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“Stop all’embargo e aiuti a Cuba”, la mozione di Interlenghi per impegnare l’amministrazione

FERMO - "Chiedo anche di predisporre azioni volte a dare solidarietà alla Repubblica di Cuba e al popolo cubano mediante aiuti economici, anche sotto forma di invio di materiale medico e sanitario, ovvero aderendo a una delle raccolte fondi a sostegno di Cuba e del popolo cubano"
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“Chiedo all’amministrazione comunale di fare proprio l’appello lanciato dalle comunità cubane residenti in Europa per porre fine all’embargo contro la Repubblica di Cuba e il suo popolo, coerentemente con l’espressione di voto della maggioranza dei membri dell’Onu su tale tema chiedendo al Governo italiano di modificare la propria posizione al riguardo chiedendo, a sua volta, la fine dell’embargo. E chiedo anche di predisporre azioni volte a dare solidarietà alla Repubblica di Cuba e al popolo cubano mediante aiuti economici, anche sotto forma di invio di materiale medico e sanitario, ovvero aderendo a una delle raccolte fondi a sostegno di Cuba e del popolo cubano”. Queste le richieste, riportate in una mozione, che il consigliere Renzo Interlenghi, capogruppo della lista Fermo Capoluogo ed espressione della coalizione di Fermo Futura, avanza all’amministrazione comunale di Fermo. Con Interlenghi anche i consiglieri Andrea Morroni, Paolo Nicolai, Sandro Vallasciani, Pierluigi Malvatani.

“La Repubblica di Cuba – ricorda Interlenghi – è tuttora sottoposta ad embargo totale da parte del Governo statunitense, per ragioni politiche unilateralmente motivate. Tale misura di ritorsione comporta gravi danni al popolo cubano e ne mette a rischio la vita, bloccando anche tutto quello che serve alla sanità, che deve essere importato dall’estero. Anche se a Cuba l’emergenza è condizione di normalità negli ultimi due anni, causa Covid, rinnovata pressione statunitense, blocco del turismo, impasse economici,  la situazione è diventata ancora più difficile del normale e l’embargo è lo strumento adottato per minare l’autonomia e l’indipendenza dello Stato di Cuba. Finora la nuova presidenza di Joe Biden non ha invertito la rotta. Cuba, per la Casa Bianca, resta pure nell’elenco dei paesi terroristici come stabilito da Trump. Le relazioni tra Washington e l’Avana sono, in questo 2021, perciò inesistenti. La visita di Barack Obama a Cuba del 2016 è un ricordo lontanissimo. L’accanimento contro Cuba non può essere giustificato in nome della “democrazia”. Sessant’anni di vicende controverse sono lì a dimostrarlo: l’embargo ha prodotto solo inasprimento di rapporti da una parte e giustificazioni per non cambiare dall’altra. Lo ha affermato a Washington anche il democratico Bernie Sanders, che ne chiede l’abolizione. La Repubblica di Cuba è sempre stata al fianco dell’Italia anche in occasione del drammatico periodo generato dalla pandemia, causata dalla rapida diffusione del virus Covid-19 e la conseguente situazione di emergenza in cui sono precipitate molte zone del Paese, con numerose persone contagiate e decedute e con un sistema sanitario al limite del collasso. Consideriamo l’appello internazionale per gli aiuti che il nostro Governo ha lanciato per fronteggiare la crisi sanitaria, essendo l’Italia uno dei paesi più colpiti in termini di ammalati e morti. Tra i paesi che hanno inviato soccorsi alla Repubblica Italiana, non dimentichiamo, c’è stato stato quello particolarmente rilevante arrivato dalla Repubblica di Cuba, con l’invio di una Brigata medica esperta di gravi epidemie, composta da cinquantatré medici (immunologi e infermieri specializzati in interventi di contrasto delle pandemie)”.

 


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