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Falsificava documenti per vendere cavalli all’insaputa dei legittimi proprietari: titolare di un allevamento denunciato per truffa

MONTEGIORGIO - "I cavalli venivano impiegati nelle competizioni sportive e successivamente venduti: il tutto all’insaputa dei legittimi proprietari"
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A conclusione di una prolungata attività info-investigativa iniziata nel mese di marzo 2021, i Militari della Stazione Carabinieri Forestale di Montegiorgio  hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo il titolare di una azienda agricola per il reato di truffa.

“Il responsabile dell’azienda agricola che è specializzata nell’allevare cavalli da impiegare in competizioni sportive – spiegano i carabinieri Forestali  – aveva escogitato e messo in pratica un meccanismo del tutto illegale con il quale in breve tempo riusciva a diventare formalmente proprietario dei cavalli che aveva in custodia e ad intascare il ricavato della loro vendita. L’allevatore, utilizzando copie dei documenti d’identità dei legittimi proprietari degli animali (del tutto ignari della truffa) e apponendo sue firme su false autodichiarazioni, era riuscito ad ottenere da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il duplicato del passaporto dei cavalli. Gli stessi venivano poi impiegati nelle competizioni sportive e successivamente venduti: il tutto all’insaputa dei legittimi proprietari, i quali si sono ritrovati in poco tempo privati del proprio cavallo che nel frattempo era stato ceduto ad altrettanto ignari acquirenti. Le attività d’indagine hanno fatto emergere sino ad ora che la truffa ha interessato alcuni cavalli, ma le attività proseguono per verificare se il numero sia ben più elevato. Il comportamento illecito messo in essere dall’allevatore configura il reato di truffa, punito ai sensi dell’articolo 640 del Codice Penale che prevede la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da euro 51,00 a euro 1.032,00; inoltre, per aver apposto le firme false, all’allevatore è stato contestato anche il reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico punito dall’articolo 483 del Codice Penale che prevede la pena della reclusione fino a 2 anni”.

 


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