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Gimbo Tamberi salta 2.30 e vince al meeting di Chorzow

ATLETICA - Il campione olimpico nato a Civitanova ha superato una batteria di avversari qualificatissima. «Dopo Tokyo 2020 ed Europei indoor c’è Zurigo. Voglio fare bene anche per centrare un altro obiettivo che mi stimola: terminare la stagione al primo posto del ranking mondiale»
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Gimbo Tamberi (foto d’archivio Coni)

 

Doppia vittoria azzurra nel meeting di Chorzow in Polonia. Vincono le rispettive gare di salto in alto Gianmarco Tamberi (2,30) ed Elena Vallortigara (1,96). Il campione olimpico di Tokyo, nato a Civitanova, inanella una serie senza errori fino a 2,27, e poi supera l’asticella a 2,30 (con ampio margine) al terzo dei tentativi a disposizione. Poi, un tentativo a 2,34 e due a 2,36.

Gimbo ha superato una batteria di avversari qualificatissima, guidata, nella circostanza, dal russo Ilya Ivanyuk, secondo con 2,27 (il bielorusso Maksim Nedasejkau, bronzo olimpico a Tokyo, è sesto con 2,15). Una dimostrazione di efficienza tanto bella quanto sorprendente, anche perché il salto vincente, ha una “luce” sull’asticella davvero impressionante. Tamberi mette insieme il classico percorso netto fino a 2,27 (con passaggi a 2.10, 2,15, 2,20 e 2,24). I suoi avversari, al contrario, faticano, al punto che il russo Ivanyuk spende due tentativi su tutte le misure e addirittura tre a 2,27. A quota 2,30 il russo sbaglia tre volte, e Tamberi vince. L’azzurro, con la vittoria già in tasca, considerato il “passi” di Bondarenko (in realtà un ritiro), si presenta ancora in pedana, per la gioia del pubblico, e supera con grande ampiezza l’asticella. Tre tentativi ancora per il marchigiano, salutati dalle ovazioni dei circa ventimila spettatori di Chorzow: uno a 2,34, e due a 2,36, tutti ovviamente senza fortuna.

«Mi mancava il boato del pubblico – racconta Tamberi nel dopo gara , come riporta una nota della Fidal – sentire venti, venticinquemila persone che salutano con la voce un tuo salto riuscito, mentre atterri sui sacconi… Che bello, mi ha dato davvero una grande emozione, quasi non me lo ricordavo più. In effetti, sto ancora bene, e in certi salti si vede. Cresce la voglia di gareggiare, di tornare a superare l’asticella, dopo i festeggiamenti post Olimpiade. E’ chiaro che la condizione non sia quella di Tokyo, figuriamoci, ma quando le cose tecnicamente riescono, posso salire alle quote viste stasera. Il 2,30 era un bel salto, credo che possa valere qualche centimetro in più, e spero di riuscire ad aggiungerli a Zurigo, nelle finali della Diamond League. Sì, Zurigo è una tappa importante, diciamo il terzo obiettivo stagionale, dopo Olimpiade ed Europei indoor; voglio fare bene anche per centrare un altro obiettivo, che è più mio, ma che mi stimola, ovvero terminare la stagione al primo posto del ranking mondiale. Mi piacerebbe davvero riuscirci». Il salto in alto di Chorzow parla italiano. Perché prima di Tamberi, era andata a segno anche Elena Vallortigara, con un ottimo 1,96, misura superiore a quelle ottenute da rivali eccellenti, a cominciare dall’ucraina Irina Gerashchenko (seconda con 1,94) e dalla polacca Kamila Licwinko (terza, 1,91).


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