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Segreteria Pd, Michele Amurri in corsa a Porto San Giorgio: dopo il voto riparte il confronto sulle elezioni

PORTO SAN GIORGIO - Michele Amurri è il candidato più accreditato alla segreteria del Pd. Se confermato succederebbe a se stesso. Il congresso è previsto il 4 dicembre. Una volta rinnovate le cariche si riprenderà subito il confronto sul candidato sindaco all'interno della coalizione di centrosinistra.
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di Sandro Renzi

Michele Amurri potrebbe succedere a se stesso nella guida del Pd sangiorgese. La sua candidatura è sul tavolo, caldeggiata da una buona parte del partito. Figura che potrebbe contribuire a  ricompattare le correnti interne in vista delle elezioni amministrative 2022. Ha preso le redini della sezione rivierasca dei dem dopo le dimissioni a sorpresa della segretaria Marcela Coman e sta traghettando il partito in una fase delicata sul fronte amministrativo, gravato prima dalle dimissioni dell’assessore Valerio Vesprini e dall’uscita dei civici dalla maggioranza, poi dalle invettive di Psg a Sinistra con cui si è aperto un confronto serrato tanto da far temere ad agosto l’apertura ufficiale di una crisi a pochi mesi dalla scadenza del secondo mandato Loira.

Tutto, o quasi, rientrato, poi, anche se su qualche argomento restano le posizioni molto distanti. E sotto accusa il Pd ci è finito in più di una occasione durante le trattative, criticato aspramente per aver fatto da “asso piglia tutto” nel rimpasto di giunta e non solo. A decidere il nuovo segretario sarà ovviamente l’assemblea degli iscritti in programma il 4 dicembre. Non è escluso che qualcun altro possa tuttavia farsi avanti nel tentativo di strappare ad Amurri la guida del partito che è alle prese anche con il rinnovo della segreteria provinciale attualmente nelle mani di Fabiano Alessandrini. L’unica certezza è che il nuovo segretario dem dovrà riprendere le redini delle trattative avviate con gli altri partiti della coalizione per individuare il candidato sindaco. “Non aspetteremo certo marzo per chiudere la partita” fanno sapere dai vertici dem. E’ certa quindi una accelerazione già a dicembre visto l’impasse causato proprio dal rinnovo delle cariche in casa Pd.


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