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IL PUNTO “L’opportunità data dalla realizzazione della terza corsia autostradale è una occasione storica”

IL PUNTO - Avere dopo il casello di Porto Sant’Elpidio il successivo casello a Campiglione di Fermo e poi di seguito nelle intervallive dell’Aso, del Tesino e del Tronto risponderebbe a questa duplice esigenza di avvicinare le zone montane ad un’arteria fondamentale di collegamento come l’autostrada a 3 corsie e nello stesso tempo di dotare il mondo manifatturiero, dislocato nella stragrande maggioranza proprio in quelle zone, di una infrastrutture fondamentale per migliorare organizzazione e produttività delle nostre aziende.
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di Massimo Valentini, Presidente Fondazione San Giacomo della Marca

Il presidente Massimo Valentini

L’assessore regionale alle infrastrutture della Marche Baldelli ha comunicato che tra un mese verrà convocato il tavolo per la realizzazione della terza corsia autostradale a cui parteciperanno oltre i rappresentanti delle regioni Marche e Abruzzo, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di Autostrade per l’Italia, anche i rappresentanti degli Enti Locali coinvolti in tale opera. Il tavolo è il luogo deputato alla definizione delle scelte strategiche ed operative ove verranno raccolte le istanze provenienti dai territori interessati. A

Abbiamo già sottolineato la necessità di andare a progettare in occasione della realizzazione della terza corsia l’arretramento di tutto l’asse autostradale a partire dal casello di Porto Sant’Elpidio in modo di rispondere in modo adeguato a tutta una serie di pressanti esigenze che i territori delle Marche Sud vivono. Ricordiamo che la realizzazione della terza corsia autostradale fu bloccata a Porto Sant’Elpidio per la complessità geo morfologica di questo tratto adiacente la costa delle Marche Sud, già gravemente compromessa dal passaggio della linea ferroviaria e dal vecchio asse autostradale. Si tratta pertanto di una esigenza pressante di equilibrio ambientale da cui oggi non si può prescindere. L’arretramento da Porto Sant’Elpidio risponderebbe inoltre ad un’altra sentita esigenza legata al collegamento con le zone interne che dopo il terremoto hanno necessità assolute di innescare una nuovo stagione di sviluppo per preservare la vita in queste zone, nonché risponderebbe all’altra esigenza del mondo manifatturiero delle Marche che è tutto situato nelle intervallive intorno a cui si discute da decenni di mare monti e pedemontane varie per il miglioramento della viabilità, attualmente molto precaria.

Avere dopo il casello di Porto Sant’Elpidio il successivo casello a Campiglione di Fermo e poi di seguito nelle intervallive dell’Aso, del Tesino e del Tronto risponderebbe a questa duplice esigenza di avvicinare le zone montane ad un’arteria fondamentale di collegamento come l’autostrada a 3 corsie e nello stesso tempo di dotare il mondo manifatturiero, dislocato nella stragrande maggioranza proprio in quelle zone, di una infrastrutture fondamentale per migliorare organizzazione e produttività delle nostre aziende. Tale arretramento permetterebbe inoltre di concentrare gli sforzi delle implementazioni infrastrutturali nel tratto dalla montagna ai raccordi autostradali con concrete possibilità di raggiungere l’obiettivo. Certamente anche la costa ne avrebbe grandi benefici in quanto si andrebbe a decongestionare una zona sempre intasata con alti indici di inquinamento, si andrebbe inoltre ad utilizzare il vecchio tracciato autostradale per una via scorrimento veloce che non attraversa i centri cittadini e si liberebbe per un traffico solo comunale la vecchia arteria della Strada Statale n.16 . Certamente occorrerà usare il più possibile le gallerie negli attraversamenti collinari in modo da preservare anche queste zone interne. Un riequilibrio ambientale imponente che certamente produrrà un nuovo sviluppo e quindi bene comune per tutti.

I territori parteciperebbero alla realizzazione dell’opera in quanto le autostrade sono un esempio di finanza di progetto, le opere vengono infatti finanziate con l’attualizzazione del pedaggio degli utenti e la nuova stagione che si apre nella proprietà di Autostrade, che ora ha una maggioranza sotto il controllo pubblico vocato non ad interessi privatistici, ma a fini sociali, ha tutte le caratteristiche per valutare la bontà di quest’opera. Ci sarebbero pertanto tutti i fattori sociali, economici e politici per raggiungere questo fondamentale obiettivo per il futuro delle Marche Sud . Sarebbe auspicabile che la posizione degli enti locali emergesse da un confronto con i soggetti del territorio e che anche i consigli comunali esprimessero formalmente questa istanza. La scelte dell’oggi, la presenza o assenza di una visione strategica per lo sviluppo dei territori condizionerà fortemente il destino delle giovani generazioni presenti e future, la possibilità di dare un futuro di lavoro e di bene per tutti. Tutti siamo chiamati ad esprimere una responsabilità. L’opportunità data dalla realizzazione della terza corsia autostradale è una occasione storica, per dirla con il noto detto popolare “ certi treni nella vita passano solo una volta” .


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