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Prelievi multiorgano all’ospedale Murri: “Esperienza carica di emozioni che inizia purtroppo con un lutto”

FERMO - All'ospedale del territorio ne sono state effettuati 22 dal 2018 ad oggi. La dottoressa Daniela Fiore, coordinatrice della Donazione di Organi e Tessuti per l’ospedale del territorio: "Semi piantati in un terreno fertile".  "E' importante favorire le espressioni di volontà per non dover incorrere in dubbi sul fine vita"
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L’ospedale Murri di Fermo

di Maria Nerina Galiè

Nel mese della commemorazione dei defunti, il pensiero va a tutti coloro che, nella morte, hanno scelto, per volontà espressa in vita o attraverso un “sì” detto dai familiari, nonostante il dolore della perdita, di regalare una speranza ad altre persone. Sono i donatori di organi, eroi di un mondo che va veloce ma anche dove, grazie ai progressi della medicina, la generosità del gesto incide sempre di più sull’aspettativa di vita altrui.

“Siamo molto dispiaciti nel dover comunicare la morte del suo caro”: queste le parole, terribili, che nessuno vorrebbe mai sentirsi dire. Lo sa bene la dottoressa Daniela Fiore, coordinatrice della Donazione di Organi e Tessuti per l’ospedale “Murri” di Fermo, prima affiancando e poi sostituendo il dottor Viozzi.

Ma è da qui che tutto ha inizio, nel viaggio del prelievo multiorgano, che avviene in caso di morte celebrale, a cuore battente, perché gli organi devono essere irrorati dal sangue per essere utilizzati.

Qui d’obbligo una precisazione da parte della dottoressa: “In alcuni centri, ma non nel nostro,  è possibile eseguire anche il prelievo da donatore a cuore fermo”. 

“La morte del cervello – spiega la Fiore – è stabilita e regolamentata da rigide leggi, certificata da una commissione di esperti. E’ il punto di partenza. La fine diventa inizio. La morte diventa vita”.

Daniela Fiore

C’è ancora, dottoressa, chi ha paura di questo passaggio?  

“Purtroppo, a volte, ci troviamo ad affrontare anche delle reticenze e questo purtroppo nasce quasi sempre da errori di comunicazione che viziano la fiducia tra medico e paziente fin dal primo contatto. Perciò è necessaria una sempre più diffusa e capillare informazione riguardante questi temi e, soprattutto, favorire le espressioni di volontà per non dover incorrere in dubbi sul fine vita”.

Il cittadino ha la possibilità, al rinnovo della carta d’identità, di esprimere la volontà di donare gli organi.

Il dato viene inserito automaticamente nel Sistema Informatizzato della rete nazionale Trapianti (Sit) e resta segreto fino all’eventuale dichiarazione di morte celebrale. Solo a quel punto, l’addetto regionale del Centro Trapianti che nelle Marche si trova in Ancona, può sbloccare l’informazione e dare il via all’iter. Ma molti non lo sanno e non tutti gli uffici Anagrafe dei Comuni ne danno notizia.

Quanti prelievi vengono effettuati all’ospedale “Murri” di Fermo?

“Dal 2018 ad oggi sono stati eseguiti 22 prelievi multiorgano. Il prelievo di cornee segue un iter in collaborazione con la Banca degli occhi di Fabriano. Una breve parentesi, frutto di un accordo con la Banca dei Tessuti di Treviso, ha permesso in epoca pre Covid anche l’utilizzo della vena safena da vivente, che sarebbe stata altrimenti destinata allo smaltimento”.

Qual è l’età media del donatore?

“L’età media del donatore proveniente dal territorio fermano è 82 anni. Quindi i nostri interlocutori, oltre al Sit, che raccoglie la volontà donativa espressa generalmente nei Comuni di residenza, al momento del rinnovo della carta d’identità, sono mogli, mariti e spesso figli e nipoti di persone che hanno avuto una lunga vita ed una lunga storia ed hanno testimoniato il loro esempio. Sono semi piantati in un terreno fertile”.

Come si può raccontare, un pochissime parole, l’esperienza con le famiglie dei donatori? 

“Ogni incontro con le famiglie dei donatori è diverso dal precedente e sarà diverso dal successivo. L’unico fattore in comune è la necessità di far comprendere lo spessore ed i valori che il donatore ha tramandato ai propri cari. Tutte queste esperienze testimoniano la grande generosità del territorio in cui abbiamo la fortuna di vivere . Ogni donazione è un’ esperienza carica di emozioni che parte con un lutto“.


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