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Corridoi umanitari, nel weekend la manifestazione di solidarietà per il popolo afgano

PORTO SAN GIORGIO - Domenica prossima, 12 settembre, alle 18.30 ed in piazza Matteotti la manifestazione pubblica indetta dal comitato "5 Luglio". Iniziativa patrocinata la locale Comune a cui hanno aderito numerose realtà del mondo associativo, politico e sindacale
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Domenica 12 settembre, a Porto San Giorgio, ore 18.30, in piazza Matteotti , si svolgerà il presidio/manifestazione indetto dal comitato “5 Luglio”, in solidarietà con la popolazione afgana.

All’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Porto San Giorgio, hanno aderito numerose realtà del mondo associativo, politico e sindacale.

“La situazione in Afghanistan sta drammaticamente precipitando ogni giorno di più – esternano dal comitato -. Mentre appaiono evidenti le responsabilità di chi ha intrapreso e sostenuto la guerra e condotto 20 anni di occupazione, riteniamo necessaria un’azione rapida e coordinata da parte del nostro Paese per evitare ulteriori disastri umani e sociali: una iniziativa per facilitare un rapido rientro in dignità e sicurezza della popolazione civile che ha bisogno e sta cercando di mettersi in salvo perché in grave pericolo”.

“A subire la morsa della repressione e della violenza sono in particolare le donne, di nuovo private dei diritti fondamentali e delle loro libertà personali, ma capaci di manifestare con grande coraggio per le strade di Kabul ponendo la centralità della condizione femminile e della discriminazione di genere – proseguono -. Non bastano gli stucchevoli e vuoti appelli al rispetto dei diritti umani. Siamo di fronte ad una emergenza umanitaria gravissima e occorre da subito, a tutti i livelli, attivare corridoi umanitari per l’accoglienza dei profughi, consentire l’ingresso in Italia dei cittadini afgani in esenzione di visto, garantire l’evacuazione di tutti coloro che erano in attesa di partire a seguito di autorizzazione per ricongiungimento familiare o già in possesso di permesso ad altro titolo e si trovano adesso impossibilitati a lasciare il paese, bloccare i rimpatri verso l’Afghanistan che molti Stati europei stanno ancora incredibilmente effettuando e sostenere l’impegno di quelle organizzazioni, come Emergency, che continuano a garantire il loro impegno in condizioni improbe”.

“Più in generale – la conclusione – che la solidarietà e le misure adottate per garantire l’uscita di coloro che hanno collaborato con il personale civile o militare straniero vengano estese e possano valere sia per le fasce più vulnerabili o invise al governo talebano, che per tutte quelle persone nel mondo che cercano di entrare, via terra o per mare, spesse perdendo la vita, all’interno di una fortezza europa la cui politica migratoria è sempre più cinica e ipocrita e il cui spazio per i diritti umani è sempre più ridotto”.

Di seguito l’elenco delle adesioni fino ad oggi pervenute. Agedo Marche, Amnesty International Marche, Anolf Marche, Anpi Fermo, Articolo 1 Fermo, Baobab Experience, Casa Comune Fermo, Casa del Popolo Fermo, Cisl Fermo, Cgil Fermo, Commissione Pari Opportunità Provincia di Fermo, Cooperativa Sociale La Sorgente, Cvm quale comunità volontari per il mondo, Dipende da Noi Fermo, Emergency Gruppo Fermo, Fermo Futura, Fiom Fermo, Giovani Democratici federazione di Fermo, Gruppo Solidarietà Moie di Maiolati (AN), Isml Fermo, Libera presidio di Fermo, Movimento Cinque Stelle Fermo, OdV Poliambulatorio Cumba, Partito Democratico Fermo, Rete femminista Marche, Rifondazione Comunista Fermo, Sinistra Italiana Provincia di Fermo, Usb Confederale Marche, Uil Fermo.

 


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