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“Urge la riorganizzazione della sanità marchigiana”, la Fedir scrive a Saltamartini

SANITA' - Il segretario regionale delle Marche Fedirets sezione Fedir Sanità, Simone Aquilanti: "Se il cosiddetto spoil system non avviene neppure in minima parte, a maggioranza politica mutata, significa esclusivamente che la responsabilità dei risultati del nostro Ssr e del grado di soddisfazione del personale che vi opera dipendono non dalla gestione interna agli enti sanitari ma dal superiore livello di Governo regionale, qualunque esso sia"
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“La recente notizia dell’adozione di una delibera di giunta regionale di riforma della macchina burocratica regionale ci ha provocato una serie di ricordi e richiamato alla mente talune ricorrenze future che, dopo ripensamenti e dilazioni, abbiamo deciso di imprimere su carta non senza aver prima limate e calibrate le nostre riflessioni”. E così la Fedirets sezione Fedir Sanità, il sindacato dei dirigenti amministrativi, Tecnici professionali del Servizio Sanitario Nazionale firmatario Ccnl con il suo segretario regionale delle Marche, Simone Aquilanti, scrive una lettera aperta all’assessore regionale della Sanità, Filippo Saltamartini.

“La militanza sindacale e la ancor più diuturna appartenenza al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) ci hanno permesso di annoverare plurime riorganizzazioni dell’Amministrazione regionale e, sinceramente, da operatori qualificati, quantomeno nei rapporti con il settore Salute, mai ci siamo accorti di particolari performance operative che, nell’intento degli autori, tali riforme avrebbero dovuto suscitare. Abbiamo, per così dire, sino ad oggi assistito alla sequela di rimodulazione di uffici, incarichi, funzioni, etc. anconetani con lo spirito di una matrona di paese che, guardando la processione del Santo Patrono dal suo terrazzino, osserva mestamente che il prete negli anni è cambiato, i paramenti sono stati abbelliti ma la litania è sempre la stessa.
Precisiamo per correttezza di non conoscere nei dettagli tale più recente riorganizzazione sulla quale dunque non ci pronunciamo auspicandone comunque la migliore efficacia non foss’altro per il presumibile impegno che l’esecutivo regionale possa avervi profuso. L’argomento in sé, però, ci è propizio per ricordare, sul versante del Servizio Sanitario Marche (Ssr) che tra poco più di un anno ricorrerà il ventennio dall’approvazione della Legge regionale di riforma n.13/03 che, come noto, è stata più volte rimaneggiata di modo che essa odiernamente vige in un testo assolutamente discutibile.
E’ contestualmente da poco trascorso un anno dal significativo passaggio elettorale che ha consegnato il Governo regionale ad una diversa maggioranza politica rispetto a quella vincente alle elezioni del 2015, la quale ha condotto la propria campagna specialmente sulla necessità di una riorganizzazione nella Sanità marchigiana.
Dunque una sommaria analisi della espressione di voto che facemmo lo scorso anno, ci ha consentito di desumere due elementi che oggi qui riportiamo: gli elettori nel 2020 espressero una doglianza bicipite verso la precedente maggioranza (premiando quindi la coalizione opposta) su due temi specifici ossia la gestione della ricostruzione post- sisma e della sanità appunto.
Non abbiamo titoli per esprimerci sulla prima questione, se non personalmente da parte lesa, ma sulla seconda ci permettiamo di osservare fondatamente che è stato il personale dipendente della Sanità marchigiana (circa 20.000 operatori interessati) a dare un contributo decisivo alle sorti dell’agone elettorale; i lavoratori del nostro settore ricercavano due precisi obiettivi semplificazione e cambiamento, la colazione che oggi governa li ha promessi e dunque è stata per ciò votata.
Tuttavia a distanza di più di un anno da quel voto fiducioso dei due goal citati non è pervenuta notizia; intendiamoci: bene ha fatto una politica prudente a non innestare novità organizzative nell’immediato dall’insediamento in costanza della pandemia.
Tuttavia a questo punto, quando più di un quinto della legislatura è trascorso, la riorganizzazione del Ssr Marche, che tutti aspettano, pare non solo necessaria ma addirittura urgente non foss’altro per coerenza agli impegni rispetto a cui si misura la credibilità di una classe politica o almeno così dovrebbe essere crediamo.
Essendo stata licenziata la riforma dell’Amministrazione regionale ci pare ora più che mai il momento di dover affrontare coraggiosamente il settore della Sanità marchigiana che rappresenta oltre l’80% del bilancio della regione Marche.
Dobbiamo dare onestamente atto dell’impegno personale, serio, quotidiano, assiduo e qualificato che l’assessore Saltamartini profonde, in un contesto operativo difficile, nel dialogo con i territori, nel monitoraggio degli uffici regionali di settore, nell’esercizio delle direttive verso gli enti del Ssr, nei rapporti con l’Amministrazione dello Stato; purtroppo però i lavoratori della sanità marchigiana, quasi totalmente pubblica o comunque pubblico-correlata, restano con criticità irrisolte seppur esattamente conosciute sia dall’assessorato che dai vertici degli enti sanitari. E si noti bene che non parliamo di quisquiglie ma di questioni legate all’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, di assordante silenzio rispetto alle richieste di informazioni delle sigle sindacali, di disparità retributive a parità di funzioni svolte, di astrusità burocratica nella gestione del personale, etc… che inevitabilmente si ripercuotono sull’erogazione del servizio core cioè la tutela della salute dei marchigiani. Da questo punto di vista non abbiamo titolo alcuno per valutare l’operato dei direttori degli enti del Ssr marchigiano dal punto di vista strategico; tuttavia rileviamo come, in presenza di una disciplina regionale che in chiari termini contempla l’avvicendamento dei direttori generali, amministrativi e sanitari secondo le valutazioni di sintonia tecnico-politica che fiduciariamente la Giunta regionale è chiamata a rassegnare, il cosiddetto spoil system, se ciò non avviene neppure in minima parte, a maggioranza politica mutata, significa esclusivamente che la responsabilità dei risultati del nostro Ssr e del grado di soddisfazione del personale che vi opera dipendono non dalla gestione interna agli enti sanitari ma dal superiore livello di Governo regionale, qualunque esso sia. Con tale consapevolezza quindi andrà affrontato ogni prossimo passaggio elettorale che attende i cittadini marchigiani in generale ed i lavoratori della sanità in particolare. Manifestando i sensi della più alta considerazione per chi il popolo sovrano ha espresso, ci si pone dialogicamente a completa disposizione”.


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