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Presidio di Polizia a Tre Archi, Il Pd: “Agire in fretta per scongiurare un nuovo Hotel House” poi le stoccate a Calcinaro

FERMO - Con una mozione dei consiglieri regionali dem Cesetti, Casini, Carancini, Bora e Mangialardi, viene chiesto alla Giunta regionale di intervenire presso la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell'Interno per risolvere la problematica del quartiere fermano: "Fallimento dell'isola vacanziera, deprezzamento degli immobili e presenza di varie etnie con un'infinità di irregolari, delinquenti, spacciatori e clan organizzati: bisogna intervenire drasticamente"
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di Leonardo Nevischi

Un presidio permanente delle forze dell’ordine nel quartiere di Lido Tre Archi di Fermo, da troppo tempo un nervo scoperto legato alla criminalità e allo spaccio. Lo chiedono con una mozione i consiglieri regionali dem Fabrizio Cesetti, Anna Casini, Romano Carancini, Manuela Bora ed il capogruppo Maurizio Mangialardi.

L’atto impegna la Giunta regionale ad intervenire presso la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno al fine di chiedere un presidio che garantisca maggiore sicurezza nel quartiere fermano. E questa mattina la mozione è stata presentata alla Stampa in conferenza stampa.

“È un tema estremamente caldo per il comune Fermo ed è una problematica che ci accompagna da anni e alla quale non è stata mai trovata una soluzione definitiva – ha detto Alessandro Iagatti, segretario del Pd della città di Fermo -. Questa mozione che è stata presentata in consiglio regionale, rappresenta un primo passo concreto perché è necessario partire immediatamente per dare una risposta celere agli abitanti e ai turisti che frequentano Lido Tre Archi. I problemi di quel quartiere non si risolveranno solamente con un presidio fisso delle forze dell’ordine, in quanto sarà necessaria anche con una politica di inclusione perché è il quartiere fermano dove c’è la maggiore multiculturalità, ma questo simboleggia comunque un primo passo per garantire maggiore sicurezza”.

Fabrizio Cesetti

Tra i firmatari della mozione c’è anche il consigliere Fabrizio Cesetti: “La questione Tre Archi è diventata di carattere regionale per gli evidenti riflessi sull’ordine pubblico, sull’economia e sul turismo. La Regione in materia di sicurezza non ha una grande competenza ma deve intervenire drasticamente prima che sia troppo tardi. Ci dobbiamo impegnare tutti in modo sinergico affinché nel prossimo futuro a Lido Tre Archi non si verifichi quello che è successo all’Hotel House di Porto Recanati e, purtroppo, i presupposti, sebbene meno drammatici, ci sono già: il fallimento dell’isola vacanziera, il deprezzamento degli immobili e la presenza di varie etnie con un’infinità di irregolari, delinquenti, spacciatori e clan organizzati. È ora che questi individui inizino a rispettare le regole come tutti e che non monopolizzino un intero territorio accerchiando le forze dell’ordine per impedire arresti o dando fuoco a cassonetti della spazzatura come dimostrazione di potere”.

“In questo è anche responsabile l’amministrazione comunale, che è tanto terrorizzata dal dissenso, quanto prigioniera del consenso – attacca Cesetti, tirando una stoccata al sindaco Paolo Calcinaro -. Non basta una festa per far sentire il quartiere sicuro, altrimenti farebbe come Nerone che suonava la lira mentre Roma bruciava. Uno dei suoi assessori ha dichiarato che il presidio della Municipale è stato tolto perché creava problemi di sicurezza: sentire che chi dovrebbe garantirla (la sicurezza, ndr) in realtà causa disordino mi lascia alquanto allibito”.

Paolo Nicolai

A mettere il carico ci pensa poi l’ex segretario dem di Fermo Paolo Nicolai che ricorda come “la passata giunta regionale sul quartiere di Tre Archi aveva investito 8 milioni e mezzo di euro: Lungotenna, rotatoria di San Marco e bando periferie su cui il Comune di Fermo arrivò ultimo ma che venne finanziato ugualmente. Il progetto non è chiaro. Sono contento della costruzione dello skate park e che si farà un centro polivalente tra Casabianca e Lido, ma l’amministrazione comunale deve fare chiarezza su come investire in maniera omogenea e chiara quei soldi. Dopo l’istallazione del presidio fisso di Polizia è necessario omogenizzare socialmente i quartieri limitrofi con investimenti per il sociale e per l’integrazione. Non possiamo spostare i problemi di Tre Archi verso San Tommaso, Casabianca, Lido o Porto Sant’Elpidio: bisogna ricreare le condizioni generali di vivibilità”.

Ad intervenire anche l’ex candidato sindaco di Fermo, Renzo Interlenghi, che si è detto preoccupato nel “vedere il nostro quartiere diventare una brutta copia di Scampia. Non è possibile che la politica faccia solo promesse e pochi fatti per chi vive a Tre Archi ed ha paura di uscire di casa. Ho parlato con i comitati del quartiere: il sindaco non li ha voluti ascoltare perché li reputa interlocutori poco attendibili, ma non pensava questo quando si trovava in campagna elettorale”. La chiosa finale spetta al consigliere Pierluigi Malvatani: “Il sindaco sa che il problema c’è ma per motivi elettorali fa finta di nulla. Dovrebbe chiedere aiuto a tutte le istituzioni regionali e provinciali per prendere dei provvedimenti seri”.

Pierluigi Malvatani e l’ex candidato sindaco Renzo Interlenghi

 

Ecco di seguito il testo integrale della Mozione n.129 presentata in data 1 settembre 2021 ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Carancini, Bora, Mangialardi. 

L’assemblea legislativa delle Marche, premesso che:

– il quartiere Lido Tre Archi del Comune di Fermo questa estate è di nuovo salito negativamente agli onori della cronaca per alcuni gravi episodi di violenza che, all’esito del doveroso intervento delle Forze dell’ordine, sono sfociati in una vera e propria guerriglia urbana protrattasi nel tempo con aggressioni (attraverso lanci di bottiglie e sassi), minacce anche con un coltello ai danni delle stesse Forze dell’ordine (due poliziotti rimanevano feriti) ed incendio di alcuni cassonetti dei rifiuti in due luoghi distinti del quartiere;

– in particolare, secondo quanto riferito dalla Questura e riportato dalla stampa, la mattina di martedì 24 agosto “una donna residente nel nord Italia ma che ha la disponibilità di una residenza estiva nel quartiere di Lido Tre Archi, scesa in strada con il cellulare in mano è stata affrontata da un soggetto nordafricano di circa 30 anni il quale ha cominciato prima ad insultarla e minacciarla gravemente per poi, quando la donna ha chiamato il numero di emergenza, colpirla senza alcun motivo con un pugno sul volto facendola cadere a terra”;

– nel pomeriggio dello stesso giorno le Forze dell’ordine riuscivano a rintracciare l’aggressore ma “durante le fasi di identificazione gli agenti sono stati affrontati da un altro magrebino sceso in strada che li ha minacciati con uno spray al peperoncino per ottenere la liberazione del fermato. In pochi attimi il quasi trentenne straniero, molto noto alle Forze di polizia e sottoposto ad una misura di prevenzione, è stato bloccato malgrado tentasse con violenza di sottrarsi al fermo colpendo in ogni modo gli operatori ed è stato privato dello spray. In quel momento circa una decina di stranieri hanno iniziato un lancio di bottiglie e di sassi nei confronti degli operatori”, tanto che si rendeva necessario l’intervento di pattuglie dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale;

– soltanto a seguito di “un efficace coordinamento operativo ed elevata professionalità” venivano tratti in arresto “i tre stranieri, per i comportamenti violenti compiuti nella fasi dell’aggressione alle pattuglie in servizio per i reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, per il danneggiamento delle auto bersagliate con bottiglie e sassi e per lesioni causate a due operatori della Polizia di Stato”;

– quanto accaduto è di inaudita gravità, non solo per l’aggressione organizzata ai danni delle Forze dell’ordine, ma in particolare, e come riportato dalla stampa, “per la violenta aggressione gratuita alla donna che aveva già denunciato i mali del quartiere”; episodio questo che, ove accertato, dimostrerebbe, insieme alla successiva aggressione alle Forze dell’ordine, l’esistenza di gruppi organizzati anche con finalità intimidatorie per il controllo del “territorio”;

– invero, nonostante la presenza e non solo nel periodo estivo di cittadini di assoluta onestà, a Lido Tre Archi da tempo sembrerebbero operare clan malavitosi multietnici che rendono il quartiere insicuro, pericoloso ed in alcuni punti particolarmente degradato se, tra l’altro, è vero che “l’azione di contrasto alla criminalità effettuata dalla squadra mobile ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria di 12 persone, prevalentemente di etnia nordafricana, per reati di rapina, traffico di stupefacenti, estorsione, danneggiamento e lesioni”

Considerato che:

– già nella primavera del 2020 l’Associazione proprietari Immobiliari “Confabitare” faceva presente di aver raccolto le richieste “di assistenza di vari proprietari ed inquilini del complesso immobiliare di Lido Tre Archi, dopo una serie innumerevole di atti criminogeni. Occupazioni abusive degli immobili, furti di acqua ed energia elettrica, saccheggio degli arredi e devastazione degli immobili”, denunciando, altresì, “un evidente fenomeno predatorio degli immobili posseduti a decine degli stessi soggetti” e, nel contempo, ravvisando la necessità di verificare la sussistenza di “eventuali fenomeni distorsivi nelle procedure delle aste immobiliari”;

– detta Associazione riferiva anche di aver “fatto alcune precise richieste alla Prefettura, alla Questura e al Sindaco del Comune di fermo: – Censimento complessivo degli occupanti degli immobili a Lido tre Archi, dei titoli di proprietà e delle locazioni in essere; – Presidio e sorveglianza con pattuglie miste Polizia di Stato e Polizia Urbana; – Controllo di vicinato” e che per “l’inizio di Giugno abbiamo già richiesto alla Questura l’autorizzazione ad una raccolta di firme a sostegno di: Presidio fisso di polizia presso i locali di proprietà comunale; Controllo di vicinato, Delegato del sindaco alla sicurezza cittadina”;

– inoltre il Presidente nazionale di Confabitare inviava una nota al Ministro dell’Interno Lamorgese per segnalare il fenomeno delle “occupazioni abusive e racket degli immobili, residenze e domicili fuori controllo” e, nel ricordare al Ministro di “come il fenomeno delle occupazioni degli immobili abbia assunto negli ultimi tempi dimensioni sempre più allarmanti non solo nelle grandi città”, citava “solo l’ultimo eclatante esempio del quartiere tre Archi di Fermo, dove alle occupazioni abusive, si associa una attività predatoria degli immobili a prezzi stracciati, con contratti di mutuo meritevoli di indagine, in capo a società/prestanome”;

Ritenuto che:

– nella sopra indicata nota, per quanto riguardava le occupazioni abusive e racket degli immobili a Lido Tre Archi di Fermo, si segnalava al Ministro degli Interni “la scarsa consapevolezza sulla gravità degli accadimenti da parte dell’amministrazione comunale e la non improbabile complicità di soggetti afferenti l’amministrazione condominiale in veste di segnalatori su dove indirizzare le mire degli acquisti”;

– come risulta dalla stampa, il Comitato dei residenti C.o.r.t.a di Lido Tre Archi, dopo la violenta aggressione gratuita alla donna che aveva già denunciato i mali del quartiere ed i successivi atti di guerriglia urbana, si è rivolto al Sindaco, all’Assessore alla sicurezza ed al delegato del sindaco per la sicurezza con le seguenti parole puntualmente riportate dalla stampa “se vi rimane un briciolo di dignità dimettetevi. Non ci sono alternative. Siamo stufi di assistere a queste scene di violenza, al degrado crescente, al quale si vorrebbe porre riparo con opere pubbliche di dubbio significato”;

– in effetti è evidente a tutti che l’Amministrazione Comunale per quanto riguarda Lido Tre Archi ha perso il controllo della situazione, denunciando la propria impotenza ed arrivando ad affermare che “abbiamo tentato di sostenere qui un presidio di polizia municipale che da solo non ha risolto niente, anzi, diventava un ulteriore problema di sicurezza”;

– non può sfuggire quanto siano devastanti dette dichiarazioni per un cittadino onesto che voglia vivere, nella legalità e pretendendo legalità, a Lido Tre Archi e quanto le stesse facciano sentire insicure le persone che li vivono e non solo;

– la riqualificazione del quartiere non può essere limitata al solo concetto di recupero urbanistico ed alla annunciata dotazione di “strutture sportive, ricreative e ludiche come la palestra, il progetto di orto urbano e la pista ciclabile” se nel contempo non si riesce neanche a sostenere un presidio di Polizia Municipale che, secondo l’Assessore, addirittura “diventava un ulteriore problema di sicurezza”;

– in definitiva è nella consapevolezza dei più che l’Amministrazione Comunale, terrorizzata dal dissenso quanto prigioniera del consenso, non è nella condizione di adottare la pur minima efficace azione pure di sua competenza per contrastare il fenomeno di diffusa illegalità in essere a Lido Tre Archi di Fermo;

– le conseguenze della situazione in essere e dei gravi fatti avvenuti addirittura in piena estate costituiscono un pericolo per tutto il territorio della Città capoluogo e si ripercuotono su tutto il territorio provinciale con grave pregiudizio per l’immagine anche turistica della Provincia di Fermo e della stessa Regione Marche;

– all’esito della specifica riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, opportunamente convocato dal Prefetto di Fermo – anche se non si comprende per quale motivo non sia stata prevista la partecipazione della Provincia di Fermo e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo – è stato precisato dallo stesso Prefetto che “sarà inoltrata la richiesta, già peraltro a suo tempo segnalata al Ministero di incrementare le risorse a disposizione della locale Questura per l’eventuale istituzione di un presidio fisso di polizia nella zona, ripetutamente sollecitato dai comitati di quartiere”;

Ravvisato che:

– la istituzione di un presidio permanente di Polizia al quartiere Lido Tre Archi del Comune di Fermo non può in alcun modo essere eventuale, ma deve invece essere certa ed urgente previo incremento delle risorse umane e strumentali a disposizione della locale Questura;

– già l’Assemblea Legislativa delle Marche, nella seduta del 16/02/2021, approvava all’unanimità una Risoluzione – a seguito della mozione n. 30 del 19/1/2021 ad iniziativa del Consigliere Cesetti – che impegnava la Giunta regionale “ad assumere ogni utile iniziativa nei confronti del Ministero dell’Interno per l’adozione dei necessari provvedimenti per: – completare il previsto organico della sezione della Polizia Stradale di Fermo;- ripianare il previsto organico della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza nel territorio regionale”;

– i recenti fatti di cronaca hanno confermato la presenza a Lido Tre Archi non solo di immigrati irregolari ma anche di veri e propri delinquenti dediti alla commissione dei più disparati e gravi reati e nei numerosi appartamenti presenti nel quartiere si è venuta a creare una convivenza forzata tra i residenti e la criminalità che prospera anche nella convinzione di una sostanziale impunità creando insicurezza e pericolo per le persone e le famiglie oneste;

– ed anche questo non può e non deve essere ulteriormente tollerato e, pertanto, si impongono urgenti provvedimenti e su tutti l’immediata, certa e definitiva istituzione di un presidio fisso di Polizia.

Per quanto sopra riportato, impegna la giunta regionale:

– ad intervenire presso la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno perché si dia seguito a quanto richiesto con la Risoluzione approvata alla unanimità dalla Assemblea Legislativa Regionale delle Marche nella seduta n. 14 del 16/02/2021;

– ad intervenire presso la Presidenza del Consiglio e il Ministro dell’Interno al fine di richiedere un presidio fisso e permanente di Polizia e, comunque, delle Forze dell’Ordine presso il quartiere Lido Tre Archi di Fermo.


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