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La cura Riolfo fa effetto, la Fermana è ancora viva: Mbaye e Cognigni stendono il Grosseto

SERIE C - Si è fatta attendere sei giornate, ma alla fine la prima vittoria stagionale dei canarini è arrivata. Risultato all'inglese con un gol per tempo (2-0). Rispetto all'era Domizzi la formazione gialloblù fa un vero e proprio "glow up" sia sotto l'aspetto tecnico sia dal punto di vista dell'atteggiamento
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di Leonardo Nevischi

FERMO – Da “Noi vogliamo gente che lotta” a “Vi vogliamo così”. La Fermana sembra essere a tutti gli effetti rinata grazie alla cura targata Giancarlo Riolfo ed i primi ad essersene accorti sono proprio i tifosi canarini assiepati in tribuna laterale. La formazione gialloblù ha letteralmente cambiato marcia con l’avvento del tecnico ligure e se la trasferta di Carrara aveva già evidenziato un cambio di atteggiamento ma non aveva sortito effetti dal punto di vista del risultato, quest’oggi nel primo turno infrasettimanale della stagione, contro il Grosseto, è finalmente arrivata la prima vittoria in campionato.

IL TABELLINO

FERMANA 2 (4-3-1-2): Ginestra; Rossoni, Urbinati, Blondett, Mordini; Mbaye, Capece, Graziano (19′ st Pannitteri); Frediani (25′ st Bugaro); Lovaglio (19′ st Rovaglia), Cognigni (33′ st Corinus). A disposizione: Moschin, Marchi, Grossi, Bolsius, Pistolesi, Rodio, Alagna, Nepi. All. Giancarlo Riolfo 

GROSSETO 0 (4-3-1-2): Barosi; Raimo, Siniega, Ciolli, Semeraro (19′ st Bianconi); Piccoli, Vrdoljak, Fratini (1′ st De Silvestro); Artioli (13′ st Cretella); Arras (27′ st Moscati), Dell’Agnello (13′ st Scaffidi). A disposizione: Fallani, Marigosu, Verducci, Salvi, Serena, Ghisolfi. All. Lamberto Magrini

RETI: 33′ pt Mbaye, 7′ st Cognigni

ARBITRO: Abdoulaye Diop della sezione di Treviglio; assistenti Marco Carrelli di Campobasso e Lorenzo D’Ilario di Tivoli; quarto ufficiale Paul Leonard Mihalache di Terni

NOTE: Espulso Arras all’uscita dal campo dopo la sostituzione. Ammonito Fratini. Corner 3 – 6. Recupero +0′ +6′. Spettatori 481 (di cui 34 abbonati). Incasso 3000 euro (di cui 374 rateo abbonamenti)

Fermana aggressiva e concentrata sia in campo sia sugli spalti: qui Luca Cremona, Nicolò Sperotto e il direttore Fabio Massimo Conti ai piedi della tribuna stampa ad incitare la squadra

LA CRONACA

Nella sesta giornata del girone B di Serie C, il “Bruno Recchioni” si fa teatro della sfida tra due delle quattro squadre che fin qui non hanno ancora ottenuto i tre punti in campionato, ovvero Fermana e Grosseto.

Mister Giancarlo Riolfo dà continuità all’abito tattico disegnato per la sua Fermana nell’esordio sfortunato contro la Carrrarese e schiera un 4-3-1-2 che vede il rianimato Ginestra tra i pali; una difesa a quattro con Rossoni, Urbinati, Blondett e Mordini (out Sperotto che è andato a riempire un’infermiera già piena che conta Marchi, De Pascalis, Boateng, Grassi, Lorenzoni, Marini, Scrosta e Trezza); Capece in cabina di regia, Mbaye e Graziano mezzali e Frediani sulla trequarti a supporto del tandem offensivo composto dal baby Lovaglio e Luca Cognigni.

Il Grosseto di Lamberto Magrini risponde a specchio con Vrdoljak in mediana supportato ai lati da Piccoli e Fratini ed Artioli ad agire alle spalle di Arras e Dell’Agnello.

Parlavamo dell’atteggiamento della Fermana ed è questo l’aspetto che salta all’occhio sin dalle prime battute: rispetto all’era Domizzi questa squadra mette subito in campo aggressività, intensità e voglia di sbranare il Grifone. Al 13′ un ispiratissimo Frediani converge verso il centro dalla sinistra e con un tiro a giro scalda subito i guantoni di Barosi. Il Grossetto subisce passivamente il possesso palla dei padroni di casa, i quali tengono ampiamente in mano il pallino del gioco alla ricerca del varco giusto. Uno spiraglio sembra arrivare alla mezzora quando gli uomini di Riolfo trovano il gol del vantaggio, o meglio l’autogol del vantaggio, ma il direttore di gara annulla tutto per un presunto fallo di mano di Blondett. In verità, però, come dimostrano le immagini, il difensore gialloblù salta in maniera scomposta con il braccio alto ma non colpisce la sfera, tuttavia è proprio questo gesto ad aver tratto in inganno l’arbitro e al contempo disorientato Vrdoljak che l’aveva messa nella propria porta.

Comunque, il vantaggio fermano non si fa attendere molto: tre minuti più tardi dal primo corner gialloblù dell’incontro Frediani pennella per Mbaye che prende l’ascensore e di testa infilza Barosi.

La Fermana è viva e a due minuti dal duplice fischio è la rovesciata di Cognigni a dimostrarlo, sintomo di un “glow up” anche mentale se si pensa che il bomber di Rione Murato è reduce da un lungo calvario dopo la frattura di tibia e perone della scorsa stagione. 

L’intervallo manda a riposo una Fermana che anche dopo il vantaggio non ha mai giocato al risparmio chiudendosi in formule difensive. La controprova arriva proprio al rientro dagli spogliatoi quando il destro magico di Frediani, da palla franca, propizia nuovamente il raddoppio aereo di Cognigni. 

La rete taglia le ali al Grifone, che comunque si affaccia dalle parti di Ginestra alla ricerca di un gol che possa accorciare le distanze: al 56′ da un tiro dalla bandierina di Vrdoljak è Ciolli ad inzuccare ed a sfiorare il palo.

Mister Magrini prova a scuotere i suoi con gli ingressi di De Silvestro, Bianconi, Cretella, Scaffidi e Moscati, ma la nuova Fermana rigenerata da Riolfo dimostra di saper reggere l’urto avversario e dà un chiaro segnale alle prossime sfidanti che giungeranno a Fermo: se il buongiorno si vede dal mattino, il “Recchioni” sembra sulla buona strada per tornare ad essere il fortino inespugnabile di cinque mesi fa. 

Nell’extratime, con il Grosseto sbilanciato in avanti, ci sarebbe spazio anche per il tris con Capece e Pannitteri in campo aperto soli davanti a Barosi, ma Capece perde un tempo di gioco per servire il compagno e quest’ultimo colpisce il palo dovendo anticipare la conclusione per evitare la rimonta dei difensori biancorossi.

 

LE DICHIARAZIONI DI MISTER RIOLFO NEL POST GARA

È un Giancarlo Riolfo soddisfatto quello che si presenta in sala stampa dopo la vittoria sul Grosseto. “Si può ancora migliroare tanto – ha esordito il tecnico ligure – ma per quello che è l’inizio di un percorso e per il tempo che ho avuto per fare determinate cose sono contento della disponibilità e del poter iniziare a mettere dei concetti nella testa dei ragazzi. Alla base di tutto c’è comunque la volontà, l’attaccamento alla maglia e lo spirito di sacrificio che i ragazzi hanno messo in campo in queste due prime partite. A volte si vince e a volte si perde, ma si deve uscire dal campo con la consapevolezza di aver dato tutto”.

Mister una fotografia è stata più che eloquente: i tifosi che nell’ultima gara casalinga gridavano a gran voce “Noi vogliamo gente che lotta” oggi si sono convertiti urlando dagli spalti “Vi vogliamo così”. È stato quello l’antidoto – ovvero il lottare, lo spirito di sacrificio e la determinazione – per ritrovare la vera Fermana?

“Ho detto ai ragazzi che non c’è vittoria senza sofferenza. Anche il Paris Saint Germain con Messi, Neymar e Mbappe quando passeggiano non vincono le partite. Noi dobbiamo partire da una base solida che deve essere l’atteggiamento e poi su queste fondamenta costruiamo il nostro modo di giocare”.

Con il suo avvento Ginestra è tornato tra i pali e Cognigni di nuovo al centro dell’attacco…

“Ho parlato sia con Moschin sia con Ginestra. Moschin, date anche le partite precedenti, non meritava di non giocare perchè tecnicamente ha fatto bene. La mia scelta è stata dettata dal fatto che Ginestra è un portiere più esperto e già conoscitore della piazza e del gruppo. Ho lavorato più su un discorso empatico. Ho detto ad entrambi che questa non è una situazione definitiva: avranno modo, tempo e spazio per lavorare ed instaurare una concorrenza bella e sana. Di Cognigni posso dire che se pensiamo a tutto il suo percorso da calciatore aveva già smesso qualche anno fa. Se è ancora qua a giocare e a combattere a me basta che esce dallo spogliatoio. Quando lo vedo lì dentro nei 90 minuti è quello che ci tiene più di tutti e sul quale posso fare affidamento certo”.

 

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