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Ex Fim, la strada è ancora lunga: deciderà il Ministero se abbattere la Cattedrale

PORTO SANT'ELPIDIO - Per l'Università Politecnica è impossibile protare avanti il progetto originario, la proprietà: "60 giorni per riattivare il cantiere, altri 45 per la demolizione"
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Nuova Conferenza dei servizi, stamattina, per tentare di sbloccare lo stallo pluriennale nella bonifica e riqualificazione dell’ex Fim di Porto Sant’Elpidio. Un incontro in cui ha giocato un ruolo centrale l’Università Politecnica delle Marche, con il prof. Marco D’Orazio, prorettore dell’Ateneo, a ribadire che l’attuale stato delle mura della Cattedrale, sorrette da un’intelaiatura d’acciatio, non consentirebbe alla struttura di restare in piedi senza i supporti presenti.

Altro aspetto trattato nel corso dell’incontro, come riferisce il sindaco Nazareno Franchellucci, è stato quello della storicità dell’edificio. “Si è ribadito il fatto che del corpo originario del sito, solo la palazzina degli uffici è ciò che è rimasto ad oggi, il resto, come la Cattedrale, sono ampliamenti effettuati negli anni successivi”.

La proprietà ha cosi presentato il progetto alternativo di demolizione, bonifica, conservazione dei materiali riutilizzabili e realizzazione di una nuova struttura che richiami la storicità dell’immobile. Le conclusioni a cui è arrivato l’ateneo dorico, incaricato dalla proprietà Fim, è che il progetto originario non sia ormai più perseguibile, perchè le tecniche proposte all’epoca, ben 15 anni fa, sono ormai impossibili e le murature esistenti non sono recuperabili, né possono bastare tecniche di pulitura meccanica o chimica. Secondo la Politecnica occorre elaborare una strategia alternativa, correlata con le trasformazioni del sito intervenuti dal 2009 in poi, che hanno portato ad una “sostanziale compromissione della leggibilità del manufatto, pur mantenendone inalterato il valore paesaggistico”.

Lo studio di fattibilità parla di 60 giorni di riattivazione di cantiere e lavori di abbattimento per ulteriori 45 giorni. Poi le demolizioni delle sottomuratore, la bonifica del terreno sottostante e successivamente la ricostruzione dell’edificio, che dovrà essere fedele all’originale Cattedrale ex Fim.

La regione Marche ha sottolineato la necessità di approvare un progetto ingegneristico aggiuntivo per la demolizione, da discutere in una conferenza dei servizi dedicata proprio all’abattimento dell’edificio. Da parte della Soprintendenza regionale si è evidenziato che dovrà esserela Commissione regionale per il patrimonio culturale, presso il segretariato della soprintendenza stessa, ad autorizzare la distruzione dell’edificio sottoposto a vincolo architettonico nel 2001.

“La Sovraintendenza prende atto della relazione della Politecnica – commenta Franchellucci – ma poi comunque sarà il Ministero, nella figura della Soprintendenza stessa, d emanare un parere definitivo sulla base di tutti gli elementi in campo”. Uno degli elementi è la sentenza emessa lo scorso marzo dal Tar Marche, che di fatto ha aperto la strada all’abbattimento. L’impegno della Soprintendenza è che i tempi di questa analisi complessiva siano rapidi.

Concludendo, il progetto di demolizione e bonifica, come commenta il primo cittadino di Porto Sant’Elpidio, “deve essere maggiormente specificato in alcuni punti senza la necessità di ulteriori analisi nel sito, con un vero e proprio progetto di dettaglio, e sottoposto ad una nuova conferenza dei servizi”.

P.Pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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