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Le Marche rialzano la testa: Pil a +8,5% nei primi sei mesi, il traino da edilizia e meccanica

IL REPORT – Bankitalia evidenzia una «ripresa economica di rilevante entità, dopo l'eccezionale crisi del 2020». Aumenta anche l'occupazione, ma restano elementi di incertezza, legati in particolare alla disponibilità di materie prime e all'aumento dei prezzi
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di Martina Marinangeli

Un rimbalzo rilevante, dopo una caduta rovinosa. Il primo semestre del 2021 fa registrare un aumento del Pil pari a +8,5% rispetto allo stesso lasso di tempo del 2020, quando il dato sprofondò ad un -13,5% a causa delle restrizioni e del lockdown. Le Marche rialzano la testa, insomma, e l’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia, sede di Ancona, evidenzia una «ripresa economica di rilevante entità, dopo l’eccezionale crisi del 2020».

Ad illustrare nel dettaglio il report sono stati ieri il direttore Gabriele Magrini Alunno ed il responsabile del centro studi Giacinto Micucci. Nel quadro complessivamente molto positivo, restano elementi di incertezza legati in particolare alla disponibilità di materie prime e all’aumento dei prezzi, ma guardando al prossimo futuro, le imprese campionate nel sondaggio – 300, di cui 200 industrie e 100 nel settore servizi – si sono dette per lo più ottimiste. Il 53% ha inoltre detto di prevede un aumento di fatturato nei prossimi mesi, benché siamo ancora molto lontani dal tornare ai livelli pre-pandemici. A trainare la ripresa sono i settori della meccanica – con impianti e macchinari ad alta tecnologia – del mobile e dell’edilizia, spinta dal Superbonus 110% e dalla ricostruzione post-sisma. Naviga invece in acque ancora poco sicure il comparto della moda, con il segmento calzaturiero che continua a soffrire più di altri settori. Quanto all’occupazione, le ore lavorate aumentano di due terzi rispetto al primo semestre 2020 e di un terzo rispetto ai primi sei mesi 2019. Tuttavia, se si scende nel dettaglio dei contratti attivati, si nota come la maggior parte siano a tempo determinato, dal momento che riguardano principalmente i settori di commercio, turismo e tempo libero. Le assunzioni nette sono aumentate – sette ogni 100 addetti – e, contestualmente, cala il ricorso a cassa integrazione e fondo di solidarietà (-29,2%) che ha riguardato l’11% degli addetti (come la media italiana). Restano significative le misure di sostegno: tra Reddito di cittadinanza, Pensione di cittadinanza e Reddito d’emergenza ci sono 25mila le famiglie che ne fruiscono (3,9% contro il 7% della media nazionale). Due, in particolare, secondo Magrini Alunno, gli insegnamenti della pandemia: «Avere un unico fornitore in estremo oriente è rischioso, meglio averlo più vicino; e mai avere il magazzino vuoto. Fare sempre scorta, nel caso un evento eccezionale blocchi i rifornimenti».

 


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