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Un contratto di fiume per la salvaguardia dell’Ete Vivo

AMBIENTE - Un patto tra amministrazioni, cittadini, aziende e associazioni, ognuno con il suo ruolo, tutti uniti per la valorizzazione del territorio fluviale dell'Ete Vivo e concorrere alla salvaguardia dal rischio idrogeologico
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Ospiti del Comune di Porto San Giorgio, associazioni, aziende, cittadini e amministratori si sono dati appuntamento per discutere dello stato di salute del Fiume Ete Vivo. L’iniziativa, promossa dal Circolo Laudato Sì di Montottone e da Legambiente Fermo, ha avuto il contributo di Italia Nostra e il supporto di Lipu, WWF, Plasticfree, Impara L’Arte di Montottone, Luoghi Comuni di Monte Giberto e Marche Place di Montottone.

Ad aprire l’incontro il presidente del circolo di Legambiente di Fermo Federico Spagnoli per richiamare le relazioni del Prof Fabio Taffetani, dell’Università Politecnica di Ancona, e deldottor Fabio Ercoli, originario di Montottone, idrobiologo e ricercatore presso l’università di Jyväskylä, in Finlandia, e l’Estonian University of Life Sciences, in Estonia.

Il loro intervento ha messo in risalto: “La funzione essenziale che il fiume ha sul territorio, la necessità di agire in maniera coordinata e corretta per evitare gli errori che fino ad oggi si sono ripetuti e migliorare il mantenimento degli argini e del corso d’acqua. Molte le amministrazioni presenti, a partire da Santa Vittoria in Matenano, dove sorge l’Ete vivo, fino a Fermo e Porto San Giorgio, dove sfocia nel Mare Adriatico; quindi Monte Giberto, Ponzano di Fermo, Montottone e Monterubbiano. Gli intervenuti hanno evidenziato le poche risorse messe a disposizione per difendere lo stato del fiume (Monte Giberto), la necessità di inversione di mentalità da parte delle amministrazioni (Porto San Giorgio e Fermo), il bisogno di osservare le norme per la corretta gestione del territorio (Santa Vittoria in Matenano), il vantaggio, rispetto ad altri fiumi della Regione, di poter contare sul coordinamento di un’unica Provincia (Monterubbiano). È emersa una forte consapevolezza da parte di tutti gli amministratori, concordi nell’evidenziare che non è più possibile utilizzare i bilanci comunali per arginare emergenze che potrebbero essere evitate con una più attenta e organizzata gestione del territorio”.

E’ in questo quadro che si inserisce la proposta avanzata dagli organizzatori dell’incontro: la costituzione di un Contratto di Fiume, un patto tra amministrazioni, cittadini, aziende e associazioni, ognuno con il suo ruolo, tutti uniti per la valorizzazione del territorio fluviale dell’Ete Vivo e concorrere alla salvaguardia dal rischio idrogeologico, al fine di rendere nuovamente il fiume non più un problema ma sicuramente una risorsa per lo sviluppo ecologico, ambientale, culturale e turistico. In attenzione anche la necessità di fronteggiare la dispersione dei rifiuti lungo la provinciale 112, situazione preoccupante e indecorosa, problema generalizzato in tutto il territorio e per il quale non ci sono ancora dei piani risolutivi e responsabilità condivise. I presenti si sono infine aggiornati al prossimo mese di gennaio 2022 per attuare i primi passi concreti per la costituzione del Contratto di Fiume.


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