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Comunità di Capodarco e Fermana: il binomio per il sociale prosegue

CALCIO - Grazie alla Reapta sabato prossimo sulle maglie dei canarini per il debutto in campionato contro la Viterbese campeggerà la scritta della fertile realtà capodarchese. Mute da gioco che successivamente verranno vendute all'asta con ricavato dirottato ad iniziative sociali
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FERMO – Una bella iniziativa, che unisce due realtà importanti, ciascuna nel proprio ambito di competenze, e che mira a sensibilizzare opinione pubblica e “popolo” dei tifosi, nel solco di quella sensibilità sociale che la Fermana Football Club ha dimostrato nel corso degli anni.

Accadrà così che sabato prossimo (ore 20:30), sulle maglie della Fermana che debutterà al Bruno Recchioni contro la Viterbese, campeggerà la scritta della Comunità di Capodarco. Un binomio bello, vincente a prescindere, che rende merito a una società calcistica professionistica che da oltre un secolo rappresenta la città in giro per l’Italia, giungendo a grandi traguardi sportivi, e a una comunità che da oltre 50 anni si prende cura dei più fragili su scala nazionale e internazionale, non rinunciando ai diritti ma, anzi, alzando l’asticella degli obiettivi sociali.

A mettere in contatto le due realtà ci ha pensato “Reapta”, uno dei brand della ditta Farmac della famiglia Cisbani, da sempre vicina alla Fermana e da tempo vicina anche alla comunità di Capodarco. È stata Reapta a far realizzare e a mettere a disposizione le maglie che poi, una volta concluso il primo turno di campionato, andranno all’asta. Il ricavato andrà interamente in favore della stessa comunità di Capodarco e sarà destinato ipoteticamente a due finalità, come ha spiegato il presidente Vinicio Albanesi in sede di presentazione dell’iniziativa: da un lato il sostegno al centro di educativa territoriale “The Tube”, realtà promossa dall’associazione Mondo Minore Onlus della comunità di Capodarco di Fermo che ha l’obiettivo di promuovere e stimolare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di dispersione e abbandono scolastici di adolescenti; dall’altro per implementare il percorso di accoglienza di famiglie afgane attraverso i corridoi umanitari che la comunità di Capodarco ha abbracciato proprio in questi giorni in sinergia con Sant’Egidio.

Trait d’union dell’iniziativa di beneficienza è, come accennato, la famiglia Cisbani: “È nato tutto dalla voglia di unire queste due eccellenze del territorio – ha spiegato Matteo Cisbani -. So cosa si fa qui dentro da anni, l’impegno e la professionalità che vengono messi nell’aiuto delle persone meno fortunate. Con il direttore Conti abbiamo ragionato sulla possibilità di fare qualcosa in tal senso, e ci è venuto in mente di avviare questa sponsorizzazione inserendo il marchio Reapta e la scritta comunità di Capodarco sulle prime maglie che i giocatori indosseranno sabato sera nella prima di campionato, auspicando una buona risposta da parte dei tifosi”.

“Ringrazio tutti coloro che hanno subito sposato questa bellissima idea – spiega il direttore generale della Fermana Fc, Fabio Massimo Conti -. Lo sport rappresenta il primo veicolo per promuovere iniziative di sensibilizzazione su temi sociali e di solidarietà, che da anni la comunità persegue con la presa in carico e tutela di persone in condizioni svantaggiate. Le maglie da gioco che i ragazzi indosseranno sabato sera nella prima partita di campionato saranno tutte messe all’asta e speriamo che in molti rispondano presente a quest’appello per destinare più risorse possibili. Gettando uno sguardo al futuro mi auguro che questa sia la prima di una lunga serie di iniziative congiunte per sensibilizzare su tematiche delicate ed attuali alle quali teniamo particolarmente, come ad esempio la prevenzione e il contrasto ad ogni forma di dipendenza da sostanze e la lotta al doping nel mondo dello sport. Se la Fermana può essere un motore sociale per messaggi positivi di questo tipo siamo ben lieti di farlo e di metterci a disposizione”.

Sul valore dello sport come catalizzatore sociale e veicolo di buone pratiche si è soffermato anche l’allenatore dei canarini, Maurizio Domizzi: “Non c’è dubbio che il calcio rivesta un ruolo di grande responsabilità, perché come pochi ha la capacità di catalizzare le masse. Questo va ben oltre l’evento domenicale, quindi credo che per quanto sia possibile debba essere sfruttato positivamente e siamo ben lieti di farci promotori di modelli di solidarietà. Non conoscevo la comunità di Capodarco, mi hanno colpito molto il contesto meraviglioso nel quale essa si trova e lo sguardo di voi che la vivete e la positività che trasmette”.

Luca Cognigni, attaccante gialloblù e fermano doc, ha poi ricordato l’importanza per uno sportivo di veicolare messaggi importanti: “Io ho la fortuna di poter giocare per la squadra della mia città e credo che sia compito di tutti noi cercare di avvicinare il territorio oltre che ai colori gialloblù anche a realtà storiche come la comunità, che da anni fanno della presa in carico di chi è più sfortunato una ragione di vita”.

A fare gli onori di casa il direttore della comunità di Capodarco, Riccardo Sollini, il quale ha anche ricordato come è nato e si è evoluto l’arcipelago Capodarco: la sfida iniziale di ridare dignità a persone messe ai margini della società, nel rispetto delle storie e della quotidianità, fino alla diversità delle risposte che nel tempo, hanno riguardato diversi ambiti dalla disabilità fisica e psichica, fino alla tossicodipendenza e i minori, tra cui quelli stranieri non accompagnati. “È un iniziativa alla quale sono molto legato – ha spiegato Sollini -. Facciamo parte dal 1966 di una storia e di un territorio, tutto ciò che può farci raccontare nel bene questo quadro credo che sia utile promuoverlo”.

“Soprattutto per chi ci conosce meno ma fa parte di una globalità e di una territorialità unica. La Fermana ha avuto ed ha tuttora una funzione importante, perché oltre ad essere la massima squadra calcistica del territorio sa attrarre e coinvolgere. Tutto questo insieme credo possa portare maggiore sinergia e vicinanza per una cultura di solidarietà che può essere allargata a temi, ambiti e interventi diffusi. Senza dimenticare che al nostro interno abbiamo una dimensione di tifosi che rimangono più nascosti ma che sono appassionati ai colori gialloblù. In termini pratici l’asta sarà avviata attraverso la piattaforma Go Found me e verrà condivisa sui nostri canali social e sul sito ufficiale della comunità (www.comunitadicapodarco.it)”.

La chiosa finale è toccata al presidente della comunità, Vinicio Albanesi: “Ho notato un particolare, stranamente non c’è invidia tra gli atleti e chi sta in carrozzina. Al contrario c’è ammirazione e sostegno da parte di questi ultimi, che vedono i calciatori come un punto di riferimento. Questo è un fatto molto bello e nuovo che mi ha meravigliato. La nostra storia si intreccia con lo sport, basti pensare al ciclismo con il Gran Premio Capodarco arrivato alla 49esima edizione. Con la Fermana in passato abbiamo accolto dei giovani calciatori durante la preparazione in alcune strutture di Santa Petronilla quindi è un connubio che c’è stato ed è importante vada avanti”.


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