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Tunit sposa arte e design: nasce la linea di cover ‘Special Artist’ con le opere di Tullio Crali

ARTE - Il brand di Med Store è divenuto nel tempo un punto di riferimento nella creazione di elementi essenziali per i dispositivi tecnologici: da cavi, connettori e powerbank fino alle custodie per Mac, iPhone e iPad, senza dimenticare tastiere, mouse, cuffie audio e tanto altro
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Tunit presenta la nuova linea di cover per iPhone, “Special Artist”. Il brand di Med Store è divenuto nel tempo un punto di riferimento nella creazione di elementi essenziali per i dispositivi tecnologici: da cavi, connettori e powerbank fino alle custodie per Mac, iPhone e iPad, senza dimenticare tastiere, mouse, cuffie audio e tanto altro.

“Da sempre Tunit – spiegano da Med Store/Tunit – si è contraddistinta per la ricerca dei materiali e dei componenti, creando anche delle linee “ad hoc” che ponessero l’accento su alcuni aspetti funzionali, di design ed anche a basso impatto ambientale, come nel caso delle recentissime cover “Tunit Bio”, compostabili e biodegradabili, o delle “Tunit Guzzini”, custodie antibatteriche in plastica riciclata e riciclabile.

Il lancio della linea “Special Artist” vuole unire elementi di alto valore culturale, riprendendo parti o estratti di opere di grandi artisti, in un design accattivante che renda la cover funzionale ed esclusiva e proseguendo la linea tra innovazione e tradizione che contraddistingue Tunit.

I temi scelti per presentare questa nuova linea saranno legati alle opere di Tullio Crali, l’iconico artista futurista attivo per gran parte del novecento, attualmente visitabili (fino al 30 Agosto) nella mostra monografica presso Palazzo Buonaccorsi. Nello specifico le cover, già disponibili per tutti i modelli di iPhone 12, raffigureranno tre opere di Tullio Crali, “Festa tricolore in cielo”, “Le forze della curva” ed “Aeroplani sulla metropoli”. Tre capolavori in cui l’elemento dinamico e coloristico va a sposarsi perfettamente con la potenza e la velocità dell’iPhone.

Le cover sono già disponibili sul sito medstore.it e su diversi punti vendita Med Store. Per questo lancio speciale Tunit ha concentrato la propria produzione sui modelli di iPhone 12, con l’intenzione di ampliare le proprie disponibilità anche per gli altri modelli, compresi gli iPad di ultima generazione.

Ecco, in un breve cenno, il dettaglio delle opere e dell’artista:

FESTA TRICOLORE IN CIELO 1986 Olio su tela (100×80)
L’opera fa parte di una serie dedicata alle Frecce Tricolori di cui l’artista ammirava le perfette e spericolate acrobazie. Nella fattispecie tre aeroplani stanno probabilmente concludendo un “looping” (giro della morte), una delle figure acrobatiche più audaci e pericolose previste dal repertorio della Pattuglia, Acrobatica, mentre dalla rigorosa e geometrica compattezza delle loro scie si aprono squarci di cielo nuvoloso.

LE FORZE DELLA CURVA 1930 Olio su tela (70×90)
L’opera, che si impone per il suo vibrante cromatismo, rappresenta un’auto che a grande velocità affronta una curva e sembra avanzare con forza inarrestabile verso l’osservatore. La macchina lascia dietro di sé una scia che, perdendosi con dimensioni sempre più piccole sul lato destro della tela, ne accentua il dinamismo, mentre in primo piano gli elementi strutturali dell’auto – le ruote anteriori in particolare si risolvono in forme astratte ed eleganti.

AEROPLANI SULLA METROPOLI 1926 Acquerello su cartone (27X17,50)
Il tema della città moderna, presente in molti artisti e architetti dei primi decenni del Novecento, affascina anche il giovanissimo Crali. L’artista ne dà qui una sintetica descrizione, realizzata utilizzando nitide forme geometriche cromaticamente definite, con alti edifici svettanti verso il cielo solcato da aerei. L’anno successivo alla realizzazione dell’opera sarebbe uscito il memorabile film “Metropolis” e Charles Lindbergh avrebbe sorvolato l’Atlantico in solitaria e senza scalo.

 

BIOGRAFIA
Tullio Crali nasce a Igalo (od. Montenegro) nel 1910. Con la sua famiglia si trasferisce ben presto a Zara dove rimane fino al 1922. Qui ha il suo primo, decisivo incontro con un aereo, anzi un idrovolante, che ammara proprio davanti alla sua casa. L’amore per il volo e per la pittura lo accompagnerà per tutta la sua lunga, inimitabile vita.
A Gorizia dal 1923, vi frequenta la scuola e scopre, appassionandosene da subito, il Futurismo, fondato nel 1909 da F.T. Marinetti. Realizza i suoi più precoci lavori a matita, con acquerelli e con le tempere.
E’ ancora un idrovolante a motivare la sua crescente passione per l’aereo: nel 1928 compie infatti il suo primo volo nel cielo dell’Istria. Un’esperienza che lo segna in maniera indelebile.
Il 1929 è un anno importante per il giovane Crali che viene accolto dallo stesso Marinetti nel gruppo dei futuristi e che, con grande entusiasmo, espone per la prima volta le sue realizzazioni . Nel corso dell’anno viene pubblicato il “Manifesto dell’Aeropittura”, corrente di cui l’artista verrà considerato uno degli esponenti più significativi.
Da allora e fino alla sua scomparsa, innumerevoli sono le mostre, in Italia e all’estero, le conferenze, le pubblicazioni, i raduni di poesia futurista.
Nel 1938 gli viene concesso di volare gratuitamente “per ragioni d’arte” sulle linee aeree dell’ Ala Littoria. Le sue esperienze di volo alimentano in modo significativo la produzione di grandi tele che evidenziano la sua spiccata predilezione per le tematiche incentrate sul tema uomo-macchina, uomo-spazio, cercando non tanto la visione dall’alto quanto l’emozione sollecitata dal volo. E’ del 1939 la tela che è ormai considerata un’icona dell’arte italiana del Novecento: “In tuffo sulla città” (conosciuta anche come “Incuneandosi nell’abitato”)
La XXII Biennale di Venezia (1940) gli dedica un’intera sala: una mostra nella mostra!
Neppure i drammatici eventi della II Guerra Mondiale fermano Crali che, pur impegnato con il servizio militare, continua a organizzare serate di poesia e a dipingere. Al termine del conflitto, dopo un soggiorno a Torino e a Milano, parte per Parigi con la sua famiglia e vi resterà fino al 1958. Durante gli otto anni passati in Francia non soltanto realizza una mole notevole di opere, soprattutto disegni, frutto delle sue “passeggiate parigine”, con i quali rivela il suo amore per l’aspetto più intimo della città, ma scopre anche le alte coste bretoni squassate e lavorate dalle onde oceaniche. Proprio lì, affascinato dal mare e dalla selvaggia natura circostante, ha l’intuizione che darà vita alle Sassintesi, una nuova forma d’arte in cui la materia esprime in forma astratta e sintetica pensieri e poesia.
Tornato in Italia, vive a Milano; nel 1961 il Ministero degli Esteri lo invita a prendere la direzione della sezione di pittura della Scuola d’Arte Italiana del Cairo. Da Radio Cairo commemora Marinetti in un ciclo di 14 trasmissioni Per Crali, la cui passione per l’Antico Egitto risale agli anni giovanili, è l’occasione per visitare il Paese e approfondirne la millenaria, affascinante cultura. Nel corso dei frequenti viaggi da e per l’Italia approfitta per fermarsi nei paesi mediorientali che si affacciano sul Mediterraneo, tappe obbligate per chi, come lui, vive proiettato verso il futuro, ma capisce l’importanza del passato.
Negli anni successivi al rientro in Italia la sua pittura, pur riproponendo alcuni caratteri e tematiche della produzione precedente, si indirizza sempre più verso l’astrazione delle forme e si fa strada con insistenza lo studio del rapporto dell’ uomo con il cosmo di cui sono testimonianza le “Cosmiche”. Alterna inoltre la sua attività di pittore a quella di conferenziere e di declamatore di poesie futuriste e cura personalmente le mostre che lo vedono acclamato protagonista.
Nel 1976 a Trieste viene organizzata una grande esposizione antologica delle sue opere in occasione del primo centenario della nascita di Marinetti.
L’incontro con i piloti delle Frecce Tricolori a Rivolto (1990) esalta il “giovane” ottantenne Crali che si sente partecipe del clima di serena euforia, di audacia, di solidarietà che regna nella Squadriglia. Al tema delle Frecce Tricolori sono dedicati alcuni tra i più impegnativi lavori degli ultimi anni dell’artista.
A chi gli rimprovera di dichiararsi a oltranza futurista anche dopo lo scioglimento del Movimento a seguito della scomparsa del suo fondatore, Crali non può che rispondere che essere futurista per lui non è una moda, ma uno stile di vita e fede nel futuro.

Tullio Crali, pur conosciuto come uno dei più grandi aeropittori futuristi, nel corso della sua vita (muore a Milano nel 2000) si occupa di moda (bozzetti per abiti femminili e realizzazione di abiti da uomo), architettura, scenografia teatrale, sintesi plastica, produzione di polimaterici, pubblicità, litografia, progettazione di aerogioielli, poesia.


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