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Provinciali, scatta il toto-Presidente: sul tavolo del Pd il nome di Calcinaro

ELEZIONI - Partite le grandi manovre in vista delle elezioni provinciali. Sul tavolo dei Dem arriva il nome di Paolo Calcinaro. Ma l'operazione potrebbe lasciare strascichi pesanti nel centrosinistra dove non tutti voglio il sindaco di Fermo anche presidente della Provincia. Già due incontri in ventiquattro ore si sono susseguiti. L'alternativa potrebbe essere l'attuale presidente Moira Canigola nel segno della continuità. Ma a pesare sono le logiche dei numeri.
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di redazione CF

Sul tavolo del Pd c’è anche il nome del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, come papabile presidente della Provincia. Rivali alle amministrative del 2020, alleati, spera il Pd o una parte di esso, in chiave anti centrodestra alle provinciali. Si voterà a dicembre per scegliere il sostituto di Moira Canigola ma a farlo saranno i consiglieri comunali. Sono elezioni di secondo grado.  Paolo Calcinaro è un nome che in queste ore sta circolando negli ambienti dem. Tanto da essere stato, suo malgrado, protagonista di un doppio incontro politico in meno di 24 ore. Piuttosto serrato quello di mercoledì sera al quale hanno preso parte Pd ed altre forze della sinistra. Di lui e di una possibile convergenza del centrosinistra sull’ex assessore della giunta Brambatti, si è discusso e si sta discutendo.

Paolo Calcinaro

Ma non tutto il campo del centrosinistra, stando ai rumors, vedrebbe di buon occhio una “santa alleanza” con il sindaco di Fermo. Autorevoli figure del partito di Letta nel territorio provinciale avrebbero espresso più di una perplessità sull’opportunità politica di ripiegare sul sindaco del capoluogo per arrestare la marcia del centrodestra. A dire il vero né quest’ultimo né il centrosinistra, ma nemmeno il sindaco Calcinaro da solo pur riuscendo a compattare magari il suo Consiglio comunale, hanno i numeri per imporsi in provincia da soli. Scartata l’ipotesi di una lista unitaria, come è avvenuto in qualche altro contesto territoriale, non resterebbe al Pd, se guardiamo ai numeri, che giocarsi la carta Calcinaro. Ma questa operazione, se dovesse andare in porto, rischierebbe di lasciare strascichi pesanti nel campo progressista. In particolare tra chi ritiene che affidare al sindaco del capoluogo anche le chiavi della provincia non farebbe altro che rafforzare una politica campanilistica ultimamente molto criticata. Perché allora non puntare, sostengono altre componenti della sinistra, sulla continuità, ovvero su un mandato ter da affidare alla presidente Canigola o, in alternativa su Gaetano Massucci, primo cittadino di Monte Vidon Combatte, che potrebbe chiamare a raccolta molti Comuni dell’entroterra. Gli stessi che questa volta vogliono avere voce in capitolo e che hanno criticato una visione politica, quella del sindaco del capoluogo, troppo spesso ancorata al destino di Fermo. E che per questo temono di essere relegati ai margini delle scelte che l’ente provincia dovrà fare nei prossimi anni. Tra incontri e faccia e faccia, insomma, le macchine dei due fronti si sono messe in moto. Nel centrodestra si guarda invece al sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi, che potrebbe rappresentare una carte vincente sebbene, secondo voci di corridoio, FdI e Lega avrebbero manifestato pure qualche dubbio. E pure nel centrodestra il nome di Calcinaro era circolato; poi ragioni programmatiche e politiche, avrebbero spinto per abbandonare la sua candidatura ritenuta forse “ingombrante” in un’ottica di strategia politiche per rafforzare la coalizione nel territorio.

 


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