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Vaccinazioni e infrastrutture, ecco le richieste di Confindustria. (Video)
Bonomi sulla ripresa: “La strada è lunga”

CONFINDUSTRIA - Con il motto "Ricostruiamo il futuro" alla Mole Vanvitelliana tanti imprenditori tornano ad incontrarsi e a chiedere ascolto. Tra gli ospiti anche il virologo Roberto Burioni che confida nella terza dose per evitare la nuova ondata Covid. Il presidente nazionale degli industriali: «Ci sono delle nubi all'orizzonte, costi della materie prime ed energetici, quindi è un rimbalzo messo fortemente a rischio. Dobbiamo stimolare la domanda interna»
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L'assemblea di Confindustria Ancona

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di Gabriele Censi (foto di Giusy Marinelli)

Vaccinazioni e infrastrutture, sono la sintesi delle richieste di Confindustria che davanti al presidente nazionale Carlo Bonomi si è riunita in assemblea oggi pomeriggio alla Mole Vanvitelliana.

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Il tavolo dei relatori, tra loro anche il virologo Burioni

Per mantenere la sicurezza un’assemblea in più parti, la prima riservata con le votazioni e la consegna degli attestati di anzianità, aziende associate da 25 fino a 75 anni. Poi la proiezione di un cortometraggio molto suggestivo, sulle analogie tra la grande voglia di reagire del secondo dopoguerra e i nostri giorni, ha aperto la parte pubblica con i saluti istituzionali (il presidente della Regione Francesco Acquaroli, la sindaca Valeria Mancinelli, il prefetto Darco Pellos, il presidente di Camera marche Gino Sabatini e di Confindustria Marche Claudio Schiavoni).

 

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Carlo Bonomi

A seguire la relazione del presidente Confindustria Marche Nord Pierluigi Bocchini: «Sono 47 le riforme – ha aperto il suo intervento, scusandosi per il parterre di soli uomini –  previste nel Piano di ripresa e resilienza e c’è piena disponibilità di risorse per traguardarle. Ciò che occorre è la capacità di creare le condizioni di contesto per centrare l’obiettivo. Tra tutte le grandi sfide che sono davanti a noi – ha aggiunto Bocchini, che ha parlato anche di digitalizzazione – la più impegnativa è forse la ‘Green transition’ perché rischia di spiazzare e spingere fuori mercato intere filiere che caratterizzano il made in Italia e il made in Marche».

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Carlo Bonomi, Francesco Acquaroli e Pierluigi Bocchini

«Quello che appare impensabile – ha proseguito Bocchini – è l’idea di approcciare queste sfide, pur affascinanti per noi imprenditori, in un contesto di conflitto sociale così esasperato come quello attuale. Sembra davvero di assistere a un tutti contro tutti, in una logica divisiva da tifo da stadio che rende non più procrastinabile una serie di riflessioni comuni. Gli accesi dibatti tra pro-vax e no-vax, favorevole e contrari al Green pass, la difesa di interessi corporativi di origine medioevale, come le concessioni pubbliche e i continui rinvii, di riforme indispensabili come quella del fisco e del lavoro, rappresentano la realtà e il terreno su cui siamo chiamati, con grande fatica a confrontarci».

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Paolo Mieli

Poi la tavola rotonda moderata dal giornalista Rai Francesco Giorgino, con il giornalista Paolo Mieli,  il virologo Roberto Burioni, Alessandro Fontana (Centro studi Confindustria) e Donato Iacobucci (docente di Economia alla Politecnica Marche).

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Roberto Burioni

Il virologo è ottimista sull’efficacia della terza dose e rassegnato invece sul convincere i cosiddetti no-vax: «Chi non si è vaccinato dopo 150mila morti e una pandemia che ci ha sconvolto le vite, dopo che un vaccino è stato somministrato in miliardi di dosi senza problemi, lo fa per scelte irrazionali, io posso solo dare argomenti razionali. Nel 2016 l’obbligo vaccinale per i bambini ha portato a un aumento della copertura. – ha ricordato Burioni, sottolineando come il vaccino sia sicuro ed efficace – Però sull’obbligo vaccinale le scelte sono politiche e io sono un medico. Ripeto che più persone si vaccineranno e più al sicuro saremo tutti».

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Francesco Acquaroli

«Quella di oggi è una bella opportunità per la nostra regione di confrontarci in un momento assolutamente particolare – ha sottolineato il governatore Francesco Acquaroli – Io credo che la sfida oggi debba vedere tutta filiera istituzionale realmente impegnata a cercare le giuste soluzioni nel percorso da compiere insieme. In questo anno complicato condizionato dal Covid, abbiamo iniziato un confronto con la Camera di Commercio e tutte le associazioni di categoria per cercare di impostare la gestione della pandemia che non è mai individuale ma richiede la partecipazione e la condivisione di tutti. Nelle Marche abbiamo una grande classe imprenditoriale che da sola, nonostante tutte le difficoltà di una regione piccola e vulnerabile come la nostra, è riuscita a tenersi agganciata alle regioni più sviluppate e manifatturiere. Con questa classe dirigente noi vogliamo un’alleanza per scandire insieme le sfide del futuro».

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Carlo Bonomi

Il presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi ha ricordato la posizione a favore dell’obbligo vaccinale e sulla situazione economica chiede un passo in più:  «Gli imprenditori di Ancona come tutti gli imprenditori italiani, hanno subito anche loro colpi molto duri. Teniamo conto che anche questa è una regione che ha avuto un colpo più duro degli altri perché usciva, oltre che dalle crisi 2008-2011, anche dal terremoto, quindi hanno fatto tanto per mantenere posti di lavoro, occupazione, reddito. Io posso dare tutto il mio contributo, il mio supporto alla loro opera, e sono orgoglioso di rappresentarli. Noi siamo contenti del rimbalzo che che c’è stato, – ha detto ai cronisti a proposito della congiuntura -, che non è una crescita: quello che abbiamo perso non siamo riusciti a rifarlo completamente e anche quando si presume che riusciremo ad arrivare ai livelli pre-pandemia, si presume a fine 2022, saremo ancora quattro punti di Pil sotto il 2008».

Assemblea_Confindustria_Marche-P1068682-325x244«La strada è ancora lunga – ha proseguito Bonomi – e dobbiamo fare ancora tanto: ci sono delle nubi all’orizzonte, costi della materie prime, costi energetici, quindi è una ripresa, un rimbalzo messo fortemente a rischio. Dobbiamo stimolare la domanda interna perché fino a oggi abbiamo retto sull’export, molto probabilmente quest’anno faremo il record di 500 miliardi, però bisogna stimolare la domanda interna che è asfittica da decenni. Per farlo, la strada è un taglio contributivo forte per mettere più soldi in tasca agli italiani questa è la strada che auspichiamo».

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