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Scuola, ecco i protocolli per ripartire: ok alla gite e agli sport di squadra in zona bianca

SCUOLA - Distanziamento, mascherine, ingressi ed uscite scaglionati. La scuola è pronta, o quasi, a ripartire in presenza al 100% con lo spettro della Dad e di una impennata dei contagi. I protocolli ci sono e rispecchiano in gran parte quelli già sperimentati nel corso dell'anno scolastico 2020/2021. In arrivo anche il green pass per i genitori che entrano a scuola.
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di Sandro Renzi

La scuola è pronta a ripartire tra green pass, app per i controlli, distanziamenti, mascherine, test salivari nei plessi “sentinelle” e lo spettro della dad. E. novità degli ultimi giorno, anche la certificazione verde per i genitori che si recano nelle scuole. Si riparte in presenza, per tutti gli istituti, con uno sguardo alla curva dei contagi ed alle possibili quarantene, ma anche con un po’ più di fiducia grazie alla massiccia campagna di vaccinazioni messa n piedi dal Governo e che ha finito per interessare anche ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 ed i 18 anni. La novità più rilevante, sul fronte dei protocolli antiCovid, l’aveva annunciata il Ministro Bianchi qualche settimana fa auspicando il via libera del Cts alla possibilità di togliere la mascherina nelle classi in cui tutti gli alunni sono vaccinati. Si attende però il via libera ufficiale.

L’obbligo resta, invece, per tutti gli altri ed ovviamente per le scuole primarie. Il distanziamento fisico resta una delle misure prioritarie per ridurre il rischio di trasmissione del virus nelle scuole. Tanto più necessaria se non si possa fare uso delle mascherine chirurgiche e in particolare nelle mense o nelle palestre. Il Cts raccomanda pure di “osservare una distanza di due metri nella zona interattiva della cattedra e tra insegnante e studenti”. E’ ancora il Cts, con riferimento agli studenti, ad indicare l’uso della mascherina di tipo chirurgico in via preferenziale. Mentre i bambini sotto ai 6 anni continuano ad essere esonerati dall’uso di dispositivi di protezione delle vie aeree. Viene ancora raccomandata una didattica a gruppi stabili o bolle con l’obiettivo di contenere la diffusione di eventuali contagi. Anche per l’anno scolastico 2021/2022 confermate le consolidate procedure di gestione dei casi di positività al virus. La quarantena, tuttavia, viene ridotta a sette giorni se i soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di Sars Cov2 sono vaccinati. Dovranno tuttavia sottoporsi a  tampone con esito negativo per poter uscire nuovamente.

Capitolo gite di istruzione o uscite didattiche. Nei territori in zona bianca, si legge nel sito del Miur, sarà possibile effettuare uscite didattiche e viaggi di istruzione, purché si permanga in aree del medesimo colore bianco. Lo svolgimento di queste attività sarà effettuato curando lo scrupoloso rispetto delle norme e dei protocolli che disciplinano gli specifici settori (es. visite ai musei, ingresso ai cinema e ai teatri, uso dei mezzi di trasporto, ecc.), nonché di quelle sanitarie usuali. Per le mense, invece, le misure di sicurezza da adottarsi impongono l’uso della mascherina da parte degli operatori. La somministrazione potrà quindi avvenire nelle forme usuali e senza necessariamente ricorrere all’impiego di stoviglie monouso. Si conferma la necessità di assicurare il rispetto delle ordinarie prescrizioni di distanziamento durante la consumazione del pasto e nelle fasi di ingresso e uscita dai locali dedicati alla refezione, nonché le pratiche di igienizzazione personale. Si suggerisce, ove necessario, di organizzare i pasti con turnazione per mantenere il distanziamento fisico e ridurre l’affollamento dei locali. Nelle palestre il Cts non prevede, in zona bianca, l’uso di dispositivi di protezione da parte degli studenti, salvo il distanziamento interpersonale di almeno due metri. Per le stesse attività da svolgere al chiuso, è raccomandata l’adeguata aerazione dei locali. Nelle zone bianche, le attività di squadra sono possibili ma, specialmente al chiuso, dovranno essere privilegiate le attività individuali. In zona gialla e arancione, si raccomanda lo svolgimento di attività unicamente di tipo individuale. Nell’ipotesi di accordi già intercorsi con gli Enti locali proprietari delle palestre che ne prevedano l’utilizzo da parte di soggetti esterni, così come in quella di eventuali accordi che avessero a sopraggiungere in corso d’anno, il Cts li ritiene considerabili solo in zona bianca, subordinatamente all’assicurazione di adeguata pulizia e sanificazione dopo ogni uso. In caso di situazioni epidemiologiche non favorevoli (es. zona arancione), gli Enti locali proprietari degli immobili valuteranno l’opportunità di sospendere le attività dei soggetti esterni, almeno fino al rientro in zona bianca del territorio di riferimento.


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