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Gli arabi cercano prodotti tipici e di qualità, le Marche pronte ad inserirsi nei loro itinerari

AZIENDE – Trentacinque aziende marchigiane del settore agroalimentare hanno incontrato una delegazione saudita di importatori: «Opportunità ma anche una sfida». L’occasione è stata creata, dopo “Cibus” di Parma, dall’amandolese Mario Mancini ("Roma Capitale Investments Foundation") e Linfa, azienda speciale della Camera di Commercio regionale. Presenti anche gli assessori Carloni e Castelli
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Gialal, Gino Sabatini, Gianfranco Santi e Mario Mancini

di Maria Nerina Galiè

«Importiamo il 45% di prodotti alimentari dall’Italia, ma non dalle Marche fino ad ora. Non era nei nostri itinerari prima di questo momento»: le parole sono di Gialal, rappresentante di una delle più grandi organizzazioni di importatori dall’Europa verso l’Arabia Saudita.
Il “momento” che ha aperto la porta al mercato più ambito al livello mondiale, per quantità e qualità delle richieste, per le aziende marchigiane del settore agroalimentare, è stato l’incontro di ieri, 4 settembre, all’Hotel Casale di Colli del Tronto.

Mancini e Guido Castelli

Lì, 35 imprenditori delle Marche hanno avuto l’occasione di proporre le loro specialità ad una delegazione di 16 buyers sauditi. Il “gancio” è stato Mario Mancini, collaboratore di “Roma Capitale Investments Foundation”, e grazie al suo rapporto di conoscenza personale con Gialal, entrambi reduci da “Cibus”, prestigiosa fiera di Parma.
A coordinare l’evento, Linfa azienda speciale della Camera di Commercio Marche, il cui presidente Gino Sabatini ha fatto gli onori di casa alla delegazione araba, insieme con il vice presidente di Linfa, Gianfranco Santi. Nell’arco della giornata nel piceno si sono alternati il vice presidente della Regione Marche e assessore all’Agricoltura, Mirco Carloni, e l’assessore regionale al Bilancio Guido Castelli.

«A “Cibus” la delegazione araba era la più contesa – ha commentato Mancini – ed ora è qui, per la grande amicizia che lega da anni me e Gialal, la cui impresa di famiglia da oltre 20 anni, la “Tamer group” con sede a Riyad, è il perno del mercato estero.
Sappiamo – ha continuato Mancini – che le Marche hanno un grande potenziale nel settore alimentare, soprattutto dal punto di vista della qualità e delle tipicità. Oggi 35 imprenditori, disposti ad esportare, si confrontano con un mercato ricco quanto complesso. Ma siamo marchigiani, siamo tenaci, sapremo giocare bene le nostre carte».

«Siamo fiduciosi – le parole di Gino Sabatini – del fatto che da qui possano nascere importanti relazioni, portino frutto per le nostre aziende e siano un valore aggiunto per tutti noi. Un ringraziamento speciale a Linfa, che lo ha reso possibile».

Occasione incredibile per le imprese di casa nostra, ma anche una sfida da raccogliere senza esitazione, perché la qualità e la tipicità che gli arabi cercano nelle Marche c’è, è stato ribadito da tutti.

Gialal con Sabatini

L’occasione: «Noi siamo una grande organizzazione privata che da oltre 20 anni importa i migliori prodotti dall’Italia – ha spiegato il capo della delegazione araba – e compriamo da Toscana, Emilia Romagna, Puglia. Per la prima volta scopriamo le Marche, dove crediamo di trovare tutto quello che più ci interessa.
Importiamo formaggi, carne, olive, olio e siamo interessati alle tipicità e alla creatività della vostra regione.
L’Arabia saudita – è ancora Gialal che parla – è molto grande e si sta ulteriormente sviluppando in qualità della vita,  sostenibilità e nel settore alimentare, con il programma “2030”. Il nostro è un mercato dove non si compra il singolo prodotto, ma si esce dai negozi con i carrelli pieni, non si bada a spese».

La sfida: «I nostri prodotti – ha commentato Santi – sono già stati apprezzati dagli imprenditori arabi in questi giorni. Sarà invece importante capire se e come le nostre imprese riusciranno a relazionarsi con il mercato arabo, se ci sono gli elementi necessari per percorrere la strada dell’export a questi livelli e rilanciare in maniera significativa il settore agro alimentare marchigiano.
Ritengo che, se vogliamo affrontare mercati come questi, dobbiamo organizzarci diversamente rispetto ad ora, anche attraverso un sistema di rete, tra le aziende, in grado di rispondere alle esigenze dei nuovi acquirenti».

Sulla stessa lunghezza d’onda del vice presidente di Linfa è la Regione Marche, attraverso l’assessore Guido Castelli: «L’internazionalizzazione è tra le priorità del programma della giunta Acquaroli. Con la Camera di Commercio stiamo sviluppando un sistema per rendere più efficace possibile la penetrazione dei nostri prodotti nei mercati esteri. Certo, nelle Marche adesso non ci si capita per caso. Bisogna volerci andare. Stiamo quindi creando infrastrutture prima immateriali, speriamo presto anche materiali, per rendere non più occasionale ma sistemico poter raggiungere la nostra regione.
Importante l’aver aguzzato l’ingegno nel valorizzare occasioni come “Cibus” per raggiungere l’obiettivo. E decisiva l’immediata risposta delle aziende nel partecipare all’incontro di oggi. L’agroalimentare è un settore trainante dell’economia marchigiana».


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