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Il Convitto Montani riapre le porte agli studenti, Scatasta: “La loro allegria è mancata molto nelle scuole”

FERMO - L'istituto, messo ad hoc dagli investimenti di 17 milioni di euro della Provincia, è pronto ad ospitare 45 convittori in ambienti rinnovati e sicuri. La la presidente Moira Canigola: "L'iti è una struttura fondamentale per il nostro territorio e necessita di avere strutture idonee e adeguate, noi ci stiamo impegnando tantissimo"
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di Leonardo Nevischi

“Le voci degli studenti e la loro allegria contagiosa sono mancate moltissimo all’interno delle scuole”. È stato il commento della dirigente dell’Itt Montani di Fermo, Stefania Scatasta, che questa mattina ha ufficialmente riaperto le porte del Convitto di via Marconi ed ha illustrato la nuova organizzazione per l’anno scolastico alle porte.

“La necessità di ricominciare in presenza è stato sin da subito l’obiettivo che si è posto l’organo tecnico dei docenti, il quale ha il compito ad inizio anno di riprogettare l’attività didattica ed educativa e di riscrivere tutto all’interno del piano dell’offerta formativa. Il nostro obiettivo – seguita la Scatasta – è formare delle persone che abbiano un progetto chiaro di conoscenza e di vita e all’interno del quale ci sia l’opportunità di trovare lavoro nel territorio. All’interno di questa progettualità già dal 2016 c’è stata la criticità che ci ha visto dover rivedere la parte organizzativa e strutturale della scuola, che è stata la nostra preoccupazione primaria. Il 10 settembre dello scorso anno abbiamo fatto l’analisi delle grandi criticità che avevamo allora e che dovevamo affrontare dandoci un cronoprogramma per capire come agire in maniera tempestiva: da allora sono avvenute molte cose positive. Ad esempio, da ieri abbiamo aggregato i nuovi laboratori del Montani in via Lussu e mercoledì saranno abitati dai quinti di informatica. Questa scuola ha bisogno di un comitato tecnico scientifico che sia composto dalle figure degli ex allievi con il consiglio direttivo, dalla presenza delle istituzioni e dalle aziende. Questi organi, tutti insieme, riescono a trovare soluzioni”.

Moira Canigola e Stefania Scatasta

Soluzioni che per il momento sono arrivate dalla provincia di Fermo che ha investito 17 milioni di fondi in un piano di recupero e miglioramento dei plessi dell’Iti. “Noi ci stiamo impegnando tantissimo – sottolinea Moira Canigola, presidente della Provincia -. Già dopo il sisma gli edifici hanno incontrato diverse difficoltà e abbiamo lavorato per una ricerca cospicua di finanziamenti: siamo arrivati a 33 milioni di fondi e di questi circa 17 sono stati veicolati per le strutture del Montani. L’Iti è una scuola fondamentale per il nostro territorio e necessita di avere strutture idonee e adeguate”.

“Il lavoro che abbiamo fatto è sotto gli occhi di tutti – prende parola l’ingegnere Sandro Vallasciani, il quale fa il punto sui lavori -. Abbiamo iniziato i lavori per il miglioramento sismico  dell’ala della Meccanica con un investimento intorno ai 600 mila euro, tra un mese partirà il rifacimento dei tetti del Montani per una cifra complessiva di 1 milione e mezzo, inoltre abbiamo appaltato i 4,8 milioni per intervenire nel nel corpo storico per il miglioramento sismico, infine 2,4 milioni saranno destinati all’ala dell’Elettronica. Dal 18 maggio – illustra Vallasciani – abbiamo reso agibile anche il corpo centrale del Montani e lo restituiamo dopo un investimento complessivo di 500 mila euro”.

L’ingegnere Sandro Vallasciani, alle sue spalle l’assessore Alberto Maria Scarfini

Tuttavia i lavori di rinnovamento hanno fatto sì che il Montani venisse dissezionato. “Abbiamo scartato le ipotesi che ci vedevano al Fermo Forum o comunque in sedi lontane dal centro  – riprende la Scatasta -. Abbiamo cercato di capire quali potessero essere le soluzioni migliori:  in questo caso la speranza è quella di avere operativi da subito i laboratori del nuovo polo di via Lussu e la possibilità di guardare alla struttura dell’Iti come un prolungamento di questa per il polo dei trasporti e della logistica (2 classi del triennio di conduzione mezzi navali e 2 classi di conduzione mezzi aerei). La meccanica, invece, in questo momento è interdetta perché i laboratori si potranno usare nei primi di ottobre e le classi sono state quindi dislocate presso il Convitto. Non cambia niente all’Agraria di Montegiorgio, che riparte con le cinque classi. Abbiamo riorganizzato sia le 14 classi prime sia le 12 seconde (75 classi complessive nell’istituto). Non è stato facile, ma siamo soddisfatti – chiosa la dirigente scolastica, non prima di aver speso due parole sul Convitto, che disporrà di ambienti rinnovati e più sicuri -. Attualmente abbiamo 45 convittori. Il loro è un progetto di vita, non hanno il solo pensiero di come organizzare lo studio. Hanno istituito un refettorio ed hanno una spiccata voglia di confrontarsi e di mettere in moto nuove idee: hanno già installato una palestra, già utilizzata nello scorso lockdown. Il Convitto è una  meravigliosa occasione di crescita personale. Io ho salutato i 15 convittori del quinto dello scorso anno e mi hanno lasciato tantissimi spunti di riflessione”.

Dalla palestrina messa in piedi dagli studenti nasce poi l’input dell’assessore alle politiche giovanili di Fermo, Alberto Maria Scarfini, che si dice disponibile a stipulare una convenzione per i ragazzi per usufruire della piscina o di qualche palestra comunale per fare attività sportiva”.

Dopo un cameo di Giuseppe Agostini, che ha ribadito come “l’Associazione Ex Allievi ci sarà sempre per dar man forte all’istituto”, a salire in cattedra è stato Daniele Trasatti, professore di Ict Technology che, invece, ha puntato l’accento sui laboratori: “Ci stiamo organizzando per investire le risorse che abbiamo (oltre 100 mila euro, ndr) da investire in un progetto per la valorizzazione delle competenze laboratoriali. Finalmente quest’anno torneremo in presenza e pertanto punteremo molto sulle attività laboratoriali”.

Un ruolo importante lo avranno anche gli Its (Istituti Tecnici Superiori, da 10 anni un’eccellenza del Montani), ossia i percorsi post diploma che offrono una formazione tecnica altamente qualificata per entrare subito nel mondo del lavoro. “Quest’anno attiveremo quattro corsi sulla Meccanica, sull’Agroalimentare, sulle Nuove Tecnologie e sulla Moda – spiega Andrea Santori, presidente della fondazione Its -. Questi 4 sono corsi che ci hanno chiesto le imprese: abbiamo fatto una ricerca delle figure che servivano da qui ai prossimi due anni e ne sono uscite fuori queste specializzazioni. Noi abbiamo una percentuale del 98% di ingresso diretto nel mondo del lavoro, pertanto chi parteciperà agli its avrà un posto assicurato”.


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