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Scuola, lavoro e tempo libero: ecco cosa cambierà. Cinema e teatri al 100%, riaprono le discoteche

Al cinema o al teatro con il green pass ed al 100% della capienza. Scatta oggi la nuova misura che interessa pure le discoteche. Per quest'ultime capienza al 50% al chiuso. Novità sono invece attese per le quarantene nelle scuole. E dal 15 ottobre tutti al lavoro con la certificazione verde. In caso di inadempienza scattano la sospensione e il blocco dello stipendio.
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di Sandro Renzi 

Scuola, lavoro, tempo libero. Cosa cambia e cosa dovrebbe cambiare da qui ai prossimi giorni per una buona fetta di popolazione italiana alle prese con i provvedimenti governativi adottati per uscire dalla pandemia? Molto c’è ancora da scrivere, molto è stato già messo nero su bianco nelle scorse settimane dal Cts e dai Ministeri che puntano a riaprire prima possibile tutte le attività. Una accelerazione impressa al sistema Paese dopo la decisione di rendere obbligatorio il green pass per tutti i lavoratori. Anche se poi le polemiche non mancano e diverse sono le zone ancora grigie. Dubbi e incertezze che in queste ore stanno interessando sostanzialmente tutte le categorie produttive e le relative associazioni di rappresentanza. Ma anche il mondo della scuola, alle prese con una modifica relativa alle quarantene che dovrà passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni tra qualche giorno.

 

TEATRI/CINEMA/DISCOTECHE

Dopo quasi due anni, cinema e teatri potranno tornare sold out in zona bianca (al 50% in quella gialla) e le discoteche riaprono i battenti seppur con capienze ridotte. L’attesa è finita, in particolare per le sale cinematografiche e per i tantissimi teatri che costellano il Paese da nord a sud, e soprattutto per la maestranze che ci lavorano, attori compresi. Da oggi, infatti, si torna in sala al 100%, senza distanziamenti. Platee e gallerie potranno essere occupate fino al raggiungimento dei posti disponibili. Per gli impianti sportivi al chiuso la capienza massima consentita sarà invece del 60% e, all’aperto, del 75%. Restano i limiti per sale da ballo e discoteche che possono finalmente riaprire, ma ospitando al chiuso solo il 50% degli avventori ed all’aperto il 75%. E stato il Governo, in questo caso, a forzare la mano rispetto a quelle che erano le indicazioni del Cts (Comitato Tecnico Scientifico) che aveva suggerito una capienza al chiuso del 35%. In tutti i casi, comunque, che si tratti di fare un ballo in pista o di assistere alla proiezione di un film.  occorrerà essere in possesso del green pass. 

 

SCUOLA

Sul fronte della scuola le novità allo studio interessano il sistema della quarantena. Sono pronte infatti le nuove regole anti-Dad che puntano ad incentivare il più possibile il ricorso ai tamponi e a limitare la durata delle quarantene. Quest’ultime, infatti, dovrebbero scattare solo dopo tre casi di positività in classe per studenti sopra i 12 anni. Le nuove misure sono in attesa di essere firmate dalle Regioni. In concreto, se un alunno risulterà positivo al Covid, tutti i compagni di classe dovranno sottoporsi a tampone per cercare di evitare il ricorso alla Dad. Manca, come detto, l’ufficialità, ma le intenzioni del Governo sono di andare incontro alle richieste dei presidi. Attualmente la quarantena è di 10 giorni per i non vaccinati e di sette per i vaccinati, quindi di età superiore ai 12 anni. L’indicazione sarebbe quella di contenere il più possibile le quarantene per i primi. Per farlo occorrerà usare i tamponi. In sostanza questa sarebbe l’ipotesi: in caso di positività al Covid di un alunno non scatta subito la quarantena ma i compagni vengono sottoposti a tampone e se risultano negativi si proseguono le lezioni in presenza fino al quinto giorno quando i tamponi andranno ripetuti. Se dovesse emergere qualche altro caso, gli alunni non vaccinati dovranno andare in Dad, mentre quelli vaccinati resteranno in aula. Nel caso di tre positivi allora scatta la quarantena per tutti, ma che sarà ridotta a sette giorni per chi è stato vaccinato. Per gli studenti sotto ai 12 anni la quarantena dovrebbe scattare per tutti dopo due casi positivi in classe. Nelle scuole dell’infanzia e nei nidi, infine, il provvedimento della quarantena scatta subito poiché non c’è l’obbligo della mascherina.

 

LAVORO

La data spartiacque per i no-vax è il 15 ottobre. Da quel giorno ci si potrà recare al lavoro solo muniti di green pass ottenuto, o grazie alla vaccinazione, oppure ai test rapidi o molecolari che avranno durata rispettivamente di 48 e 72 ore. I dubbi sono ancora tanti. Chi paga i test ai non vaccinati? Chi controllerà i Qr Code? Cosa si farà dei dati sensibili? Chi controlla gli autonomi? Il rischio caos insomma è dietro l’angolo. La certificazione verde anti-Covid 19 sarà obbligatoria sia nei posti di lavoro pubblici che privati. Il controllo spetterà al datore di lavoro o ad una persona delegata ma mai all’utente o cittadino. Quindi, se si chiama un elettricista a casa per un lavoro, non si potrà chiedergli di esibire il green pass la cui durata cambia. Sarà di 12 mesi per chi ha completato il ciclo vaccinale, di 6 mesi per chi è guarito dal Covid e di 12 mesi per chi, una volta guarito, si è sottoposto a vaccinazione con una singola dose come prevedono i protocolli. Il green pass non fa venire meno le regole sul distanziamento sociale ed i comportamenti anti-Covid. Capitolo sanzioni: se un datore scopre un dipendente senza carta verde dovrà segnalarlo alla Prefettura e sospenderlo dal lavoro senza stipendio. In più può essere comminata una sanzione che va da 600 euro a 1500 euro. Il decreto non specifica tuttavia se il lavoratore in smart working debba possedere o meno il green pass. Infine dal 15 ottobre i dipendenti statali torneranno in presenza.


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