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“No al biodigestore sulla Valdaso”, la Covalm presenta ricorso al presidente Mattarella

VALDASO - La cooperativa di agricoltori che produce e trasforma prodotti agroalimentari surgelati del territorio ed è fonte di occupazione, diretta e indiretta, per oltre 200 famiglie di lavoratori, si dice "in prima fila a fianco della popolazione e delle istituzioni che - concludono dalla cooperativa - si battono per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio"

La realizzazione del biodigestore in località San Salvatore del Comune di Force continua a tenere in apprensione centinaia di operatori agricoli e lavoratori che temono per il loro futuro. E la Covalm, cooperativa di agricoltori che produce e trasforma prodotti agroalimentari surgelati del territorio porta la questione all’attenzione del presidente della Repubblica. Sì perché proprio a Mattarella è stato presentato un autonomo ricorso straordinario per dire ‘no’ all’impianto.

“A nostro avviso – si legge nella nota diffusa dalla stessa Covalm – è del tutto sovradimensionato alle reali necessità della popolazione e comporterà uno stravolgimento della situazione ambientale con conseguenze sul territorio e anche un forte impatto sulle altre attività lavorative e occupazionali”.

Covalm, si diceva, è una cooperativa di agricoltori che produce e trasforma prodotti agroalimentari surgelati del territorio ed è fonte di occupazione, diretta e indiretta, per oltre 200 famiglie di lavoratori che nella zona difficilmente troverebbero altri sbocchi occupazionali. “E’ sempre e comunque imprescindibile salvaguardare la salute e la propria fonte di sostentamento. L’impianto di trattamento rifiuti sorgerebbe a soli 300 metri a monte dallo stabilimento. Avere accanto ad una impresa alimentare un impianto di trattamento rifiuti potrebbe comportare anche il rischio di non ottenere le necessarie certificazioni per presentarsi ai clienti e ai mercati; riconoscimenti qualitativi e di salubrità ottenuti in tanti anni di lavoro, impegno e a fronte di ingentissimi investimenti: l’ultimo, ancora in corso, per oltre 8 milioni di euro. Anche il più piccolo sversamento accidentale nelle falde acquifere o nel vicino fiume Aso comporterebbe l’immediata chiusura dello stabilimento e la perdita di tutta l’occupazione”. Covalm pertanto, a tutela dei propri legittimi interessi, ha presentato nei giorni scorsi un autonomo ricorso straordinario al Capo dello Stato “che – ricordano dalla stessa cooperativa – va ad aggiungersi al ricorso al Tar presentato dai sindaci della Valdaso e ad un analogo ricorso, sempre al Capo dello Stato, dell’associazione Tutela e Valorizzazione della Valdaso”.

“E questo è solo il primo passo di una battaglia che vedrà Covalm in prima fila a fianco della popolazione e delle istituzioni che – concludono dalla cooperativa – si battono per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, mai così legati, da comuni interessi, con le attività imprenditoriali agricole”.


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