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Il nuovo turismo secondo Cna: “Unire l’entroterra alla costa” poi la sveglia ai 40 Comuni: “Sinergia, abbiamo una Ferrari ma è in garage”

TURISMO - La ricetta su come affrontare le nuove sfide sul turismo secondo il direttore generale Cna Fermo, Alessandro Migliore, e il suo omologo del settore turismo, Lorenzo Cognigni. Inevitabile parlare anche di infrastrutture. "Miglioramento dell’efficienza della A14 in primis, Monti-mare e Mezzina. Arretramento dell'A14? No, dispendioso e iter lungo. Prima terza corsia"
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Da sin. Alessandro Migliore e Lorenzo Cognigni

di Alessandro Luzi

Il pacchetto turismo contenuto nel Pnrr prevede lo stanziamento di 2,4 miliardi. È arrivato dunque il momento di ragionare sulla nostra attuale identità turistica per poi capire quale direzione intraprendere. Il seminario Futuro Turismo tenutosi il 6 novembre al Teatro dell’Aquila ha compiuto il primo passo verso questa direzione, ora occorre conferire continuità al dibattito perché le problematiche da sciogliere sono molteplici e di natura differente. Le amministrazioni locali ed i professionisti del settore non possono sprecare questa opportunità in quanto costituisce un punto di svolta per l’economia del nostro territorio. Nel Fermano le risorse operative ci sono, adesso devono essere organizzate attraverso una pianificazione a lungo termine.

Per affrontare tali questioni intanto occorre prendere atto dello “stato dell’arte” relativo proprio al turismo, perciò abbiamo interpellato due esperti del settore, quotidianamente a contatto con gli operatori e le amministrazioni locali: il direttore generale della Cna territoriale di Fermo, Alessandro Migliore, e il direttore del settore turismo della Cna, Lorenzo Cognigni.

La pandemia è uno spartiacque tra le stagioni turistiche pre-covid e le ultime due (2020-2021). “A livello di attività balneare, ho avvertito necessità di reinventarmi concentrandomi sulla ristorazione – spiega Cognigni in veste di titolare di uno stabilimento balneare elpidiense – Lo stesso vale anche per molti miei colleghi in quanto abbiamo dovuto accantonare l’intrattenimento, e probabilmente sarà questo lo scenario per i prossimi due anni. Invece a livello prettamente economico non è cambiato nulla, abbiamo lavorato bene e gli incassi sono stati comunque soddisfacenti”. A fornire un quadro sulla situazione generale interviene Migliore. “I dati diffusi dalla regione parlano chiaro, il 2020 ha visto un sensibile decremento di presenze rispetto al 2019. Nel 2021 invece si è verificata una inversione di tendenza, i numeri non sono lontani dal 2019. Sicuramente il turismo è cambiato, se prima c’era una prevalenza di viaggi all’estero o nelle città culturali, oggi c’è una riscoperta dei piccoli borghi e delle bellezze paesaggistiche locali. Possiamo asserire che il nostro è un turismo di prossimità”.

Quindi, per via dei rischi, l’intrattenimento è stato sostituito dalla ristorazione e dall’apprezzamento paesaggistico. Attualmente quali sono i settori trainanti del turismo fermano? “Sicuramente sono i villaggi turistici, i B&B ed i ristoranti, con una differenza importante tra le presenze all’entroterra e sulla costa. Per quanto si è avuto un incremento del flusso nei borghi collinari e montani, tuttavia i numeri decisamente più alti li registra la costa. Ciò dimostra la grande difficoltà di intercettare il turismo nell’entroterra nonostante la pandemia abbia comportato una sua riscoperta”. Questo perché? “Mancano le strutture, le infrastrutture e una mentalità aperta al turismo. C’è una fatica a elaborare un coordinamento turistico complessivo in grado di unire l’entroterra alla costa. Ad oggi queste due entità si percepiscono come concorrenti, ma non è così. Serve una unione complessiva tra le zone interne e la costa per remare nella stessa direzione. Comunque, nonostante questo deficit, i numeri sono soddisfacenti”. Precisa Lorenzo Cognigni: “Anzi, per quanto riguarda la ristorazione la situazione addirittura è migliorata. Si sta ritornando ad apprezzare lo slow food ed i prodotti tipici locali, oltretutto il ristorante permette di socializzare in sicurezza”. Ma tra gli operatori del settore vi è un rapporto di cooperazione per migliorare i servizi offerti? “Purtroppo no – asserisce Migliore – c’è una concorrenza spietata e questo non favorisce una crescita in sinergia” concetto ribadito anche da Cognigni. Del resto collaborando si possono ottenere risultati migliori e vantaggiosi per tutti. “Però – aggiunge il direttore – l’imprenditore privato è più portato ad allearsi perché capisce che può trarre beneficio dal lavoro di squadra”. Le amministrazioni invece? “Rispetto a questo danno l’esempio negativo. Non c’è una reale visione d’insieme tra comuni limitrofi. Ogni amministrazione quanto tempo e quante risorse dedica ad un coordinamento turistico provinciale? Ad ora Marca Fermana è l’unica associazione a svolgere questo compito. Dovrebbe essere incentivata perché è dal coordinamento, sia tra Comuni che tra enti pubblici e privati, che dipende l’attitudine all’accoglienza. Come? Per esempio promuovendo corsi volti all’accoglienza turistica”. Poi c’è anche la necessità di proporre una progettualità comune per intercettare i fondi del Pnrr: “Sono importantissimi per il rilancio del settore, ma chi si occupa di organizzare le esigenze territoriali?”.

In ogni squadra c’è sempre un capitano che la traina verso la vittoria, in questo caso il ruolo dovrebbe essere interpretato dal Comune di Fermo? “In quest’ottica il suo comportamento è determinante. Fermo dovrebbe prendere le redini di Marca Fermana e promuovere turisticamente tutto il territorio – ne è convinto Migliore – questa associazione va potenziata per creare una progettualità e un coordinamento provinciale in funzione di una promozione adeguata da cui tutti possano trarne vantaggio. A mio avviso la provincia, con a capo Fermo, deve occuparsi del coordinamento, mentre Marca Fermana deve impegnarsi a migliorare l’accoglienza e la promozione turistica. Anche in vista del Pnrr è arrivato il momento di avviare una progettualità comune. Senza una sinergia tra Comuni, in grado di coinvolgere anche i privati, non si avrà uno sviluppo turistico consistente. Per ora si è andati avanti per inerzia ma non basta. Il nostro territorio vive di eccellenze private ma attualmente è come avere una Ferrari parcheggiata in garage”. Cognigni pone l’accento sulle abilità degli operatori turistici: “Noi ci impegniamo a trovare nuove idee e adattarci a nuove situazioni. Ci mettiamo a ragionare per trovare nuove idee, però non c’è una visione d’insieme. Così riusciamo a vincere tante battaglie ma non la guerra”.

Inoltre non si può pensare al turismo senza riprogettare la mobilità. Come evidenzia Migliore, il turista vuole spostarsi facilmente e in comodità: “Questa provincia ha bisogno di un miglioramento dell’efficienza della A14 in primis, della Monti-mare e infine va potenziata la Mezzina creando un collegamento da Civitanova ad Offida. La mobilità deve essere agevolata. A questo poi segue la creazione di percorsi enogastronomici o culturali che uniscano l’entroterra alla costa. Ma per pensare ciò occorre una viabilità fluida. I fondi del Pnrr devono essere investiti in particolare sulla mobilità dolce, su strada e su rotaia – poi stronca nettamente l’idea dell’arretramento della A14 – È tornato in auge il progetto riguardante l’arretramento della A14, attualmente eccessivamente dispendioso ed inutile in quanto non apporta significativi benefici. Intendiamoci, non sono contrario all’arretramento – specifica Migliore – ma non è questo il momento giusto perché va data la priorità alla risoluzione del problema della concentrazione del traffico che crea problemi a tutti. E la soluzione è solo la terza corsia. Da subito possiamo mettere mano a una progettazione di arretramento che vada ad inquadrare quelli che potrebbero essere costi e tempi. Un progetto che, però, deve seguire tutto l’iter. E parliamo di anni. Non si pensi che l’uno è l’alternativa dell’altro”.


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