver risolto brillantemente la querelle, non ne è stato autorizzata la discussione”.

“Per onestà debbo riferire che l’assessore, da quanto a mia conoscenza, avrebbe gradito rispondere in aula al prossimo consiglio ma è probabile che gli equilibri di maggioranza abbiano indotto la stessa a tenere una posizione rigida – ha proseguito Interlenghi -. E’ ovvio che discutere della questione tra tre o quattro mesi non avrà la stessa valenza politica ma ne prendiamo atto, se non altro per rimarcare tutta la debolezza della compagine di governo che, al primo scricchiolio, fa quadrato. Peccato, però, che faccia quadrato solo tra sé stessa, lasciando fuori i dipendenti pubblici che, quando le cose non vanno bene, sono i primi pagarne le conseguenza”.

Inviata al sindaco Paolo Calcinaro, al delegato alle politiche ambientali per come già narrato ed al segretario generale, Serafina Camastra, la missiva di Interlenghi, effettuata la ricognizione del caso sulla vicenda, chiude con i seguenti interrogativi. “Come mai la responsabile del procedimento amministrativo per l’ottenimento del riconoscimento della bandiera blu non fa parte del settore ambiente, ovverosia per quale motivo non è stato nominato, quale responsabile, un o una dipendente che di tale settore fa parte? Che tipo di indagine volta a fare chiarezza è stata effettuata per giungere alla rapida soluzione della vicenda in oggetto? per quale ragione è stata addebitata la responsabilità dell’accaduto alla dipendente sopra citata che, seppur non nominata, è ben individuabile attraverso l’incarico svolto, mentre dopo soli tre giorni l’assessore Ciarrocchi ha potuto recarsi a Roma preso la sede italiana della Fee a ritirare l’ambito vessillo? Visti i tempi rapidissimi di soluzione della vicenda, non era opportuno tacere, anziché addebitare responsabilità alla lavoratrice, facendone oggetto di scherno e gogna mediatica e così mettendone a repentaglio la proprio onorabilità e decoro professionale se è vero che, per stessa ammissione dell’assessore Ciarrocchi, da anni la stessa si occupa della parte amministrativa legata al riconoscimento della bandiera blu? Alla luce di quanto sopra, l’auspicio è che si intenda chiedere pubblicamente scusa alla dipendente, avendo il coraggio di farlo indicandone nome e cognome, considerato che il riconoscimento vi è stato e nessun danno è stato arrecato all’amministrazione”, la conclusione della lettere firmata da Interlenghi.

Dalla gestione del Comune di Fermo, alle riflessioni sull’operato della Regione Marche, precisamente nel merito del piano sanitario regionale ad Amandola. “Complimenti al sindaco Adolfo Marinangeli che, avendo bene chiaro in mente cosa significhi essere il Comune di riferimento della zona montana, non perde occasione per rimarcarlo ai propri cittadini. Un sindaco, infatti, deve fare questo – le rinnovate parole del consigliere di minoranza municipale -. Peccato che a Fermo, invece, questa stessa sensibilità non vi sia e abbiamo tutti toccato con mano i ritardi dell’amministrazione in materia sanitaria. Basti pensare che il fermano non è stato in grado di esprimere la figura del direttore di Area Vasta. E’ evidente tutta la debolezza politica del progetto civico che, una volta pervenuto al termine, lascerà solo i ricordi delle belle feste in piazza o le inaugurazioni di qualche giardinetto pubblico”.

“L’abbiamo sempre detto che i temi centrali per la cittadinanza sono altri e il rispetto che si deve alla città capoluogo da parte della Regione Marche, di qualsiasi colore essa sia, è prioritario – l’epilogo del pensiero di Interlenghi -. Siamo una città commissariata sotto il profilo sanitario, utilizzata per soddisfare le richieste di una politica di centrodestra che se ne infischia del nostro territorio pur di raggiungere maggior forza nelle province marchigiane che attualmente contano, quella di Fermo non è tra queste”.


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