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Nuovi posti letto, i robot e la Tac: il cronoprogramma e le novità di Grinta per l’Av4 con il countdown sugli ospedali

L'INTERVISTA al direttore Area vasta 4, Roberto Grinta: "A fine gennaio, inizio febbraio verranno attivati 10 posti letto di semintensiva. Questo darà una svolta totale al nuovo ospedale innalzando il livello aumentando il livello di complicanza della medicina. Per l'ospedale di Amandola abbiamo una data indicativa di consegna: il 2022"
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Roberto Grinta

di Giorgio Fedeli

Nuovi posti letto, tra cui 10 per la semintensiva al Murri, il robot chirurgico, il ‘robottino’ per la riabilitazione. E, ovviamente, agenda in mano per i due nuovi ospedali, quello di Campiglione e quello di Amandola. Un cronoprogramma piuttosto delineato, quello che ha in testa il direttore dell’Area vasta 4, Roberto Grinta, partendo dalle date più prossime: “Faremo l’inaugurazione della Tac il 27 di questo mese ma sarà in funzione prima e la useremo in maniera specifica per pazienti Covid. A fine novembre sarà pronto anche il percorso con il tunnel sempre per i pazienti Covid. Quindi abbiamo un percorso in più sia per quelli che arrivano dalla Terapia intensiva che quelli da Malattie infettive. Il 4 dicembre invece inaugureremo il robottino per la fisioterapia a Porto San Giorgio, donatoci dalla fondazione Carifermo. E’ uno strumento particolare che può essere usato anche per pazienti che hanno bisogno della riabilitazione – spiega il direttore Av4 – dopo una lungodegenza in Terapia intensiva. Ce l’abbiamo solo noi. Sarà un valore aggiunto. A fine gennaio, inizio febbraio, invece, verranno attivati 10 posti letto di semintensiva. Questo darà una svolta totale al nuovo ospedale innalzando il livello aumentando il livello di complicanza della medicina. Daremo una forte identità alla parte dell’area medica. Sono finanziati dal Dl 34 e noi li finiremo a febbraio”.

Capitolo ospedali: “Per quello di Amandola abbiamo una data di consegna. Si parla del 2022. Poi ci saranno i passaggi di autorizzazione. Su Amandola la Regione è stata ben chiara: sarà un nosocomio in zona disagiata con quindi tutte le caratteristiche ad hoc. Parlo di 15 posti letto di medicina, due day surgery con 10 posti letto di ‘chirurgici’ collegati allo stesso day surgery. Poi ci sarà il Pronto soccorso oltre alla parte ambulatoriale prevista. Su quello di Campiglione i lavori procedono spediti. Una data? Nulla di ufficiale, ovviamente, ma abbiamo già inviato tutto il piano investimenti alla Regione e quindi queste nuove tecnologie potranno essere inserite nel Pnrr”.

Il direttore Grinta con il presidente Acquaroli

Fronte medici: “Arriverà sicuramente un cardiologo se non due, oltre al primario per il quale speriamo di licenziare il concorso entro l’anno. Ma sicuramente entro gennaio arriverà. Ho visto che sono arrivati curricula molto importanti. Rafforzeremo l’area chirurgica con un medico-chirurgo, urologia e ortopedia. Robot chirurgico? Noi abbiamo messo tutto nel piano investimenti e aspettiamo l’ok della Regione, altro valore aggiunto per l’attività chirurgica su cui siamo davvero un’eccellenza. Il Pronto soccorso? Lì il problema è collegato a un livello nazionale. Bisogna ricostruire tutto il percorso della medicina di urgenza e ci vuole del tempo. Nel frattempo l’unica cosa che possiamo fare è aiutare il più possibile il Pronto soccorso però ho visto che abbiamo disponibilità di 8 posti letto sia in area medica che in area chirurgica. Quindi riusciamo a ricoverare i nostri pazienti. Volevamo attivare l’Obi ma in questo momento siamo un pò in difficoltà perché necessita di un livello organizzativo anche sul fronte infermieri e medici. E le sospensioni ci hanno messo un pò in difficoltà ma siamo pronti ad intervenire”

Ma se la situazione legata alla pandemia dovesse peggiorare, facendo i debiti scongiuri?: “Sul fronte specifico del Covid abbiamo diverse soluzioni qualora la situazione dovesse, appunto, precipitare ma attualmente l’abbiamo sotto controllo. Abbiamo anche l’aiuto di Campofilone e di Galantara. Il livello di intensità della patologia rispetto all’anno scorso o al 2020 è 7/8 volte inferiore. Ci aspettiamo un numero di ricoveri più bassi ma non possiamo prevedere il futuro. Noi, comunque, siamo preparati, nulla può essere sottovalutato. Abbiamo una programmazione di tipo fisarmonico adeguandoci di volta in volta alla situazione. Purtroppo tra i ricoveri circa il 70% è fatto di persone non vaccinate. Vorrei ringraziare il Distretto, il Dipartimento di Prevenzione e i medici di medicina generale che stanno facendo una forte attività di programmazione di vaccinazione in tutte le nostre strutture residenziali, sia quelle che fanno capo all’Azienda sia quelle con i medici di medicina generale. Lì abbiamo tutti vaccinati anche con la terza dose. Ora dovranno essere vaccinati gli operatori. E questo ci ha permesso di mettere in sicurezza le strutture. Dal primo dicembre inizieremo con gli under 60. Partiamo anche con la campagna vaccinale per sensibilizzare tutti, dagli studi medici alle fabbriche e alle farmacie. Il problema si è visto: se il livello anticorpale scende sotto i 200/180, è importantissima la terza dose. Il livello di vaccinazione nella nostra Area vasta, comunque, è piuttosto alto: siamo intorno all’87%”.


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